domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Prescrizione. Buemi: “Allungare i tempi è un errore”
Pubblicato il 04-05-2016


Prescrizione-riforma

La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base il testo unificato presentato dai relatori Felice Casson e Giuseppe Cucca. Un provvedimento che era fermo da più di un anno. Hanno votato a favore Pd, Ap-Ncd e Partito Socialista. Si sono astenuti M5S e Gruppo misto. Fi, Lega, Cor e Idea sono usciti dalla Commissione per protesta. Il verdiniano Ciro Falanga, che aveva preso parte oggi alla riunione di maggioranza sulla prescrizione, non ha votato: “Questo testo non ci piace – ha detto – e lavoreremo per migliorarlo”.

Il termine per gli emendamenti è fissato al 25 maggio alle 18. Con il voto inizia ufficialmente l’esame del testo, composto da 41 articoli, che ricomprende la riforma del processo civile, dell’ordinamento penitenziario, le intercettazioni, la prescrizione e il giudizio abbreviato. Un tema delicato e scivoloso. Soprattutto dopo le recenti vicende giudiziarie con lo scontro tra politica e magistratura che si è nuovamente acceso. Il nodo del provvedimento è quello dell’aumento dei tempi di prescrizione. Cosa che il Senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in Commissione giustizia, definisce sbagliata. “È un errore aumentare i tempi della prescrizione, al contrario si riduca la durata dei processi”. “Innocenti e colpevoli, vittime e carnefici hanno il diritto a una durata ragionevole del processo e ad avere sanzioni o proscioglimento in tempi rapidi, come prevede l’articolo 111 della Costituzione”, ha proseguito Buemi. “La durata dei processi è troppo lunga e non si può giustificare un ulteriore allungamento che deriverebbe dalla impossibilità materiale a rispettare i tempi attuali. Si aumentino gli organici dei magistrati inquirenti e giudicanti, si aumentino il numero e la qualità degli addetti alle indagini e al processo, si dotino procure e tribunali di sedi, tecnologie, mezzi per condurre inchieste rapide ed efficaci”. “Si riveda la norma costituzionale della obbligatorietà dell’azione penale che non discrimina minimamente tra reati gravi e reati minori – ha detto ancora Buemi – obbligando la magistratura a occuparsi indistintamente di tutte le notizie di reato che, peraltro, rimane un principio eluso nella pratica quotidiana delle procure e della polizia giudiziaria”, ha affermato il senatore socialista. “Si abbia il coraggio di dire la verità invece di inseguire ancora una volta demagogia, populismo, giustizialismo a basso costo per soddisfare culture grossier, che nulla hanno a spartire con paesi di grande civiltà giuridica come l’Italia aspira a essere in base ai suoi principi costituzionali, che ci fanno dire – ha concluso il parlamentare socialista – che la nostra è la più bella Costituzione del mondo ma, ahimè, in parte non applicata e non rispettata”.

Ci sarà da lavorare, non è un’intesa che si trova in un giorno ha detto il presidente dei senatori Ap, Renato Schifani. “La nostra posizione è collaborativa ma critica sul testo della Camera – ha ribadito Schifani – per noi il testo base politico deve essere quello uscito dal consiglio dei ministri e votato all’unanimità. La dilatazione dei tempi della prescrizione non può essere eccessiva ed i processi vanno celebrati in tempi rapidi, come chiesto del resto dalla stesso premier Renzi”.

Proteste del centrodestra con i senatori di Fi, Cor e Lega che hanno lamentato la impossibilità di leggere il testo: “È inaccettabile, non ci hanno dato neanche il tempo di leggere il testo”, ha dichiarato Carlo Giovanardi. Così la Commissione Giustizia ha sospeso per mezz’ora i lavori, per permettere a tutti la lettura del testo depositato dai relatori. Roberto Fico, esponente del direttorio M5S, ha affermato che “oggi la maggioranza che sostiene il governo è ufficialmente cambiata con l’ingresso di Verdini. Di questo avevamo informato il Presidente della Repubblica che ne prese atto. Senza alcun tipo di vergogna continuano a trasformarsi per rimanere in sella al potere, ma non capiscono che così facendo prima o poi cadranno perché la gente non ne può più. Questo è un Parlamento di trasformisti. La nostra è l’unica forza che rimane coerente con il programma e con i nostri obiettivi”.

Edoardo Gianelli

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