venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’ITALIA AL BIVIO
Pubblicato il 02-05-2016


Matteo Renzi

“Sono certo che vinceremo il referendum ed è ancora più importante coinvolgere gli italiani in questa sfida da cui dipende il futuro degli italiani. Nessuno potrà portare indietro le lancette dell’orologio, l’Italia non tornerà indietro”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando con i giornalisti al termine di un’iniziativa a Firenze per lanciare la campagna per il sì al referendum costituzionale “che sarà a metà ottobre”. “C’è una Italia che si vuole portare nel futuro”, ha aggiunto Renzi, “la sfida di cambiare il Paese non appartiene solo a dotti professori ma a tutte le persone, e da ottobre sarà un cammino meraviglioso”. E ancora: “Sarà una gigantesca campagna casa per casa, porta per porta, per vedere se gli italiani vogliono entrare nel futuro a testa alta. Ho bisogno di voi, 10 mila comitati in tutta Italia. E io girerò come un globe-trotter. Siamo a un bivio tra l’Italia che dice sì e l’Italia che dice solo no”.

Insomma Renzi non ha perso tempo e cerca di ridare slancio all’azione dell’esecutivo dopo un periodo non facile. E quella di Firenze diventa anche un’occasione per fare il punto sui due anni dall’inizio del suo governo con il premier che rivendica, in particolare, i passi avanti fatti su ripresa e lavoro replicando implicitamente anche alle critiche ricevute ieri dai sindacati.

“Il lavoro di questi due anni – ha detto parlando dell’attività di governo – ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso”. “Noi vinceremo il referendum” sulle riforme costituzionali. “Io ne sono certo, però quello che è più importante di vincere il referendum è coinvolgere gli italiani”. “Io sono in prima fila perché si capisca che da questa sfida dipende il futuro delle nostre istituzioni”, ha detto il premier. “Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi – ha aggiunto il premier – se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo.  Ora c’è una partita che da solo potrei anche vincere ma non basterebbe. Nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c’è molto di più: c’è la riforma istituzionale”, ha aggiunto ribadendo che “la riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà. Con il referendum – ha proseguito – un presidente della regione non guadagnerà più del presidente del Consiglio, ma neanche più del presidente degli Stati Uniti… Certo non si fanno le riforme per questo ma comunque…. Tutte queste cose determineranno divisione tra l’Italia che dice sì e l’Italia che sa dire solo no.  Io non mi risparmio: non siamo noi a vincere questa sfida. La rottamazione non vale solo quando si voleva noi: se non riesco vado a casa. È essenziale che ognuno di voi si prenda un pezzettino e da domenica 15 maggio pubblicheremo come fare”.

“L’Italia – sostiene Renzi – è una grande potenza mondiale ed è importante perché il mondo sia un po’ meno confuso. È più facile farlo perché siamo nati a Firenze, perché qui si rispettano gli altri ma sappiamo avere lo sguardo alto, anche sul mondo. Negli ultimi anni l’Italia aveva smarrito filo politica estera, c’è un grande bisogno di Italia in Europa che se no diventerebbe troppo tecnocratica”, ha aggiunto ricordando anche l’impegno in Libia e il fatto che l’Italia ha un sistema di intelligence “tra i migliori al mondo. Lo avessero tutti”. Chiudere la frontiere, ha poi detto, “come voleva Salvini non è una risposta. Bisogna investire in sicurezza, ma bisogna investire anche nelle periferie”.  “Se partono gli investimenti – dice poi il premier a proposito delle prospettive economiche nazionali – l’Italia riparte. Cose che si sanno, ma le ridico per dire che tutto quello fatto è enorme, ma non basta: la vera sfida inizia adesso. Ora ci criticano quelli che due anni fa hanno firmato il fiscal compact. Tra il 10 e il 12 maggio votiamo le unioni civili, probabilmente con la fiducia, e il 25 maggio ci sarà il voto della legge sul terzo settore”.

E poi i numeri: “Grazie al Job act ci sono 398 mila persone in più che lavorano. Non basta”. Renzi ha ricordato anche 350 mila disoccupati in meno. “Ieri quasi 400 mila persone hanno potuto festeggiare la giornata del lavoro”. E dopo aver elogiato il lavoro del governo, Renzi ha dettato l’agenda: “Il punto fondamentale è che ancora non siamo riusciti a restituire all’Italia quel sentimento di orgoglio, di appartenenza, di passione, fondamentale per una grande impresa. A Firenze è cambiato tutto quando ho pedonalizzato piazza Duomo: non ci credeva nessuno. Molto più importante del Pil e dell’Irap: quello che sta nell’agenda è restituire agli italiani l’orgoglio di appartenere a qualcosa di grande”. Infine le unioni civili: “L’11-12 maggio, con fiducia a naso, noi voteremo legge sulle unioni civili alla Camera”, ha rivelato il premier.

Da registrare che un gruppo di obbligazionisti delle quattro banche in risoluzione, in particolare di Banca Etruria, ha contestato il presidente del Consiglio al suo arrivo al Teatro Niccolini.

Redazione Avanti!

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