sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzi al Pd: punto tutto sul referendum
Pubblicato il 09-05-2016


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Renzi alla Direzione del Pd ha fatto il punto. Cinque mesi di mobilitazione in vista del referendum di ottobre. E poi “un minuto dopo il referendum, se andrà bene come io credo, si deve aprire la fase congressuale anticipando di qualche mese il congresso del 2017, un congresso al quale io ci sarò”. Così Renzi rilanciando nell’immediato l’impegno per le amministrative di giugno, perché “dobbiamo tirare su il simbolo del Pd soprattutto nelle città dove c’è il rischio di non andare al ballottaggio”. Le amministrative, ha spiegato il segretario dem, “devono essere l’occasione per raccontare quello che abbiamo fatto”. E ha aggiunto: “Non abbiamo nessun motivo per continuare una sfibrante discussione interna quando altri nostri compagni sono impegnati in prima fila della campagna delle amministrative. Non chiedo una moratoria delle polemiche. Ma si deve fare uno sforzo per non vergognarsi di ciò che abbiamo fatto in questi anni e di ciò che dobbiamo fare sul territorio. Non voglio sottacere i tanti problemi sul territorio: sono meno di quelli che i media raccontano, più di quelli che dovrebbero esserci”.

Insomma i punti al centro della direzione sono elezioni, referendum e prossimo congresso del partito. Dopo le amministrative, Renzi proporrà di modificare  “la nostra struttura di segreteria”. “Una mobilitazione straordinaria del Pd per vincere in quanti più comuni possibile e il referendum” con “la nostra forza interna se avremo il coraggio di non chiuderci nelle nostre diatribe interne. Dal giorno dopo, congresso. Nelle modalità che riterrete: a tesi o in altri modi, farlo durare tre mesi, sei mesi o un anno. Potrete scegliere l’arma con cui si gioca e ci potremo dire le cose in faccia: per me è fondamentale l’arma della franchezza”. E sui magistrati: “Non entriamo nelle polemiche con i magistrati, auguro loro buon lavoro”. “Non abbiamo nessun motivo per continuare una sfibrante discussione interna quando altri nostri compagni sono impegnati in prima fila della campagna delle amministrative. Non chiedo una moratoria delle polemiche. Ma si deve fare uno sforzo per non vergognarsi di ciò che abbiamo fatto in questi anni e di ciò che dobbiamo fare sul territorio. Non voglio sottacere i tanti problemi sul territorio: sono meno di quelli che i media raccontano, più di quelli che dovrebbero esserci”.

Quindi, il segretario dem ha attaccato  il Movimento 5Stelle. “Ci auguriamo – ha detto Renzi – che anche altri trovino lo spazio per sostituire la fatica della democrazia alla comodità della dinastia, come accaduto nel principale partito dell’opposizione”. “Sento dire: che la fate a fare la Direzione, non c’è molto da litigare… Ma i partiti si riuniscono, dialogano anche quanto non c’è qualcosa di cui discutere. Sarebbe bello che lo facessero anche altri”. “Altrimenti – chiosa – accade come la successione dinastica di padre in figlio del M5s all’indomani della morte di Casaleggio”. E sempre sui 5 Stelle ha parlato del caso Nogari, il sindaco 5Stelle di Livorno che nei giorni scorsi ha ricevuto un avviso di garanzia per la vicenda legata alla società di gestione dei rifiuti: “No a dimissioni” ha detto. “Noi siamo genuinamente garantisti, non chiediamo le dimissioni del sindaco di Livorno. È insopportabile essere garantisti con gli amici. E giustizialisti con i nemici”.

Ma la Direzione è stata anche occasione per una nuova bagarre interna con un botta e risposta tra la Boschi e Cuperlo. Il primo ad attaccare è l’esponente della sinistra dem. “Ho atteso come un atto dovuto – ha dichiarato Gianni Cuperlo – la smentita di una ministra che, parlando della Costituzione, avrebbe posto quella sinistra pronta a dire no sullo stesso piano di Casa Pound”. Pronta la replica di Maria Elena Boschi che per la prima volta interviene in Direzione: “Più volte – ha risposto la ministra – ho sentito equiparare chi vota ‘si’ con Verdini. Mi sono limitata a dire che chi vota ‘no’ vota ‘no’ come CasaPound, una valutazione di fatto reale nella sua banalità”.

Redazione Avanti!

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