lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma ha tanti debiti,
ma anche molti crediti
Pubblicato il 17-05-2016


I 12 miliardi di debito del Comune di Roma potevano in gran parte essere ripagati dai crediti. Infatti , secondo un dossier del Campidoglio,i crediti ammontano a 7,1 miliardi,sino al 31 dicembre 2015.

Ricordiamoli: 4,9 miliardi si sono accumulati dal 2008 al 2014 e ben 2,2 miliardi solo nel 2015. In questa montagna di crediti vi si può trovare di tutto: 2 miliardi di entrate tributarie mancate (Imu e Ici,in particolare ),3,1 miliardi di entrate extra tributarie ,cioè crediti non riscossi (multe,tasse per il trasporto scolastico,la tasse per le manifestazioni ,le tariffe dei servizi sociali,i canoni degli affitti,le concessioni cimiteriali,ecc.).L’elenco è molto lungo . Colpisce però che,di fronte alla impennata del debito negli ultimi anni si sia fatto poco o nulla per recuperare almeno una parte del gigantesco credito. L’insipienza e le complicità di dirigenti e di omertà diffuse ,legate ,almeno in passato anche a Mafia Capitale , può motivare questo collasso finanziario .Non si possono escludere però gravi inadempienze politiche,sicuramente di una parte (se non tutte le giunte capitoline ) del passato: scarsi controlli da parte degli assessori e dei dirigenti e funzionari addetti. Ma la responsabilità è comunque sempre ascrivibile alla sfera politica perché soprattutto alla giunta,ma anche all’opposizione compete la verifica e il controllo sistematico della funzionalità della “macchina” amministrativa pubblica. Da questa selva di crediti,di mancate entrate , colpiscono (ancora una volta) il capitolo Affittopoli , le rette degli asili,delle mense scolastiche e le concessioni per manifestazioni sportive e di altri spettacoli .Mi chiedo perché queste inadempienze nel “recupero crediti” ? I tempi biblici ( quando lo si fa) con iniziative giudiziarie ed esecutive ? Quando un cittadino non paga una multa quasi sempre si interviene con l’Agenzia delle entrate e viene obbligato a pagare sanzioni e interessi entro due mesi. Perchè la stessa procedura non si applica per associazioni,società e partiti politici ?

Quello dei canoni non pagati per immobili di proprietà pubblica è un fenomeno ancora più scandaloso,denunciato innumerevoli volte dai media. Spesso di tratta di case date in affitto nel centro storico a persone (che non sempre ne hanno il titolo), a poche decine di euro al mese. E quei canoni,per anni, non vengono neppure riscossi . Uno scandalo nello scandalo.

La nuova amministrazione dovrà affrontare tante “gatte da pelare”,ma quello del credito è sicuramente la più importante per risanare ,almeno in parte,il debito della Capitale,anche per evitare di invocare sempre leggi speciali per Roma al solo fine di alimentare la spesa pubblica ,oppure di aumentare (scandalosamente ) ancora le tasse locali ,che sono già le più alte del nostro paese.

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Almeno cento milioni di euro l’anno vengono “bruciati” a Roma per i biglietti non pagati sui mezzi pubblici. Si arriva a questa cifra per difetto attraverso un sondaggio interno , riservato , all’Atac. Si sa per cento però che ogni anno – secondo una stima del Comune – viaggiano sui mezzi pubblici di Roma Capitale un miliardo e 200 milioni di cittadini,con un ricavo, tra biglietti e abbonamenti , di 249 milioni di euro , mentre a Milano con la metà dei viaggiatori si superano i 654 milioni di euro. Già da queste cifre si evidenzia che l’evasione è molto più alta di quella che stima la stessa Atac ( dal 20 al 30 per cento). C’è anche da aggiungere che le entrate dei biglietti e degli abbonamenti coprono appena il 45 % dei soli costi dei dipendenti (ogni lavoratore Atac viene a costare 46 mila euro superiore anche a quelli di Parigi,42 mila euro,dove il costo della vita è molto più alto). L’azienda è sovradimensionata nell’organico (12 mila dipendenti) e gli esperti ne hanno denunciato innumerevoli volte l’obsolescenza dell’organizzazione del lavoro e gli alti costi di percorrenza.

Per citare solo un esempio, a Roma un bus che percorre un chilometro costa più di 6 euro,tre volte di quanto accade in Gran Bretagna e il doppio di quanto si registra in Svezia e negli altri paesi del Nord Europa. Lo scandalo dei servizi di trasporto pubblico lo si può sintetizzare in una cifra,che viene quasi sempre mimetizzata : gli aiuti pubblici all’Atac sono stati ,negli ultimi quattro anni, quasi tre miliardi di euro (esattamente 2.978 miliardi) . Una cifra gigantesca , pagata direttamente dai contribuenti e che ha come contropartita , purtroppo, una pessima efficienza dei servizi.

Ora ,da qualche tempo,si è aperto un dibattito sulla necessità di adottare efficaci strumenti di repressione per ridurre drasticamente il fenomeno della crescente evasione , non solo sui bus e sui tram,ma anche nelle linee metropolitane. Sono state proposte varie soluzioni tecnologiche (blindature dei tornelli,autista-bigliettaio,con ingresso solo dalla porta anteriore) e controlli più rigidi,come l’introduzione del controllore su ogni bus. Quest’ultima soluzione mi sembra la peggiore , perché farebbe lievitare ancora di più i costi del personale , con la necessaria assunzione di almeno duemila dipendenti addetti al controllo. A quel punto tanto varrebbe reintrodurre la figura del bigliettaio,più che del controllore. Sono convinto , invece ,che anche in questo delicato settore dovremmo europeizzarci con l’introduzione dell’autista-bigliettaio .Solo in questo modo si potranno ricavare nuove risorse e risparmiare. In tutte le capitali europee (da Atene,Madrid, a Vienna , Berlino , Londra e Parigi) esiste da molti anni questa figura . Perchè solo da noi non si può ? Qualcuno obietta che la diffusa delinquenza potrebbe creare problemi di sicurezza. La criminalità esiste , com’è noto , anche negli altri paesi , eppure viene affrontata senza rischi gravi . Si tratta di trovare il coraggio di cominciare , magari sperimentando il nuovo sistema in alcune linee , intensificando i controlli. E poi ,via via estendendolo nelle altre . Penso che si potrebbe inizialmente promuovere il nuovo sistema riducendo persino la tariffa ,da un euro e mezzo a un euro (allargando a due ore la fascia di fruibilità), in base al noto e vecchio saggio “Paghiamo meno,ma paghiamo tutti”. So bene,che con questa proposta non si risolvono i gravi problemi del trasporto pubblico. Ma questo è solo un avvio,anche per coinvolgere i cittadini romani ad affrontare alla radice un problema di grande rilievo sociale,con nuove risorse e una più intensa responsabilizzazione civica.

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Aldo Forbice: Roma è la capostitite della disamministrazione, quando non del malaffare di cui hanno approffittato in primis “grandi” personaggi politici ed i loro accoliti, sempre perdonati dalla “grande Stampa”.
    Il disastro avviene per emulazione, alla tradizionale noncuranza delle allinistrazioni clientelari del sud si è via via “romanizzata” l’intera Italia. a cominciare proprio dagli affitti negli alloggi popolari, dei quali nessuno si prende la briga di verificarne la “riscossione”. Neppure la LEGA di Bossi e successori si è sottratta perché, dopo aver urlato a squarciagola contro “roma ladrona”, lei stessa è diventata amante della LUPA!

  2. Sono d’accordo con Aldo sulle proposte: Dagli affitti a costo zero, nemmeno riscossi, palese favoritismo e ingiustizia , a non richiedere il dovuto, alla questione del ‘salto dei tornelli’ , ma anche al numero sempre molto alto e costoso degli ‘esperti esterni’ .Il comune di Roma ha bisogno di idee nuove e un pò ‘laterali’, visto la durata dei problemi.. Avremmo bisogno di persone’ libere da ricatti e condizionamenti’, sono le uniche in grado di ‘pensare’…

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