giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lodi, Uggetti resta in carcere
Pubblicato il 06-05-2016


Uggetti

Continuano le polemiche sulle dichiarazioni attribuite al consigliere del Csm Morosini. Resta in carcere Simone Uggetti, il sindaco di Lodi arrestato martedì scorso per turbativa d’asta. Il gup di Lodi Isabella Ciriaco ha infatti confermato per il politico, come ha fatto anche per l’avvocato Cristiano Marini, la misura della custodia cautelare in carcere. Lo conferma il suo avvocato, Pietro Roveda, che per Uggetti aveva chiesto un attenuamento della custodia: gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma.

Le dichiarazioni di Uggetti di giovedì davanti al gip evidentemente non sono state sufficienti e non sono servite a convincere il Gup a interrompere l’arresto e a tramutarlo una misura meno restrittiva, come gli arresti domiciliari. La Procura aveva espresso parere negativo sulle misure alternative al carcere nell’interrogatorio di garanzia dell’uomo politico Pd. Intanto, Alessandro Di Battista, membro del direttorio M5S, chiede al vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, di chiarire “la sua posizione in merito all’inchiesta della procura di Lodi. Secondo articoli di stampa, infatti, risulta – continua Di Battista – che la procura indaghi per frode in forniture pubbliche a proposito della gestione della piscina ‘Faustina’: un impianto olimpico da 13milioni di euro voluto proprio da Lorenzo Guerini, allora sindaco del comune lombardo”.

“Sembrerebbe, infatti – prosegue il grillino – che questa operazione abbia creato quegli squilibri finanziari che poi avrebbero portato il suo successore, e braccio destro, Simone Uggetti, a truccare le gare per le altre piscine lodigiane. Chiediamo, quindi – conclude Di Battista – che il vicesegretario del Pd sia trasparente e spieghi la sua posizione ai cittadini”.

Continuano intanto le polemiche sulle dichiarazioni attribuite al consigliere del Csm Morosini. Una  “vicenda, vera o presunta che sia – commenta in una nota la portavoce del PSI, Maria Pisani – che è la conferma della pericolosità della legittimazione delle correnti in magistratura. E’ proprio così che salta tutto, saltano i confini, i ruoli, i compiti di ciascuno”.

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati ha diffuso una nota in cui afferma che le parole di Morosini, se confermate, sono “inopportune e ingiustificate” e mettono a rischio “un leale rapporti sui poteri dello Stato”. Sono le parole diffuse in una nota, della Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati. La Giunta dell’Anm – si legge nella nota – “in relazione all’intervista sulla stampa attribuita al consigliere togato del Csm Piergiorgio Morosini” ribadisce “il diritto del singolo magistrato di esprimere le proprie opinioni”, ma “ritiene che si tratti di dichiarazioni che, se confermate, risultano per alcuni aspetti inopportune e ingiustificate e per altri riguardanti temi e argomenti non di pertinenza di un rappresentante dei magistrati presso l’organo di governo autonomo”. Tali dichiarazioni – aggiunge l’Anm – “incidono sul prestigio della magistratura e sul leale rapporto tra i poteri e gli organi dello Stato”.

Redazione Avanti!

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