domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

miowelfare.it, arriva
il pensionometro
Pubblicato il 23-05-2016


Per chi secglie i Piani individuali pensione (Pip)
miowelfare.it, arriva il pensionometro

In tempi di grande incertezza sul futuro pensionistico, diventa sempre più importante essere informati sulla propria posizione previdenziale in modo da poter fare, per tempo, le scelte giuste. A dare una mano arriva Miowelfare, start up innovativa, guidata da Angelo Raffaele Marmo, giornalista, esperto di welfare, già direttore generale della comunicazione del Ministero del Lavoro. Miowelfare.it, infatti, dopo una fase di test, rende ora operativa una nuova versione del pensionometro, uno strumento che stima quando si potrà andare in pensione e con quanto. E, nello stesso tempo, rilascia uno strumento nuovo e inedito nell’esperienza italiana, il comparatore dei Pip, i Piani individuali pensionistici. A differenza delle soluzioni esistenti di confronto dei rendimenti, basate sulle performance passate, il comparatore di Miowelfare si basa su algoritmi che permettono di stimare l’andamento futuro dei Piani, sulla scorta della composizione (azionaria, obbligazionaria, mista) di ciascuno. Pensionometro e comparatore, utilizzati insieme, consentono di determinare una stima della pensione pubblica, del momento in cui potrebbe essere percepita e della cifra di cui si compone, verificando il gap tra la prestazione e l’ultimo stipendio o reddito, con la possibilità di stabilire come colmare la differenza attraverso la previdenza complementare e, in particolare, attraverso i Pip. Miowelfare ha censito e analizzato 190 Pip. Si tratta dell’area del risparmio previdenziale che ha avuto la crescita maggiore negli ultimi anni. A fine 2015 i sottoscrittori di Pip superano i 3 milioni (3.062.920), mentre le risorse in gestione relative al comparto superano i 26 miliardi di euro. Nel ‘cassetto di welfare’ della piattaforma tecnologica, si potranno trovare e memorizzare anche tutti i riferimenti per attivare i servizi online previsti dagli enti, dai fondi e dalle strutture di welfare. Così si potranno inviare domande, richiedere prestazioni, archiviare comunicazioni e svolgere pratiche. Una volta entrato il cittadino potrà anche partecipare alla welfare community: un forum dedicato per scambiare opinioni e esperienze o esprimere valutazioni e giudizi su prestazioni e servizi, soggetti e strutture del welfare. Miowelfare.it si avvale di un team di professionisti del settore, ingegneri e sviluppatori informatici, con rilevanti passate esperienze nei rispettivi campi. Tra i soci fondatori ci sono infatti Edoardo Narduzzi, giornalista, scrittore, imprenditore seriale che ha contribuito a creare oltre mille nuovi posti di lavoro negli ultimi dieci anni nel settore dell’Ict, e Gianluca Comin, fondatore e Ceo di Comin&partners, giornalista e scrittore, già Direttore delle Relazioni esterne di Enel e di primari altri Gruppi italiani.

INPS
Gli aiuti alle famiglie con più di 4 figli

Quali sono gli aiuti, attualmente vigenti, per le famiglie a basso reddito? Questa è la domanda che sempre più famiglie si pongono, visto i continui cambiamenti che avvengono nel nostro paese. Ragion per cui a volte è molto difficile sapersi orientare e soprattutto venire a conoscenza di alcuni diritti e prestazioni che lo Stato garantisce a sostegno del reddito delle famiglie più disagiate o comunque con più esigenze. Per questo è importante l’informazione, in modo da avere sempre a disposizione una guida semplice che descriva brevemente non solo quali siano questi aiuti ma anche come fare per accedervi e come presentare la relativa domanda.

Come di norma, ogni anno lo Stato prevede a confermare o modificare una serie di agevolazioni, incentivi e bonus riservati al sostegno del reddito familiare. Molti di questi aiuti, infatti, vengono riconfermati e aggiornanti in base alle risorse destinate ai Fondi per la famiglia dalla manovra finanziaria in questo caso la Legge di Stabilità, altri vengono modificati o cambiano semplicemente nome. In questo periodo difficile di ristrettezza economica, tanta disoccupazione e il caro spesa, conoscere quali interventi a cui potenzialmente si ha diritto diventa molto importante, di certo non cambiano la vita ma sicuramente aiutano a sostenere il reddito familiare. In questa breve nota, cercheremo quindi di procedere a descrivere uno degli aiuti (tra quelli forse più richiesti) destinati espressamente alle famiglie con almeno quattro figli sotto forma di bonus.

Nell’ambito degli interventi a sostegno del reddito delle famiglie e al fine di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli, la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 ha previsto, per l’anno 2015, buoni per l’acquisto di beni e servizi a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiore a quattro e un valore dell’Isee non superiore a 8.500 euro l’anno. Il beneficio di cui all’articolo 1 della citata legge del 2014 è riconosciuto ai nuclei familiari già fruitori, relativamente all’annualità 2015, dell’assegno per i tre figli minori, e cioè degli assegni familiari che spettano a lavoratori dipendenti e pensionati con un reddito Isee che rientra in specifiche soglie e fasce reddituali agevolabili per legge. Ai fini del riconoscimento dei buoni non è prefigurata un’apposita domanda dell’interessato, essendo sufficiente la richiesta già presentata per la concessione dell’assegno per i tre figli minori relativo all’anno precedente (2015). Nella circolare Inps n. 70 del 29 aprile 2016 sono opportunamente contenute ulteriori informazioni relative alla erogazione del bonus.

ENPAP
Rendimento montanti contributivi superiore a ISTAT

Il consiglio di amministrazione Enpap (Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi) ha deliberato, per la prima volta nella storia della cassa, un rendimento dei montanti contributivi degli iscritti superiore a quello indicato annualmente dall’Istat per gli enti di previdenza. Il rendimento passa, infatti, dallo 0,5058% stabilito dall’Istat per il 2015, al 2,9708% stabilito dall’Enpap sulla base degli effettivi rendimenti ottenuti attraverso gli investimenti. Si tratta di un rendimento sei volte superiore rispetto a quello che si sarebbe ottenuto applicando le norme esistenti prima di questa riforma previdenziale Enpap, il cui via libera da parte dei ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia) è arrivato di recente. “Il nostro ente – ha affermato il presidente Enpap, Felice Damiano Torricelli- è uno dei primi ad ottenere l’approvazione ministeriale per attribuire effettivamente più denaro sui conti degli iscritti. Un deciso passo avanti per l’adeguatezza delle pensioni, perché questo provvedimento potrà essere ripetuto ogni anno, aumentando in modo significativo il rendimento dei risparmi degli iscritti. Sono molti i vincoli che gravano sugli enti di previdenza”. “Oggi – ha sostenuto – in Enpap siamo riusciti a rimuovere uno di questi vincoli, ossia quello che legava il rendimento dei risparmi contributivi all’andamento del pil italiano e non all’effettivo rendimento dei nostri investimenti finanziari. Si tratta di una modifica cruciale poiché, da quest’anno, i conti previdenziali personali vedranno un concreto aumento del rendimento che producono e un conseguente significativo aumento del montante contributivo”. “Questa riforma – ha fatto notare il vicepresidente dell’Enpap, Federico Zanon – ha effetto diretto e immediato sulle posizioni individuali di ogni psicologo iscritto all’ente, aumentando il rendimento del conto personale senza che gli iscritti debbano fare nulla. Noi non chiediamo ai nostri iscritti alcun sacrificio in più in termini di contributi: siamo noi a dare loro qualcosa in più”. “Ad esempio –ha continuato – un iscritto con un montante di 40.000 euro riceverà dall’Enpap un bonus di 986 euro in più di quello che avrebbe ricevuto senza la riforma. Se ripetuto ogni anno, questo tipo di provvedimenti aumenta sensibilmente il risultato finale in termini di risparmi accumulati. Oggi, con un rendimento del 2,9%, la copertura dall’inflazione e la garanzia del capitale, possiamo affermare che Enpap è a tutti gli effetti una valida forma di investimento del risparmio degli psicologi iscritti e, quindi, che hanno senso anche contributi aggiuntivi volontari”. Il Consiglio di indirizzo generale Enpap ha contestualmente approvato il bilancio consuntivo 2015 che vede un risultato positivo di 30,7 milioni di euro, in crescita di oltre 9 milioni di euro rispetto all’anno precedente. L’avanzo della contribuzione integrativa, al netto dei i costi di gestione della struttura operativa dell’ente, ha superato i 10 milioni di euro. Il rendimento degli investimenti è stato pari a 23,5 milioni di euro, un risultato superiore di sei volte la media quinquennale del pil. Le prestazioni previdenziali erogate nel 2015 risultano le seguenti: 2674 pensioni di vecchiaia, 59 pensioni di invalidità e 247 pensioni a superstiti. Tra le prestazioni assistenziali, che risultano in aumento a 15 milioni di euro totali, figurano 1862 indennità di maternità (per 10,4 milioni di euro), 681 indennità di malattia o infortunio (1,28 milioni) e 81 prestazioni di paternità.

Carlo Pareto

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