domenica, 11 dicembre 2016
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Pubblicato il 30-05-2016


L’organizzazione umanitaria tedesca See watch ha distribuito questa foto di un bambino, di meno di un anno, morto venerdì scorso, quando il barcone in cui si trovava si è rovesciato. La speranza dell’Ong è che l’immagine possa convincere i dirigenti europei a trovare una soluzione che eviti altri drammi.

L’organizzazione umanitaria tedesca See watch ha distribuito questa foto di un bambino, di meno di un anno, morto venerdì scorso, quando il barcone in cui si trovava si è rovesciato. La speranza dell’Ong è che l’immagine possa convincere i dirigenti europei a trovare una soluzione che eviti altri drammi.

Un week-end all’insegna della conta dei morti in mare, con l’Europa ancora una volta incapace di fermare le stragi in mare. Secondo l’Onu nell’ultima settimana almeno settecento migranti sono morti nel Mediterraneo, è questo il bilancio delle vittime di tre naufragi documentati avvenuti il 25, 26 e 27 maggio. Uno di questi incidenti coinvolge tre imbarcazioni partite da Sabratha, in Libia. Cinquecento persone viaggiavano su un peschereccio che trainava un’altra imbarcazione senza motore, con a bordo altre cinquecento persone, altri cento viaggiavano invece su un gommone e tutte hanno fatto naufragio. I soccorritori hanno recuperato circa 45 corpi ma, secondo l’Unhcr, i dispersi sono centinaia.
L’organizzazione umanitaria tedesca Sea-Watch ha diffuso una foto scioccante, scattata da un’agenzia di produzione video, in cui si vede un bambino tenuto in braccio, recuperato dopo l’affondamento di un’imbarcazione in legno, venerdì scorso. Nella foto sembra cullare il piccolo come se dormisse, lo scopo della diffusione dell’immagine da parte dei volontari è quella di convincere le autorità europee a garantire corridoi umanitari per i migranti, dopo che la scorsa settimana si sono registrati centinaia di morti nel Mediterraneo.
Ma l’orrore continua anche nelle testimonianze dei sopravvissuti, durante la traversata i clandestini, segregati e nutriti a “pane e acqua” sono stati sottoposti a ogni genere di soprusi e brutali violenze, anche sessuali. Il problema ora si sposta proprio sul riuscire ad accoglierli, il Viminale con una circolare ha allertato 80 prefetti per 80 province che dovranno ospitare ciascuna 70 migranti: sono circa 80 le province interessate dai nuovi ricollocamenti sul territorio nazionale. Secondo il ministero dell’Interno sono 5600 gli immigrati che andranno redistribuiti nelle strutture d’accoglienza sul territorio da nord a sud.
Le Regioni più coinvolte sono Lombardia, Campania e Lazio. Risparmiata la Sicilia che ha già le strutture al completo. Il governo poi avrebbe preparato un nuovo piano per la redistribuzione dei migranti, ma questo verrà reso noto dopo le amministrative per evitare, secondo quanto riporta il Messaggero, polemiche con tutti i candidati che hanno fatto una campagna elettorale anti-immigrazione. A mettere i paletti a chi parla di “emergenza” ci pensa il Presidente del Consiglio: “Salviamo quante più vite umane possibili, sapendo che non c’è nessuna invasione: i numeri sono sempre gli stessi, più o meno”. Scrive il premier Matteo Renzi nella Enews sugli sbarchi degli ultimi giorni. “Quello che un po’ stride, e talvolta mi sembra meschino, è l’atteggiamento di chi grida e urla. Di chi usa sui media, e non solo, parole come: sistema al collasso, emergenza, invasione”. I numeri “nella percezione mediatica sembrano molto più grandi. Ma sono in media con il passato e non superiori a altri paesi”. Tuttavia i numeri parlano chiaro, nonostante il mal tempo degli ultimi mesi solo con i massicci sbarchi del weekend c’è stato il sorpasso: nel 2016 – ad oggi – sono sbarcati 47.740 migranti, il 4% il più rispetto allo stesso periodo del 2015. Il picco c’è stato proprio nel fine settimana, quando si sono contati ben 7.200 arrivi. A maggio sono giunte via mare complessivamente 19.819 persone. Anche l’accoglienza registra numeri record. Nelle vari strutture sono ospitati 119.294 persone (16mila in più rispetto allo scorso anno). La maggioranza (86mila) sono presenti nelle strutture temporanee. Lombardia (16.482), Sicilia (13.869) e Veneto (10.427) le regioni con le più alte presenze. Eritrei e nigeriani (11%) sono le nazionalità più rappresentate.
Nel frattempo a Ventimiglia, dopo le polemiche del week end, è partito lo sgombero dei migranti. “Questa azione è solo una soluzione temporanea. È evidente che ci sarà un ripetersi dell’emergenza, se non si troveranno alternative utili per tutti”, ha detto il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano che nei giorni scorsi si è autosospeso dal Pd insieme ad 11 consiglieri della maggioranza per protesta contro i vertici locali e regionali del partito e contro il Governo, accusati di non aver gestito l’emergenza migranti. “Mi fa piacere che stamani non ci siano state tensioni particolari. Aspettiamo l’evolversi della situazione – ha aggiunto Ioculano- sentirò prefettura e questura per capire come intendono continuare ad operare. Prevedendo che ci saranno nuovi arrivi bisogna trovare una soluzione definitiva che non può essere la riapertura del centro di primo soccorso che era stato allestito alla stazione e chiuso dal ministro Alfano, scelta da me sostenuta perché non aveva i requisiti”. Per il sindaco “è necessario trovare una struttura che possa ospitare i migranti”. Per il momento una settantina di migranti oggi è stata accolta in Chiesa, il gruppo si trova nella parrocchia di San Nicola da Tolentino a Ventimiglia. Il vescovo, Francesco Suetta, ha lanciato un appello a tutti parroci della città ad ospitare i migranti.

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