mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ilva. Danni alla salute, Italia condannata
Pubblicato il 17-05-2016


ilva-operaiUna storia senza fine quella dell’Ilva, oggi mentre si apre il processo per “disastro ambientale” contro i vertici del colosso di Taranto, arriva l’accusa da parte europea che avvia il procedimento contro lo Stato italiano per non aver protetto la vita e la salute di 182 cittadini di Taranto. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, ha ritenuto sufficientemente solide, in via preliminare, le prove presentate, e ha così aperto il procedimento contro lo Stato italiano.
A febbraio, la Corte aveva accettato la domanda di trattazione prioritaria del ricorso collettivo presentato da un gruppo di cittadini residenti di Taranto. I ricorrenti denunciavano la violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica, in quanto le autorità nazionali e locali avrebbero omesso di predisporre un quadro normativo ed amministrativo idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva. Contestata anche la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, anche in conseguenza dei cosiddetti decreti Salva Ilva con cui il governo ha mantenuto in funzione l’impianto sotto la propria gestione.
Ma oggi è il giorno dell’Ilva in quanto è in corso la prima udienza per presunto disastro ambientale causato dall’azienda siderurgica, sotto accusa 44 imputati eccellenti e tre società nell’aula ‘Emilio Alessandrini’ della Corte d’Assise di Taranto. Si torna in aula dopo la regressione del dibattimento all’udienza preliminare a causa di un vizio procedurale e il nuovo rinvio a giudizio decretato dal gup Anna De Simone.
“Attraverso questo processo vogliamo costruire un percorso di verità che porterà alla condanna di alcuni e forse all’assoluzione di altri. A noi non interessa perseguire o perseguitare nessuno”, ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine dell’avvio del processo. “Come istituzione – ha aggiunto – la Regione è vittima degli eventuali reati commessi. E stiamo parlando di reati gravissimi come l’avvelenamento di sostanze alimentari, di competenza della Corte d’Assise come gli omicidi”.
Questa “non può essere una vicenda che resta sotto silenzio. Ci auguriamo che da questo processo emerga una guida sul futuro di un impianto industriale strategico per il Paese ma mortale, secondo l’accusa, per i cittadini di questa area metropolitana”, ha detto Emiliano. “Ci sono circa mille parti civili – dice ancora il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – e molte lamentano la morte di parenti a causa di questo inquinamento, della diossina e delle altre sostanze nocive che hanno assorbito semplicemente vivendo. Questo non è un processo per limitati episodi di inquinamento ambientale. È una cosa molto più grave”.
Ma l’Ilva preoccupa anche sul fronte europeo: la Commissione europea ha deciso di estendere anche al prestito ponte da 300 milioni di euro l’indagine approfondita che è attualmente in corso per presunti aiuti di Stato, anche se il neo ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda si è detto tranquillo al riguardo: nessuna sorpresa “la conoscevamo e l’aspettavamo da lungo tempo: la cosa importante è che questo non ha influenza sul processo di vendita” dell’acciaieria. Tuttavia proprio su questa questione serpeggiano non pochi sospetti di intromissioni “esterne” nelle inchieste di Bruxelles. A sollecitare l’apertura di un’inchiesta sui finanziamenti al gruppo italiano da parte del nostro Esecutivo, ratificati comunque dallo stesso Parlamento sono state Eurofer, l’associazione dei produttori di acciaio europei, e la Thyssen Krupp.

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