domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’Oms salva il glifosato. Ma i dubbi restano
Pubblicato il 16-05-2016


Feldspritze nah

Lo scorso anno l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito il glifosato un probabile cancerogeno. Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo. Se ne fa un uso così inteso che le sue tracce si trovano ovunque: nella frutta, nella verdura, nei cereali, nei legumi, nell’acqua. Lo si può comprare anche nei negozi, perché è presente anche nei diserbanti usati dai dilettanti del giardinaggio. Ma ora la sua pericolosità è stata ridimensionata. E’ spuntato un nuovo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Fao che allontanano l’incubo sui rischi legati sull’uso del glifosato: “È improbabile – dicono – che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo”, fanno sapere dal meeting del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment. Un ridimensionamento legato alla quantità. “La grande maggioranza delle prove scientifiche – è spiegato nel comunicato – indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”.

Ma i dubbi restano. E anche forti. Recentemente quarantanove eurodeputati di 13 Paesi diversi si sono sottoposti ad un esperimento. Si sono recati nel Biocheck Laboratorium di Lipsia per controllare l’eventuale assimilazione di glifosato. Secondo il M5S, che ha partecipato al controllo con alcuni suoi membri, a tutti sono state trovate tracce nell’organismo. Infatti il glifosato può finire nell’acqua, cibo, birra, vino, addirittura nei prodotti biologici, nell’ambiente in generale e, quindi, poi essere accumulato all’interno del corpo umano.  Le analisi dei 48 deputati europei evidenziano come il glifosato sia nel corpo di tutti, senza distinzione geografica o di sesso. I membri del parlamento provenivano infatti da 13 Paesi diversi. Le percentuali ondeggiano tra gli 0,17 e i 3,57 microgrammi per litro. La dose giornaliera accettabile (ADI) per i consumatori, stabilita dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, è di 0,5 milligrammi per kg di peso corporeo al giorno.

In ogni caso, gli europarlamentari sono fortunati: restano sotto i livelli di guardia. Ma così non è per il 75% dei tedeschi, secondo una ricerca della Fondazione Heinrich Böll. Presentata a inizio marzo, la valutazione raggiungeva conclusioni allarmanti: i tre quarti del campione (più di 2.000 persone) presentava livelli 5 volte superiore ai limiti di legge per la concentrazione nell’acqua potabile. Per un terzo, invece, la quantità di glifosato eccedeva la soglia tra le 10 e le 42 volte.

Secondo le multinazionali che lo commercializzano non sarebbe dimostrato nessun rischio legato all’uso del glifosato. Lo scorso 13 aprile è stata votata a Parlamento europeo risoluzione con la quale è stato sconfitto il principio di precauzione. Strasburgo propose il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per 7 anni, ma ora la Commissione europea rilancia: 9 anni. Il Comitato fitosanitario permanente, un panel di esperti nominati dagli Stati membri, dovrebbe approvare questa proposta giovedì, ignorando l’opinione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che invece considera la sostanza “probabilmente cancerogena”.

“Non vogliamo fare allarmismo – ha detto Rosa D’Amato, eurodeputata del Movimento 5 Stelle che si è sottoposta al test – Ma risultati di questo genere indicano che potenzialmente l’intera Europa è contaminata dal glifosato”. La decisione che Commissione Ue deve prendere su rinnovo della licenza per l’uso del glifosato è attesa per questa settimana. La bozza della proposta della ne prevede l’uso per nove anni, ma senza le restrizioni richieste dall’Europarlamento a un impiego esclusivamente professionale. Una linea che suscita le preoccupazioni dei Verdi europei che esprimono una forte condanna.  “Nonostante la richiesta del Parlamento europeo, non viene proposto nulla per vietare l’impiego del glifosato da parte dei comuni cittadini o vicino ai parchi pubblici” afferma Rivasi. Nel testo si legge che tocca agli Stati membri “assicurare che l’uso dei pesticidi sia limitato o proibito in aree come parchi pubblici e giardini, campi sportivi e ricreativi, giardini scolastici e per bambini e vicino a strutture sanitarie”. Insomma il dubbio resta.

Redazione Avanti!

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