domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La lezione del Frosinone: retrocedere a testa alta
Pubblicato il 09-05-2016


tifosiI ciociari, dopo appena un anno, salutano aritmeticamente la Serie A. Ma, al termine della partita, tutto lo stadio applaude i giocatori, riconoscendo il tentativo di salvarci fino all’ultimo. Una bellissima scena a cui il calcio italiano non è abituato e che invece dovrebbe farne tesoro per il futuro. Emozionanti anche gli addii al calcio di Toni e Bellini e il saluto di Pasqual alla Fiorentina.

FROSINONE – Retrocesso, ma a testa altissima. Per il Frosinone è stata una domenica triste: dopo il ko casalingo 0-1 contro il Sassuolo, è infatti arrivata la matematica retrocessione in Serie B. La (pessima) consuetudine italiana in questi casi è purtroppo nota: contestazione dei tifosi, la maggior parte delle volte che sfocia in violenza, giocatori rinchiusi negli spogliatoi e scortati dalle forze dell’ordine e minacce degli ultrà ai dirigenti. Al ‘Matusa’ di Frosinone nulla di tutto ciò: i cori e gli applausi sono continuati anche al termine dell’incontro. Il pubblico, dimostrando grande maturità, ha compreso infatti come i ragazzi di Stellone c’abbiano provato fino all’ultimo: d’altronde si sapeva dall’inizio che non sarebbe stato facile, per una squadra di provincia e non abituata alla A, competere con piazze come Bologna, Udine o Genova. ‘’Ci siamo goduti questo anno, grazie per averci fatto assistere a gare contro Juventus, Milan, Roma ecc…’’, è il senso del messaggio dei tifosi. Con questa base, riprovare già dal prossimo anno il ritorno nella massima serie è una certezza assoluta. Per una volta il calcio italiano si è avvicinato allo stile di quello inglese: grazie Frosinone!
GIORNATA DI ADDII – L’esempio del pubblico del Frosinone non è stato l’unico episodio piacevole in questo penultimo turno di campionato. Una volta tanto, ci piace raccontare di gesti valorosi, anche se con una vena malinconica. Parliamo infatti dell’addio al calcio di Luca Toni, uno dei centravanti più forti della storia italiana. Alla soglia dei 39 anni, Toni ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e nella sua ultima partita, il sorprendente 2-1 del Verona contro la Juventus, l’attaccante dell’Hellas ha trovato un modo originale di siglare la sua ultima rete della carriera: tirando un calcio di rigore con il ‘cucchiaio’, marchio di fabbrica di Francesco Totti. Chiudere così è stata la ciliegina sulla torta. Grande festa anche a Bergamo per l’addio di Gianpaolo Bellini, storica capitano dell’Atalanta. Non parliamo di un campione, come da lui stesso ammesso, ma di un ottimo terzino che è rimasto fedele per 18 anni alla maglia nerazzurra: l’allenatore Reja lo ha definito ‘’un grande uomo, prima che un grande calciatore. E un esempio per tutti i giovani’’. Difficile dargli torto, Bellini rappresenta una di quelle bandiere sempre più rare nel calcio. Storia simile per Manuel Pasqual, che dopo 11 anni ha chiuso la sua esperienza con la Fiorentina. Anche in questo caso inevitabili lacrime di commozione e grande tributo del pubblico viola per quello che è stato per diversi anni il capitano della squadra toscana. Il calcio riesce a regalare ancora emozioni e bellissime storie.

Francesco Carci

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