lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Parma. Pizzarotti indagato per abuso di ufficio
Pubblicato il 12-05-2016


Federico Pizzarotti

Federico Pizzarotti

Indagato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, eletto con il M5S,. per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta della Procura cittadina sulle nomine al Teatro Regio. La notizia è stata data dalla Gazzetta di Parma. Insieme al sindaco risulta indagata l’assessore alla Cultura, Laura Ferraris. Coinvolti anche gli altri tre membri del consiglio d’amministrazione del Regio, Giuseppe Albenzio, Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti.

Pizzarotti si è detto tranquillo: “Oggi sul quotidiano locale è uscita la notizia di una indagine nei miei confronti, e da lì su tutti i giornali nazionali. Era già emerso ci fossero indagini in corso, rispetto alla notizia di mesi fa. Sono tranquillo, perché è un atto dovuto a seguito degli esposti del Partito Democratico”. Federico Pizzarotti ha affidato a Facebook la sua prima reazione. “Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura avremo il consueto atteggiamento collaborativo”, garantisce il sindaco M5S di Parma. “Dico sin d’ora che non entrerò nella polemica politica dei botta e risposta, non utile a chiarire ma solo a confondere i cittadini e allontanarli dalla politica. Andiamo avanti, il mio impegno continua senza esitazione”.

Stavolta la chiamata di Beppe Grillo non c’è stata, ma la linea del M5S non cambia: per Federico Pizzarotti, come per il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, i vertici del Movimento attendono l’evolversi degli eventi. Da Parma hanno assicurato che tutto è in regola, e che l’avviso di garanzia per il sindaco ducale era un atto dovuto dopo l’esposto partito dal Pd. Fatte le opportune verifiche, a Roma sono giunti alla conclusione che, al massimo, da parte della giunta Pizzarotti si è commesso un errore procedurale per le nomine al Teatro Regio. Da qui la decisione di attendere gli sviluppi dell’inchiesta. Se dovesse emergere qualche illecito o comportamento in contrasto con i valori del Movimento, è chiaro che la linea cambierà in un batter d’occhio, viene assicurato.

“Se dovessimo utilizzare il criterio che usa il M5S quando un sindaco Pd riceve un semplice avviso di garanzia – ha detto a Sky tg 24 il senatore Beppe Lumia, capogruppo del Pd nella Commissione Giustizia – apriti cielo: oggi, con il caso Pizzarotti, dovremmo scatenare fulmini e saette e dire chi di arma ferisce di arma perisce. Consiglio al M5s di prendere atto che nel nostro Paese c’è una questione morale che riguarda tutte le formazioni politiche e che nessuno può puntare il dito contro gli altri”.

“Oggi – ha aggiunto il deputato del Pd Andrea Romano – è stato indagato il sindaco di Parma per abuso d’ufficio: siamo curiosi di sentire Di Maio e compagnia. Noi siamo e rimaniamo garantisti, ma il problema sono i Cinque Stelle con la loro doppia morale”. A quelle di Romano si sono aggiunte le parole del senatore Dem Stefano Esposito: “Prima Quarto, poi Livorno, ora Parma. Noi siamo sempre garantisti, voi cari grillini? Che fate? Espellete, fate finta di niente, ve ne state zitti? Restiamo in attesa di sapere se Di Battista e Di Maio oggi sono in versione garantista o no…”

Marco Bosi, capogruppo M5s a Parma e fedelissimo di Pizzarotti ha ammesso che dal Direttorio del Movimento “ci sono state chieste spiegazioni per capire cosa stava succedendo” e “le abbiamo date perché è evidente che a due-tre settimane dal voto questo tipo di indagine può essere utilizzata e strumentalizzata per fare campagna elettorale”. Ma nessuna telefonata di solidarietà e incoraggiamento è arrivata finora da parte di Beppe Grillo a Pizzarotti. A differenza di quanto fece sabato scorso con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che appena resa nota la notizia di essere anche lui indagato aveva subito ricevuto una telefonata da Grillo.

La linea concordata con i membri del Direttorio M5s la ha riferita Roberto Fico, che su Facebook ha puntualizzato: “Il sindaco di Parma è indagato per aver nominato il direttore del Teatro Regio, cosa che è nelle sue prerogative. La magistratura sta verificando se ha seguito correttamente la procedura. Come sempre, se dovesse emergere una condotta contraria alla legge e ai principi del Movimento 5 Stelle chiederemo un passo indietro. Come in tutti gli altri casi”.

La vicenda è iniziata dopo le dimissioni, nel luglio del 2014, dell’amministratore del Regio Carlo Fontana. Per rimpiazzarlo il Comune di Parma aveva costituito una commissione ad hoc per la valutazione delle candidature. A gennaio del 2015 il teatro aveva fatto sapere che la procedura si era chiusa senza esito per poi affidare, circa una settimana dopo, l’incarico di direttore a Meo. La decisione aveva sollevato forti polemiche bipartisan considerato anche che, almeno sette candidature presentate da professionisti dal curriculum impeccabile, furono cestinate dalla commissione senza dare spiegazioni. Da qui la decisione del senatore parmigiano del Pd Giorgio Pagliari di presentare un esposto in Procura.

Redazione Avanti!

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