domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Industria, in calo fatturato e ordinativi
Pubblicato il 25-05-2016


Italia-crescita-industria

Brusca frenata del fatturato dell’industria. E in calo sono anche gli ordinativi. Un calo, rilevato dall’Istat, inatteso e riferito al mese di marzo, dovuto soprattutto alla frenata sul mercato interno. E per la prima volta da dicembre 2013 scende anche il fatturato degli autoveicoli, con un -6,5% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, segnala l’Istat, il fatturato subisce una riduzione dell’1,6% rispetto al mese precedente, mentre gli ordinativi scendono del 3,3%. La contrazione del fatturato, spiega l’istituto di statistica, e’ sintesi della flessione del 2,6% sul mercato interno e di un lieve incremento (+0,1%) su quello estero. Il calo degli ordinativi è verificato sia sul mercato interno (-1,5%), sia su quello estero (-5,8%). Il calo del fatturato è verificato anche considerando la dinamica congiunturale degli ultimi tre mesi: l’indice complessivo cala dell’1,1% (-1,2% per il fatturato interno e -0,9% per quello estero). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a marzo 2015), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 3,6% (il peggior calo da agosto 2013), con un calo del 4,4% sul mercato interno e del 2,2% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l’energia (+3,2%) mentre risultano in calo i beni strumentali, i beni intermedi (-2,5% per entrambi) e i beni di consumo (-0,6%). L’indice grezzo del fatturato si riduce, in termini tendenziali, del 3,7%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell’energia. L’incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+6,5%), mentre la maggiore diminuzione, limitatamente al comparto manifatturiero, riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,4%). Su base annua, l’indice grezzo degli ordinativi segna invece un lieve aumento (+0,1%).

L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+30,7%), mentre la flessione maggiore si osserva nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-13,2%). In particolare, la contrazione tendenziale del fatturato è la più ampia da agosto 2013. Il crollo è stato trainato soprattutto dal settore degli autoveicoli che ha segnato un calo del 6,5% rispetto all’anno precedente, prima battuta d’arresto da dicembre 2013.

Numeri che hanno suscitato le critiche delle opposizioni. L’immancabile Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha affermato che i dati odierni suffraghino il “nuovo crollo” che si temeva per il 2016. “Noi siamo in un regime di deflazione, i prezzi calano e la cosa non è buona: crollo dei consumi, crollo della domanda, crollo del reddito”. “Renzi è a Palazzo Chigi da due anni e mezzo e invece di fare le cose serie ha buttato via 30 miliardi di euro in mance che sono servite solo per comprarsi il consenso. Mance fatte, mance promesse. Con 30 miliardi di euro si potevano fare provvedimenti seri: riduzione della pressione fiscale vera per tutti. Non a caso noi siamo il fanalino di coda dell’Unione europea e dell’area Ocse”. Parole a cui ha risposto Filippo Taddei, responsabile economico del Pd: “I governi in cui ha seduto Brunetta hanno lasciato l’Italia al disastro, con spread alle stelle e lettera della Bce che ci portava ad un passo dai commissariamento. Per quanto riguarda i dati Istat sulla produzione industriale di marzo non possono essere utilizzati per fare valutazioni sull’andamento dell’economia italiana nel 2016”.

Redazione Avanti!

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