lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Arrivati i siriani salvati
dai corridoi umanitari
Pubblicato il 03-05-2016


Chhm4k2WMAAupGVStamattina 101 siriani sono arrivati all’aeroporto di Fiumicino grazie ai corridoi umanitari, si tratta del terzo gruppo ad essere accolto dopo l’accordo raggiunto tra Governo italiano, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Comunità di Sant’Egidio e Tavola Valdese, che ha come obiettivo quello di permettere alle persone in fuga da guerre o “condizioni di vulnerabilità” di raggiungere il nostro Paese senza rischiare la vita in mare. Sono 97 siriani e 4 iracheni e saranno ospitati da una rete di strutture di accoglienza in Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Toscana e Basilicata. Ad accoglierli anche il Viceministro degli esteri Mario Giro e la presidente del Comitato Diritti Umani della Camera, Pia Locatelli.
“Questa è l’Europa che vogliamo, non quella che alza muri e chiude le frontiere”. Ha detto Pia Locatelli all’Aeroporto di Fiumicino dove sono stati accolti i profughi.
“Mentre Germania, Austria, Belgio, Francia, Danimarca e Svezia hanno intenzione di chiedere alla Commissione europea altri sei mesi di controlli alle frontiere all’interno dell’aerea Schengen, ancora una volta dall’Italia arriva una lezione e un esempio di accoglienza possibile contro le derive xenofobe e i populismi. Lo abbiamo fatto ieri con l’operazione Mare nostrum, continuiamo a farlo oggi”, Ha affermato la deputata socialista.
Tuttavia la questione migranti resta tuttora aperta per l’Europa, specie dopo la richiesta di Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia di estendere i controlli alle loro frontiere interne per altri sei mesi. Secondo alcune fonti Bruxelles sarebbe già pronta a dare l’ok e dopodomani sulla base di un articolo del Codice Schengen mai usato prima, pubblicherà una raccomandazione al Consiglio europeo con cui motiverà la sua approvazione.
Tuttavia se molti già parlano della fine di Schengen, Dimitris Avramopoulos nega a parole ciò che sta avvenendo nei fatti: “Schengen non sta morendo. Al contrario, la Commissione Ue sta facendo di tutto per ripristinarla e tornare alla normalità, come indicato nella roadmap ‘Back to Schengen'”.
“Ma per andare avanti – ha aggiunto – servono passi intermedi. Ciò che vogliamo raggiungere non può accadere in una notte, per questo dobbiamo assicurare un processo graduale, anche se significa permettere controlli temporanei eccezionali alle frontiere interne”.
Il commissario Ue poi ha fatto anche le dovute precisazioni per quanto riguarda i ricollocamenti: “La decisione di ricollocare è vincolante e gli Stati membri hanno un obbligo morale e legale a farlo. Per ora non abbiamo intrapreso alcun passo legale, i miei metodi di persuasione e incoraggiamento sono stati politici, ma non significa che non ci saranno”. Avramopoulos poi si è detto anche “deluso” per il basso ritmo di ricollocamenti e per la “mancanza di volontà politica”.

Liberato Ricciardi

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