mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pedofilia: i segnali da non sottovalutare nei bambini
Pubblicato il 05-05-2016


pedofiliaI recenti sviluppi delle indagini sulla morte della piccola Fortuna Lofredo hanno sconvolto l’Italia. I cittadini condannano in modo severo la pedofilia ed anche i detenuti tendono ad isolare coloro che si sono macchiati di tale reato. Infatti, Raimondo Caputo, indagato per l’omicidio della bambina ed anche per gli abusi che ha subito, è stato aggredito nella sua cella dagli altri carcerati ed è stato portato in isolamento.

Il reato di pedofilia da sempre spaventa la società, sia per la sua atrocità, sia perché spesso viene compiuto da persone insospettabili. È per questo motivo che le famiglie dovrebbero prestare particolare attenzione ad eventuali cambiamenti nel comportamento dei più piccoli e ad eventuali sintomi fisici. Genitori e familiari dovrebbero quindi essere informati sui cosiddetti “campanelli d’allarme” e ciò è possibile sia leggendo testi autorevoli, che partecipando alle iniziative preventive.

La American Humane Association ha riassunto i sintomi più generici che i minori potrebbero manifestare qualora avessero subìto abusi e molestie sessuali. Per quanto riguarda i bambini di sotto dei tre anni, viene indicato che potrebbero presentare i seguenti sintomi: vomito, problemi nell’alimentazione, disturbi intestinali, rallentamento della crescita, disturbi del sonno, paura e/o crisi di pianto eccessive. I bambini tra i due ed i nove anni, generalmente manifestano: regressione del comportamento (ad esempio bagnare il letto), paura di persone, luoghi, attività e/o di essere attaccati, sentimenti di vergogna e senso di colpa, disturbi del sonno ed incubi ricorrenti, disturbi nell’alimentazione, comportamento sessuale atipico (ad esempio masturbazione precoce ed eccessiva), vittimizzazione di altri soggetti.

Per quanto riguarda gli adolescenti, i sintomi possono essere: incubi ricorrenti e disturbi del sonno, depressione, abuso di sostanze, promiscuità, aggressività, paura di essere attaccati, rabbia per essere costretti a fare qualcosa/vivere una determinata situazione, andamento scolastico negativo, tendenze suicide. Infine, la Child Welfare Information Gateway ha indicato altri “campanelli d’allarme” che riguardano, in generale, i bambini di tutte le età: conoscenza esplicita del comportamento sessuale, che non rispecchia la fascia d’età, richiamare l’aspetto sessuale (tramite linguaggio, disegni o comportamenti), comportamenti sessuali inusuali o aggressivi nei confronti di altri bambini, dolore o arrossamento nelle aree genitali, perdita di appetito, autolesionismo, parlare di un nuovo amico molto più grande, fare menzione di segreti inconfessabili, possesso di denaro inspiegabile.

Ovviamente i sintomi devono essere contestualizzati, ma è importante prestare attenzione ed approfondire le cause di ogni potenziale segnale. È anche opportuno limitare l’utilizzo di internet per i minori, impostando filtri di sicurezza e controllando eventuali chat, qualora i bambini fossero già in grado di leggere e scrivere. Infatti, secondo i dati riportati dall’associazione Darkness To Light, un bambino su cinque viene sessualmente adescato mentre si trova su internet.

Ci sono anche altri dati allarmanti che vengono indicati da Darkness To Light, tra cui: l’età media dei bambini abusati (secondo le stime fatte su coloro che hanno denunciato l’abuso) è di nove anni; l’ 85% dei bambini non racconta degli abusi subiti; il 90% degli abusi avviene da parte di persone che i bambini conoscono e a cui vogliono bene; tra il 30% ed il 40% delle violenze sessuali sui minori avviene all’interno del nucleo familiare.

Alessia Malachiti

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