sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Messina, città sull’orlo del fallimento
Pubblicato il 02-05-2016


Gentile Direttore,
la ringrazio per avermi consentito ancora una volta, di potere esternare sul suo giornale il mio vivo dissenso sull’andamento politico della nostra classe dirigente a tutti i livelli : locali,regionali e centrali. Il comune della città di Messina è sull’orlo del fallimento,sono stati bocciati ben cinque bilanci di previsioni per l’anno 2015 e nelle casse comunali non ci sono i soldi per pagare gli stipendi dei propri dipendenti.

Il servizio di nettezza urbana è quasi inesistente e in molte strade,inspiegabilmente sono stati tolti anche i contenitori dei rifiuti. In conseguenza cumuli di sacchetti di spazzatura si sono formati in diverse zone della città,causando lo sviluppo delle colonie dei ratti e delle grosse blatte.
La disoccupazione degli edili e delle altre maestranze è ai massimi livelli e in prospettiva non sono previsti programmi di lavori pubblici di una certa importanza che permettono di alleggerire il disagio dei lavoratori e delle loro famiglie prive di qualsiasi reddito. Questa grave situazione economica è stata provocata dalle precedenti amministrazioni comunali, ma all’attuale classe dirigente, che è in carica da circa tre anni, viene addebitata la responsabilità della mancata soluzione del problema e non si comprende perché detta amministrazione continua ancora ad opporsi con ostinazione alla realizzazione del Ponte sullo stretto,che se venisse realizzato,darebbe un sostanziale sollievo all’economia della città.
Sebbene il Governo Centrale è orientato a realizzare la grande opera, i detrattori del Ponte sullo stretto ripetono il solito ritornello : cattedrale nel deserto,disastro ambientale, costi elevati non corrispondente ai benefici,spreco di soldi pubblici,opera appetibile alle cosche mafiose.
Premesso che in atto le comunicazioni attraverso lo stretto di Messina sono alquanto precarie :
 – cessazione del servizio viaggiatori locali sulle poche navi traghetto delle Ferrovie (il viaggiatore locale o proveniente da altre  zone non può salire a bordo delle navi dalla stazione marittima)
 – i viaggiatori  che devono attraversare lo Stretto sono costretti a portarsi a proprie cure e spese con tutti i bagagli dalla Stazione C.le al molo d’imbarco delle navi private,distante parecchi centinaia di metri e,una volta giunti a Villa S.Giovanni, devono percorrere altre centinaia di metri per recarsi alla locale stazione (entrambi i percorsi sono senza protezione dalle avversità atmosferiche e ciò provoca  un grande disagio,per non dire impedimento, alle persone anziane);
– per l’insufficienza del porto di Tremestieri,molti TIR attraversano la città per recarsi all’imbarco delle auto sul Viale della Libertà,contravvenendo alla ordinanza comunale che vieta tale transito Tale situazione ha provocato un contenzioso infinito tra la Polizia Municipale e i Trasportatori per le pesanti multe emesse a loro carico.
E’ noto che un ponte unisce due zone territoriali che naturalmente sono ostacolate da fiumi,da mare o dalla morfologia particolare del territorio e agevola molto l’unione di culture e civiltà e quindi contribuisce in maniera importante all’evoluzione dell’uomo . Velocizza  i flussi dei viaggiatori e delle merci.
Da diverse fonti è stato dimostrato che il Ponte sullo stretto non potrà mai essere definito,cattedrale nel deserto,in quanto è una struttura che sarà sempre utilizzata dai mezzi dei trasporti dei viaggiatori e delle merci,salvo se i territori interessati per una ragione misteriosa  verranno colpiti dalla desertificazione più totale.
E’ stato posto il problema importante dei costi e dei benefici che la realizzazione dell’opera apporterà alla comunità nazionale.  Si ribadisce ancora una volta che per contratto il costo per la costruzione del Ponte,per la sua manutenzione e per la gestione per decine di anni sarà a carico della Società privata che è anche impegnata ai reperire sul mercato mondiale i necessari finanziamenti e quindi la stessa Società ha la fondata speranza dei vantaggi economici che ne ricaverà nel lungo periodo,le finanze pubbliche saranno impegnate solo per alcuni miliardi per realizzare le opere di connessione al Ponte.
Le congetture che artataménte  vengono messe in campo in merito ai finanziamenti di provenienza privata, fanno capire che   “…. la società impegnata nella costruzione dell’opera ad un certo momento,per mancanza di fondi, non sarà più in grado di portarla a compimento e quindi lo Stato sarà costretto a intervenire con propri soldi “. Pur non essendo in grado di valutare giuridicamente tale aspetto,ritengo che lo Stato avrà sempre la possibilità di tutelarsi al riguardo.
Sono comunque del parere che un’opera pubblica che ha il fine di migliorare la qualità della vitta dei cittadini non può sempre rispondere ai calcoli di convenienza economica del Ragioniere di professione. Deve essere sempre la Politica che deve tracciare la strada del progresso di un popolo anche se si è costretti a subire dei sacrifici sopportabili.
Se in passato i governanti della terra fossero stati costretti a seguire con rigidità economica le grandi opere che sono state realizzate nel mondo,non avremmo avuto la possibilità di ammirare oggi le meraviglie realizzate dall’uomo : La  Grande Muraglia,il luogo sacro di Petra,il Colosseo,il Machu Picchu,il luogo sacro del Taj Mahal ,Cristo Redentore,la Piramide di Cheope,l’Acropoli di Atene,la Torre Eiffel,la basilica di S.Sofia,la statua della Libertà……. e senza il contributo dei grandi mecenati italiani  dei Medici,d’Este,Doria,Savoia,Sforza e tanti altri non avremmo avuto i capolavori realizzati nel Rinascimento dai:  Michelangelo Buonarroti,Leonardo da Vinci,Raffaello,Masaccio e tanti altri.
L’impatto ambientale denunciato dagli ambientalisti e quanto mai discutibile,è meraviglioso ammirare dall’alto lo Stretto di Messina,ma ritengo che la realizzazione del Ponte così come è stato progettato e visto in miniatura su un plastico si sposa gradevolmente con la natura circostante,sarà una delle più belle meraviglie realizzate dagli Ingegneri e dalle nostre maestranze.
Per gli ambientalisti non sarebbe stato mai  possibile realizzare i ponti del Golden Gate,di Verrazano,di Akshi Kai Kyò e i grattacieli del Dubai,di Manhattan,di Chicago,di Shanghai.
Il timore che la realizzazione della  grande opera fosse appetibile alle cosche mafiose per lucrare nei subappalti assegnati alle ditte colluse con le organizzazioni criminali, è stata prevista fin dall’inizio della progettazione, tanto è vero che al riguardo ,fin da allora sono state allertate oltre alla Magistratura e i Prefetti anche gli organi di controllo della Guardia di Finanza e di sicurezza dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
Il solo pensare di non dovere realizzare un’opera pubblica grande o piccola che sia, perché si paventa una infiltrazione mafiosa sarebbe una grave sconfitta per lo Stato di diritto e una grave perdita di fiducia nelle Istituzioni da parte della società civile.
Le opere pubbliche devono realizzarsi nell’interesse di tutti i cittadini presenti e futuri.
E’ dovere delle Istituzioni e di ogni cittadino lottare contro la corruzione e il malaffare.
Antonio Ciuna
Messina
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