mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Thyssen. Pg chiede annullamento, rabbia tra i familiari
Pubblicato il 13-05-2016


Parenti delle vittime nell?aula del tribunale in attesa della sentenza. ANSA/TONINO DI MARCO

Parenti delle vittime nell’aula del tribunale in attesa della sentenza. ANSA/TONINO DI MARCO

“Le richieste della procura sono per noi tutti un fulmine a ciel sereno e lo stesso vale per il rischio che i due imputati tedeschi, che sono poi i principali responsabili del rogo alla Thyssen, possano scontare in Germania una pena dimezzata”, ha detto Antonio Boccuzzi, operaio superstite del rogo alla Thyssen e ora deputato Dem. Il sostituto pg della Cassazione, Paola Filippola Filippi
Processo Thyssen, per rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il ‘no’ alle attenuanti per quattro degli imputati. Secondo Filippi non solo le pene sarebbero troppo alte, ma servirebbe quindi un terzo processo di appello per il rogo avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, in cui persero la vita sette operai dello stabilimento di corso regina Margherita. La decisione ha lasciato sgomenti i familiari degli operai che hanno lasciato l’aula in lacrime, mentre altri hanno gridato ‘venduti’ all’indirizzo dei giudici.
L’accaieria di Torino, dopo l’incidente del 6 dicembre 2007, non ha mai più riaperto, dopo il rogo, infatti lavoratori e sindacati hanno denunciato una situazione da tempo fuori controllo: personale ridotto e costretto a turni massacranti, senza dimenticare la mancanza totale dei regimi minimi di sicurezza, dagli estintori scarichi all’assenza di idranti funzionanti. Una fuoriuscita di olio bollente che prese fuoco non lasciò scampo a Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino e Antonio Schiavone, morti dopo giorni di agonia in ospedale.
Sono passati quasi dieci anni da quell’incidente, ma la giustizia tarda ad arrivare. Nemmeno un anno fa l’ultima sentenza, quella della Corte d’Appello di Torino del 29 maggio 2015, quella che ora è all’esame della Cassazione. L’ultimo verdetto di condanna ha confermato l’accusa di omicidio colposo aggravato e violazione delle norme di sicurezza. Ai famigliari delle vittime sono stati pagati da Thyssen 13 milioni di euro e altri 4 alle varie parti civili che si sono costituite nel processo. In caso di conferma della sentenza Thyssenkrupp da parte della Cassazione, i quattro imputati italiani si costituiranno subito, senza attendere l’emissione di un provvedimento di cattura.

Liberato Ricciardi

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