martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Magistrati e Pd: è guerra, ma da una parte sola
Pubblicato il 04-05-2016


Claudio Martelli, in un incisivo articolo pubblicato sul Quotidiano nazionale, si pone un interrogativo. Visto che ormai non si contano gli arresti e le iniziative giudiziarie verso esponenti del Pd e poichè da ogni parte si grida alla guerra che la magistratura avrebbe dichiarato a questo partito, Martelli si chiede quali ne siano le ragioni, non riscontrandole nei comportamenti del governo Renzi. Quest’ultimo, se si toglie la questione ferie e una timida legge sulla responsbilità civile, ma si aggiunge quella sull’allungamento dei tempi della prescrizione, come chiedevano i magistrati, che cosa avrebbe mai fatto per urtare cosí il partito delle toghe?

L’elezione di Davigo al vertice dell’Anm e la sua prima dichiarazione di guerra (“I politici rubano come prima, ma hanno smesso di vergognarsi”) sono il segnale di una nuova stagione di aggressività e di iniziativa giudiziaria dei magistrati. Penso all’arresto del sindaco di Lodi, inquisito non per corruzione, ma per semplice turbativa d’asta. Sia ben chiaro questo è paradossalmente uno di quei casi in cui il carcere preventivo è possibile secondo i dettami della legge. Uggetti stava inquinando le prove con quella telefonata sulla decisione di formattare tutto. Tuttava la fattispecie di reato appare risibile. Chi conosce bene, io ho fatto l’assessore allo sport del mio comune, la situazione spesso debitoria in cui versano le gestioni delle piscine comunali benedice i privati che se ne vogliono far carico.

L’ipotesi più probabile è che Uggetti abbia voluto favorire una società della quale si fidava. Si può configurare un reato, ma arrivare all’arresto, insomma, e addirittura a far apparire il sindaco di Lodi nelle vesti del malfattore, come emerge dalle dichiarazioni delle due giovani sostitute della cittadina lombarda, ce ne passa. Resta l’interrogativo di Martelli e la risposta è contenuta nelle sue frasi finali. Il partito dei magistrati ha deciso di aumentare la sua sfera di influenza. E di colpire al cuore la politica. E’ però incredibile come il Pd faccia finta di non accorgersene e di delegare le frasi più decise al partito di Verdini, una sorta di megafono con slogan da ultras mentre i dirigenti del Pd restano seduti in tribuna. O pensa di essere costituito da malfattori o ha timore che la guerra diventi più cruda.

Noi possiamo recare il contributo della nostra esperienza e anche dei nostri errori, come certo fu quello di vincere un referendum sulla responsabilità civile del giudice e poi di svuotarlo con l’inoffensiva legge Vassalli, giustamente osteggiata dai radicali. Oggi il Pd o accetta la sfida e mette subito in calendario le leggi di guerra, ma giuste, santiddio, e proprie di tutti i paesi civili, come quella della separazione delle carriere e del doppio Csm e l’abolizione della obbligatorietà della azione penale, o rischia di essere travolto. Caleranno nei sondaggi i renziani con viva soddisfazione dei Cinque stelle, della Lega, la nuova alleanza giustizialista, e della minoranza del Pd. E il risultato, anche grazie allo scombiccherato Italicum, sarà la creazione del nuovo assurdo bipolarismo tra Grillo e Salvini. Che Dio ce scampi. La conseguenza di Mani Pulite doveva essere il trionfo del fronte giustizialista. Si mise di traverso Berlusconi e le cose andarono in tutt’altro modo. Oggi solo Renzi potrebbe impedire le conseguenze logiche e apparentemente inevitabili della nuova iniziativa del partito delle toghe. Ma sarà in grado?

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Commenti all'articolo
  1. A un uomo politico devono sempre interessare le conseguenze. Penso che tutto questo finisca per favorire i Cinque stelle e di questo mi preoccupo da socialista, da democratico. O sbaglio?

  2. Caro Direttore,
    se nel Codice Penale vi è descritto un reato, quando viene riscontrato deve essere perseguito. Non spetta certo al magistrato inquirente valutare la finalità del reato, ad egli spetta solo il compito di accertare se il reato esiste e se è stato commesso intervenendo per evitare la distruzione delle prove o la sua probabile reiterazione. Ora insinuare nel lettore che il magistrato inquirente non doveva intervenire perchè il reato viene commesso a fin di bene non fa un buon servizio ala politica. Solo il giudice ha il compito di stabilire se l’operato del magistrato istruttore corretto, proporzionato ed adeguato. Giudicherà anche i capi d’imputazione è stabilirà se il comportamento dell’amministratore lodigiano è stato conforme alla legge adottandone i relativi provvedimenti.
    Per quel che mi riguarda il vero insegnamento che la Politica dovrebbe lasciare riguarda la moralità come ben diceva il Grande Sandro Pertini, il politico deve dare l’esempio e non limitarsi a criticare l’operato di altri ed elogiare il proprio anche quando questo è fuori dai canoni della moralità.

  3. Come sarebbe bello, caro Ranieri, che fosse davvero cosi. Forse io sto sognando ma ho visto da almeno 25 anni una parte della magistratura (a proposito lei sa che solo in Italia ci sono i partiti dei magistrati e che solo in Italia non esiste la separazione delle carriere e delle funzioni dei magistrati inquirenti e giudicanti, e forse solo io ho capito che verso Craxi e solo verso di lui è esistito il teorema del “non poteva non sapere” che non si è applicato a nessun altro segretario di partito e potrei continuare) ha esercitato un ruolo politico. Sul caso di Lodi è davvero stravagante che un sindaco venga arrestato per avere favorito attraverso un bando pubblico una società sportiva di fiducia, cosa segnalata alla magistratura dallla funzionaria allo sport la cui sorella è presidente della società sportiva alternativa. Un minimo di prudenza si poteva avere. Invece la giovane sostituta ha fatto un comizio in tivù sulla spregevolezza dell’uomo. Mamma mia…

  4. Noto che vi preoccupate della magistratura più oggi che nel 1993, anche Martelli lo vedo molto interessato a difendere il Pd, invece ai tempi di mani pulite si dimise da tutto in fretta e furia e mollò tutto. Concludendo si può dire, una strana questione che accadde ieri, un rientro inadeguato che accade oggi, da craxiano giudico due sbagli inequivocabili, la storia gli sottolineerà con un forte meno.

  5. Senti un po’ Caciolli, io votai contro le autorizzazioni a procedere per Craxi alla Camera e lo disssi alla stampa. Per questo ci rimisi il posto da deputato. Chiaro? Su questo non transigo ed esigo rispetto. Oltretutto andai a trovare Craxi al Raphael e mi abbracciò. Non sarai certamete tu a mettere in discussione la mia coerenza. Vedo invece taluni socialisti che oggi stanno dalla parte dei magistrati e contro Renzi. Questa sí è incoerenza. Non si può essere garantisti solo versp sè stessi o non esserlo perchè qualcuno non lo è stato con te. Questa è schizofrenia.

  6. Caro Del Bue, nonostante la giovane età ricordo bene gli anni di “dei lanciatori di monetine” al grido di morte il socialista, se allora valse il teorema del “non poteva non sapere” nonostante quanto detto in Parlamento dal Compagno Bettino, oggi deve valere il tema la “la legge la si rispetta”. Poco importano le considerazioni personali e politiche, parafrasando un termine calcistico spesso usato dal mitico allenatore Boskov se c’è reato polizia arresta.

  7. A giudicare da alcuni commenti sembra che qualche compagno socialista, per puro spirito di vendetta, vorrebbe vedere applicati contro il PD i metodi che furono usati contro il PSI di Craxi. Benissimo, continuiamo così, facciamoci del male…
    Saluti, Mario.

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