martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Si rovescia un barcone con 600 persone
Pubblicato il 25-05-2016


barcone-immigrati-affondatoSi teme il peggio nel Canale di Sicilia, dove un barcone con circa seicento migranti si è rovesciato. Al largo della Libia, subito dopo l’SOS lanciato con un telefono satellitare a 18 miglia dalla costa, sono intervenute la nave Bettica e la nave Bergamini della Marina Militare, che hanno lanciato zattere di salvataggio e giubbotti salvagente. Al momento sono stati salvati circa 500 migranti e recuperate le salme di altre 7 persone e le ricerche di altri eventuali dispersi sono ancora in corso.
Il problema dei profughi e dei migranti si ripresenterà ancora all’Europa e all’Italia in particolare, specie con l’arrivo del bel tempo. L’Unione europea già ha mostrato le sue falle sulla questione migranti, non riuscendo ad impedire nemmeno ai Paesi membri di costruire recinzioni ai propri confini.
Una soluzione europea al riguardo era stata “mediata” e trovata solo con il “blocco” dei profughi grazie all’accordo con la Turchia. Un piano che aveva scontentato tutti, in primo luogo perché ad essere compromessi sono i diritti umani degli immigrati, in secondo luogo perché l’interlocutore, la Turchia, non è certo la patria della libertà di parola e dei diritti civili. Proprio per questo lunedì il Presidente turco aveva avuto un colloquio con Angela Merkel, durante il quale la cancelliera tedesca aveva espresso i suoi dubbi per il peggioramento delle condizioni delle libertà civili e di stampa in Turchia. Erdogan dopo la rimbeccata di Berlino ha fatto subito notare che “gli aiuti promessi dall’Ue per l’accordo sui migranti non sono mai arrivati alla Turchia”. “Finora le promesse fatte non sono state mantenute”, ha rincarato Erdogan, aggiungendo che “la Turchia non sta chiedendo favori, ma onestà. Se non ci saranno progressi sulla liberalizzazione dei visti, la Turchia non continuerà nell’attuazione dell’accordo sui migranti”.
Il regime di Erdogan se da un lato è un comodo cuscinetto per l’Ue dall’altro spaventa per l’enorme potere accumulato nelle mani del Presidente turco. Il nuovo Governo non ha voci contrastanti alla linea imposta da Erdogan: Binali Yildirim al posto Ahmet Davutoglu, l’ex premier protagonista delle trattative con l’Unione europea, Volkan Bozkir, altra figura chiave nell’accordo con l’Ue, viene sostituito nel ruolo di ministro per gli Affari europei dal portavoce del partito di governo Akp, Omer Celik. Rimosso poi il vicepremier Yalcin Akdogan, protagonista delle trattative di pace con i curdi, dal fedelissimo Mehmet Simsek, mentre alla guida dell’Energia il genero di Erdogan, Berat Albayrak.

Redazione Avanti!

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