giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Olio d’oliva, un registro
telematico contro le frodi
Pubblicato il 10-05-2016


Olio OliveLa commissione commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato a gennaio una proposta della Commissione europea, con la quale la Repubblica tunisina avrà la possibilità di esportare nella UE olio d’oliva senza pagare dazi, per una quantità pari a 35 mila tonnellate e per un periodo di due anni. Una misura a sostegno di un’economia in grandissima difficoltà in un Paese che, quasi unico nel panorama mediorientale, ha finora contrastato il terrorismo con le armi della democrazia, ma che rischia di soccombere proprio per la pesantezza della crisi economica. Le agevolazioni previste da Bruxelles hanno però allarmato i produttori italiani anche perché intervengono in una situazione che a seguito della crisi produttiva del 2013-2014, ha già visto crescere la quota dell’olio tunisino. Un meccanismo che influisce sui prezzi e sulla produzione di uno dei prodotti di maggiore prestigio italiani, visto che l’olio extravergine italiano è il primo per qualità al mondo).

Il parlamentare socialista Oreste Pastorelli, componente della commissione Anticontraffazione di Montecitorio, sì è occupato fin da subito del tema presentando anche un’interrogazione in merito alle frodi che potrebbero scaturire dall’entrata a dazio zero delle 35 mila tonnellate di prodotto tunisino.

Oggi a quell’interrogazione ha risposto alla Camera Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura. “Gli operatori che movimentano gli olii, indipendentemente se di origine estera o nazionale, compresi i semplici commercianti di olio sfuso senza stabilimento di deposito, – ha detto Castiglione – sono obbligati alla tenuta dei registri di carico e scarico al fine della commercializzazione degli olii stessi. In tal senso, è attivo in Italia il registro telematico che consente un puntuale monitoraggio dei flussi di prodotto movimentati dai singoli operatori”. Ciò permette “di conoscere anche i soggetti coinvolti. Grazie a questo strumento sono state realizzate le azioni più efficaci di contrasto alle frodi”. Inoltre “è stato introdotto poi l’obbligo di un accurato monitoraggio da compiersi a fine del 2016 per valutare le eventuali ripercussioni negative sui mercati interni e procedere, se del caso, ad eventuali misure correttive”.

“Invito il Governo – la replica di Pastorelli – a proseguire sull’attività di controllo visto che i dati negativi sulla contraffazione dell’olio non vanno in controtendenza rispetto all’anno scorso. Il problema della salvaguardia dell’olio di oliva è una questione importante per il nostro Paese, migliaia infatti sono i produttori che rappresentano una parte essenziale dell’attività produttiva italiana. Certamente non siamo un popolo che nega la solidarietà ad una nazione colpita da attacchi terroristici, ma dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative possibili per contrastare le frodi e tutelare le piccole e medie imprese legate al comparto olivicolo”.

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