lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Cristian Parabita:
Discriminata perché Tunisina?
Pubblicato il 23-05-2016


Di origini tunisine, padre tunisino, madre italiana, lei, con la cittadinanza italiana da molto tempo.

Una splendida persona, quattro lingue parlate, campionessa cintura nera di karate, insegnante di fitness, sposata, due figli. Una mamma di famiglia, una persona semplice ma brillante e onesta. Un lavoro come impiegata a tempo indeterminato in una importante azienda del settore medicale. Di fatto una mia collega nel tempo divenuta una mia cara amica. Eppure pochi giorni addietro qualcosa l’ha rammaricata molto. Lei sostiene di aver subìto una discriminazione, forse a causa del suo cognome e delle sue origini e secondo me non ha torto.

Decide di acquistare un cellulare con un abbonamento incluso da regalare al figlio per il raggiungimento della maturità scolastica.

Una amara sorpresa la aspetta nel punto vendita di una nota azienda telefonica. Consegna i documenti di reddito (busta paga e CUD) e tutta la documentazione necessaria alla stipula del contratto, per usufruire dell’offerta proposta dalla compagnia telefonica, un abbonamento comprensivo di canone telefonico e di apparecchio da riscattare a rate attraverso un contratto di finanziamento stipulato in convenzione con la stessa compagnia telefonica.

Dopo pochi minuti si sente dire “Mispiace signora, la pratica è stata rigettata”. Come? Per quale motivo? Controbatte la signora. Motivazioni? Nessuna.

Mi racconta perplessa e dispiaciuta la sua avventura e anch’io incredulo le consiglio di approfondire la vicenda. Fa eseguire una indagine cognitiva al CRIF per valutare la propria posizione nei confronti del mondo finanziario e magari venire a capo delle motivazioni che hanno portato al rigetto della domanda di finanziamento. Dopo qualche giorno, il verdetto: “La posizione risulta perfetta, oltretutto neppure saturata da altri finanziamenti in corso”.

Inspiegabile. Perché mai rifiutare un finanziamento di modesta entità ad una persona con reddito e sempre puntuale nei pagamenti? Poche centinaia di euro negate ad una persona leale, corretta e sempre precisa. Di fatto è un torto non per il telefono in sé, poiché lo comprerà per proprio conto, ma per il trattamento riservatole. Una persona dal cognome straniero, forse scomoda proprio per quel cognome Tunisino o per le sue origini. Io mi accorgo e sostengo che nel nostro Paese ci sia molto da fare ancora, per garantire dignità e parità di trattamento a tutti, siano essi italiani o extracomunitari. I diritti civili debbono manifestarsi sempre, in ogni ambito e in ogni occasione il Paese deve dare dimostrazione di parità di trattamento a tutti i cittadini, senza neppure l’ombra di una benché minima forma di discriminazione. E questo vale anche per le ormai strapotenti finanziarie che decidono se dare e a chi.

Cristian Parabita

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