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Opinioni e commenti
 

Migranti. Sei Paesi Ue chiedono di abolire Schengen
Pubblicato il 02-05-2016


epa04505610 A view of Schengen's sign in the village of Schengen, Luxembourg, 14 October 2014. EPA/NICOLAS BOUVY

EPA/NICOLAS BOUVY

L’Unione europea continua a vacillare, ma a tenere uniti per il momento è la volontà di “chiudere” a profughi e migranti espressa da ben sei Stati appartenenti all’Ue. Germania, Austria, Belgio, Francia, Danimarca e Svezia hanno intenzione di chiedere alla Commissione europea altri sei mesi di controlli alle frontiere all’interno dell’aerea Schengen perché temono una nuova ondata migratoria. Un altro duro colpo non solo alla Comunità europea, ma anche all’Italia che si ritrova così come la Grecia contro un nuovo “muro” da parte dell’Europa. Infatti secondo alcune indiscrezioni quasi certamente la Commissione darà l’Ok alla richiesta, nonostante il flusso sulla rotta balcanica si sia notevolmente ridotto e nonostante i continui problemi che la Grecia sta affrontando nella gestione dei profughi. Proprio oggi la Danimarca ha annunciato che il controllo alle frontiere sarà esteso fino ad almeno il 2 giugno, ma l’iniziativa di scrivere alla Commissione è partita dalla Germania, il ministro tedesco dell’Interno, Thomas de Maiziere (Cdu), ha spiegato ieri a Berlino che “gli Stati membri dovranno continuare ad avere la possibilità di utilizzare i controlli di frontiera laddove è necessario”. Una misura che è contenuta nell’articolo 29 del codice sui confini dell’area Schengen. La Commissione europea infatti ha fatto sapere di essere a conoscenza della volontà di alcuni Stati membri di estendere per altri sei mesi i controlli alle frontiere interne come risposta alla crisi dei richiedenti asilo. Una decisione in merito, secondo quanto afferma la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, verrà presa entro giovedì 12 maggio, lo stesso giorno in cui la Commissione europea presenterà la relazione sulla gestione delle frontiere esterne dell’Ue da parte della Grecia. Andreeva inoltre ha riconosciuto che al momento in Grecia “ci sono ancora carenze da affrontare”, ma ciò non preclude quella che sarà la decisione della Commissione Ue e anzi fa sapere che l’estensione dei controlli è legata proprio a carenze nella gestione greca delle frontiere esterne.
Le dichiarazioni europee suonano come una mannaia sulla Grecia che è alle prese in questi ultimi mesi con una vera e propria emergenza migranti. Il numero di rifugiati identificati e di migranti attualmente presenti in Grecia ha raggiunto le 54.142 unità, stando a quanto dichiarato dall’Ente centrale per la gestione dei migranti di Atene. L’agenzia di stampa Ana-Mpa riferisce che 8.150 rifugiati e migranti si trovano al momento nelle varie isole greche, incluse 64 persone arrivate nelle ultime 24 ore, mentre 14.449 sono localizzate in differenti aree della regione dell’Attica. Circa 2.135 rifugiati e migranti hanno trovato sistemazione nel porto del Pireo, altri 2.880 sono ospiti di un rifugio a Skaramagas, ad ovest di Atene. Rifugiati e migranti nella Grecia centrale hanno raggiunto la cifra di 1.928 unità nella giornata di lunedì, mentre quelli che si trovano nella Grecia meridionale sono attualmente 338. Il campo di Idomeni, nel nord della Grecia, ospita al momento 10.172 persone fra rifugiati e migranti, mentre 1.137 si trovano nell’area di Polykastro. Secondo le autorità, 29.277 persone, più della metà del totale di migranti e rifugiati attualmente in Grecia, sono ospiti in campi e strutture del nord del paese.
Ma ad essere penalizzata è anche l’Italia che già con l’arrivo della bella stagione prevede un considerevole aumento degli sbarchi. L’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan in un’intervista al Corriere della Sera riconosce come l’attuale crisi migratoria ha lasciato ingiustamente soli paesi come Italia e Grecia e propone “un Piano Marshall, o comunque un nuovo approccio che aiuti questi Paesi a svilupparsi economicamente il più velocemente possibile, come avvenne per l’Europa dopo il 1945. L’Africa è ricca di giovani dinamici che non hanno lavoro. Se la comunità internazionale cooperasse con i governi africani per creare le condizioni per fare business, osserveremmo una drastica riduzione del fenomeno migratorio”.
Nel frattempo il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, ha respinto invece la critica indiretta mossa dall’attuale segretario generale Onu, Ban Ki-Moon, alla dura politica migratoria adottata dal governo di Vienna. “Dobbiamo allontanarci dall’idea di un’accoglienza illimitata dei profughi in Europa”, ha affermato il ministro austriaco. “Noi siamo per un’Europa che abbia il controllo sul suo territorio, con confini esterni sicuri e che possa decidere autonomamente chi far entrare e chi no e che si assuma la responsabilità politica per quello che succede nei paesi confinanti”, ha aggiunto.

Redazione Avanti!

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