venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’Anpi e la Boschi
Pubblicato il 23-05-2016


I partigiani che hanno combattuto nella resistenza sono rimasti pochi anche nell’Anpi. Le regole anagrafiche sono purtroppo spietate. I più sono persone, come il presidente di Reggio Emilia, l’amico Ermete Fiaccadori, che sono nati poco prima o poco dopo la guerra. Non è giusto dire che i partigiani veri votano sí come se quelli che votano no fossero partigiani falsi, ma è giusto registrare, al di là della scelta del voto di ognuno, che i partigiani sono ormai anche nell’Anpi una esigua minoranza. Dunque il voto che l’Anpi esprime è quello di un’organizzazione che in massima parte si ispira alla resistenza, non quello di una associazione di partigiani. La Boschi dovrebbe stare più attenta quando parla. Ma solo quando parla dell’Anpi le viene richiesta l’analisi del sangue. Se l’Anpi fosse un’associazione di resistenti sarebbe piu che giusto, ma visto che è ormai prevalentemente un’associazione storico-politica, che per di più si è gettata nella mischia della battaglia referendaria con una posizione netta e senza possibilità di distinzioni, ci permettiamo di trattarla col rispetto che dobbiamo a tutte le altre.

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Commenti all'articolo
  1. E’ sorprendente Mauro che tu utilizzi la locuzione “partigiani che hano combattuto la resistenza ne sono rimasti pochi”. A rigor di termini i coloro “che hanno combattuto la resistenza” sono stati militari tedeschi e fascisti repubblichini. Non scrivo per fare dell’ironia fine a se stessa, ma per invitare chi, come te, conosce la lingua italiana e la utilizza con padronanza a non lasciarsi andare alla sciatteria di pensiero e di parola che sembra caratterizzare i tempi attuali.

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