mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il caso Lodi finisce al Csm. Renzi: “Fiducia nei pm”
Pubblicato il 04-05-2016


Uggetti

Il caso del sindaco di Lodi, Simone Uggetti del Pd, arrestato per turbativa d’asta, finisce al Csm. Il membro laico del Partito democratico Giuseppe Fanfani chiederà l’apertura di una pratica in I commissione per verificare “la legittimità dei comportamenti tenuti e dei provvedimenti adottati” dalla magistratura definiti eccessivi. Ad annunciarlo è lo stesso consigliere per il quale le misure adottate nei confronti del sindaco di Lodi sono “ingiustificate”. Un posizione che ha suscitato però la reazione di altri sette consiglieri del Csm del gruppo Area: “Parole inaccettabili”. “Non è compito del Csm, e in particolare della sua Prima Commissione, prendere posizione su singoli provvedimenti giurisdizionali e tantomeno interferire con vicende giudiziarie in corso” è il commento di Renato Balduzzi, presidente della Prima Commissione del Csm. “L’organo costituzionalmente previsto per il governo autonomo dell’ordine giudiziario ha la missione di garantirne l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, perno dello Stato costituzionale di diritto. Contro i provvedimenti giurisdizionali il nostro ordinamento prevede un compiuto sistema di garanzie e di impugnazioni, al quale è e deve restare estraneo il Consiglio superiore”, aggiunge il consigliere non togato. “La Prima Commissione del Csm si è sempre attenuta (anche in vicende delicate, come quella recente relativa alla Procura di Arezzo) a questi principi di non interferenza, non ingerenza e rispetto per la magistratura e per i provvedimenti adottati o non adottati dell’autorità giudiziaria”, conclude Balduzzi.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando a Rtl 105.5 dell’arresto del sindaco del Pd, ha detto che i magistrati devono andare “avanti con le indagini, mi auguro arrivino presto alle sentenze, l’importante è che non si facciano i processi sui giornali. Chi ha sbagliato paghi ma niente strumentalizzazioni”. “Io dico solo che c’è bisogno di grande chiarezza, tranquillità e rispetto nei confronti dei magistrati. Qualcuno dice che è ‘un complotto’. Io dico ‘ma complotto de che’? Ci sono le indagini in corso, se saranno colpevoli è giusto che paghino, ma non ci deve essere nessun tipo di strumentalizzazione politica su questo”. E poi intervenendo al question time lancia un attacco durissimo ai Cinque Stelle. Un attacco che sembra svelare una qualche difficoltà. Un attacco diretto alla struttura del movimento definito dal premier come “la quintessenza dell’opacità e un monumento al nepotismo”. “Lo statuto del Movimento 5 Stelle – ha continuato Renzi – è a quattro firme: Grillo, il suo commercialista, Casaleggio, il nipote di Grillo: nepotismo applicato a un movimento politico” e se poi “c’è una disgrazia, e io sono rispettoso, come quella accaduta a Casaleggio e lo scettro passa al figlio non è democrazia, ma dinastia”. Una reazione forse suscitata dalle parole altrettanto dure pubblicate sul Blog Grillo: “Affondare in una piscina non è facile, il Pd c’è riuscito. L’arresto del sindaco di Lodi, un renziano doc, braccio destro di Guerini, vicesegretario del Pd, dimostra il fallimento della classe dirigente Pd e del partito del Bomba di garantire un governo onesto ed efficiente nelle amministrazioni locali”.

Redazione Avanti!

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