martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il collasso di Roma passa anche dai trasporti
Pubblicato il 05-05-2016


roma-tplCollegano la periferia con il centro della città, sono gli autisti delle linee Roma Tpl, ma 1.800 di loro da due mesi non ricevono lo stipendio. Per domani, venerdì 6 maggio, è stato così annunciato uno sciopero da parte dei lavoratori e di conseguenza i mezzi saranno fermi dalle 8.30 alle 12.30. Roma Tpl gestisce 104 linee periferiche, si tratta di un consorzio privato che non riesce più a garantire il pagamento degli stipendi per il mancato trasferimento dei fondi dal Comune all’azienda che gestisce il 25% delle linee di superficie della Capitale. In una nota congiunta di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, spiegano le ragioni dello sciopero: “Questa azienda, che gestisce da anni, dietro lauto compenso e senza rischio commerciale di impresa, ben 28.000.000 vetture-Km, non è riuscita a conseguire una stabilità finanziaria, arrivando a non retribuire i suoi dipendenti da due mesi, a parte un piccolo acconto; a questo si aggiunge che da anni non versa la quota parte, prelevata dalle buste paga dei lavoratori, ai fondi previdenziali, alle finanziarie e casse di mutuo soccorso”.
“Il fallimento del progetto di privatizzazione, a cui molti ancora credono – dicono ancora i sindacati – è evidente e sta trascinando verso la disperazione 1.800 famiglie di Roma e Lazio. Ma al di là di ogni considerazione politica che rischia di essere strumentalizzata da ogni parte, visto l’imminente appuntamento elettorale nella Capitale, in questa buia pagina del trasporto pubblico di Roma, c’è da puntare un enorme riflettore proprio sulle lavoratrici e sui lavoratori. Questi, nonostante tutto (procedure 223, contratti di solidarietà, timori di licenziamento, gravi inadempienze datoriali), hanno finora garantito con estrema dignità alla cittadinanza il servizio”.
In effetti il problema dei trasporti è maggiormente sentito proprio nelle periferie che di solito tornano sotto i riflettori solo per ragioni elettorali o di cronaca. In queste ultime settimane i candidati al Campidoglio visitano “di sfuggita” le periferie romane per abbandonarle subito dopo al loro degrado.

Liberato Ricciardi

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