domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Vienna prosegue il muro al Brennero e la lite con Roma
Pubblicato il 24-05-2016


brennero controlliNera o verde l’Austria è la stessa lasciata dai socialdemocratici di Faymann. Nessun passo indietro sui migranti, dopo il mezzo sospiro di sollievo tirato ieri dai democratici europei in generale, e da quelli italiani in particolare. La costruzione del muro al Brennero, nonostante le rassicurazioni, da parte del ministro dell’Interno austriaco, continua. Un portavoce della polizia tirolese ha detto: “Sono già stati predisposti i pilastri e nei prossimi giorni sarà fissato il tetto della struttura che, come al valico di Spielberg con la Slovenia, sarà usato per identificare i migranti in arrivo, sempre che lo si ritenga necessario”. I timori italiani di un cancellierato all’insegna del respingimento non si sono affievoliti con l’arrivo del nuovo Presidente austriaco, Van Der Bellen, infatti già oggi circa cinquanta agenti di polizia austriaci hanno cominciato a controllare il traffico nelle immediate vicinanze del confine del Brennero in territorio tirolese, per impedire ai migranti l’accesso in Austria. I controlli vengono effettuati sull’autostrada, sulla strada statale e sui treni. Le autorità austriache hanno dislocato agenti di polizia su tutta l’ex frontiera ripristinata al valico: nei pressi del casello di Schönberg (a circa 30 km dal confine prima di passare il ponte Europa) dove gli automobilisti che viaggiano sull’autostrada devono pagare il pedaggio. Altri agenti invece sono stati messi a sorvegliare la strada statale da Gries am Brenner – prima località dopo il confine italo-austriaco – e Innsbruck per controllare i veicoli in transito. La polizia austyriaca si è giustificata sostenendo che non si tratta di posti di blocco, né di controlli al confine stesso, ma di controlli nell’ambito degli accordi di Schengen. Ulteriori controlli avvengono poi sui treni internazionali e regionali, “per contenere il numero di persone che entrano in modo irregolare nel territorio austriaco”, dice la direzione della polizia tirolese. Una vera e propria invasione di “campo” da parte di Vienna, infatti già a Trento la polizia austriaca sale, armata, sui treni diretti in Austria, e, se è il caso fanno scendere dalle vetture i clandestini.
“Il Brennero è usato dall’Austria in modo demagogico,certo l’immigrazione va gestita e bisogna creare le condizioni laggiù, in Africa, per rimettere le cose in ordine. Tuttavia quando una parte degli austriaci dice ‘eccoli ci stanno’  invadendo, non è vero”. Aveva affermato ieri il presidente Renzi. In realtà nonostante le congratulazioni da parte delle Istituzioni italiane per il nuovo Cancelliere austriaco, l’aria tra Vienna e Roma continua ad essere tesa.idomeni sgmobero
Intanto dall’altra parte della “Fortezza Europa”, in Grecia, è iniziato lo sgombero di Idomeni. Un caso che sta facendo discutere l’Europa, ma di cui il Vecchio Continente non ha voluto occuparsi seriamente. Per mesi infatti i profughi, provenienti soprattutto dalla Siria, sono rimasti accampati e “bloccati” al confine greco con la Macedonia e con la speranza di poter proseguire il loro viaggio verso l’Europa. La Grecia dopo aver annunciato lo sgombero del campo profughi già a marzo, il portavoce del governo greco per la crisi dei rifugiati, Giorgos Kyritsis, ha detto che la polizia non userà la forza, anche perché nel campo vivono anche molte donne con bambini. Nel campo vi ha trovato rifugio per mesi una popolazione stimata di oltre 8.400 persone, per questo circa 400 agenti si trovano a Idomeni per portare a termine l’operazione di trasferire gradualmente i migranti verso campi organizzati e allestiti appositamente. Ma da parte delle Ong è stata lamentata la mancanza di informazioni e il fatto che alle persone non venisse specificato il campo in cui sarebbero state mandate. “Sembra che ci sia scordati del fatto che questi profughi stanno scappando da guerre e violenza. Sono state date pochissime informazioni e questa mattina alle sei le persone sono state svegliate dalla polizia in tenuta antisommossa”. Spiega Gabriele Casini, portavoce di Save the Children a Idomeni, che racconta come l’accesso al campo sia stato reso difficile alle ONG e ai volontari.

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