sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Ferdinando Leonzio:
Voto Sì, ma l’Italicum non va
Pubblicato il 24-05-2016


Il dibattito sul referendum costituzionale in certi momenti mi sembra un dialogo fra sordi. Ognuno vanta la propria merce, ma non replica alle affermazioni altrui.
Per quanto mi riguarda sono nettamente favorevole alla riforma. Essa ci libera finalmente del bicameralismo perfetto, palla al piede di ogni legislatore. Inoltre diminuisce il numero dei parlamentari, fra i piú alti delle democrazie. Che il Senato abbia compiti diversi dalla Camera é un fatto consolidato nelle maggiori democrazie (Inghilterra, Francia, Germania), nelle quali esso é eletto con elezioni di secondo grado. Piuttosto peregrina l´osservazione che i consiglieri regionali e i sindaci avranno l´immunitá parlamentare. L´avranno sí, ma in quanto senatori e saranno 150 al posto degli attuali 315 elettivi.
Quelli che sono per il no molto probabilmente sperano che una loro vittoria faccia cadere il vituperato (da loro) governo Renzi che “non é stato eletto dai cittadini” (dimenticando che l´Italia é una repubblica parlamentare e che di conseguenza nessun Premier é mai stato eletto direttamente dai cittadini. Se molti di loro furono eletti parlamentari é un fatto che prescinde dall´incarico di governo).
Detto cio´, bisogna anche dire che c´é un´ osservazione di taluni fautori del NO che non é peregrina. Cio´ che rende cattiva la riforma – dicono – é la sua parentela con la nuova legge elettorale.
La quale ultima assegna il premio di maggioranza al partito primo classificato e fa eleggere l´80% dei deputati in base al posto assegnato in lista, il che li fa diventare dei nominati dalle oligarchie dei partiti.
Si puo´ dunque verificare che un partito col 25% ottenga la maggioranza assoluta alla Camera e che il suo gruppo sia fatto di fedelissimi che il leader ha piazzato ai primi posti della lista.
Con un sola Camera, controllata, da un solo partito, controllato da un solo leader, la porta é aperta a esperimenti odoranti di scarsa democrazia.
Come rimediare per salvare una buona riforma e rinsaldare le istituzioni democratiche? Semplice: ritoccando in due punti la legge elettorale: 1) Assegnare il premio di maggioranza non al partito primo arrivato, ma alla coalizione vittoriosa, salvaguardando cosí il diritto di tutte le posizioni ad essere rappresentate. 2) Eleggendo i deputati col sistema della preferenza unica, cosa che restituirebbe ai cittadini il potere sacrosanto di eleggere i propri rappresentanti.
Della proposta n.1, qualcuno ne parla, ma a bassa voce. La n.2, che é non meno importante, é stata invece dimenticata: non ne parla neppure il PSI, né il partito di Alfano, che ne aveva fatto un proprio cavallo di battaglia. Che é successo?
Caro direttore, se il mio ragionamento é giusto, é anche giusto che i socialisti lo facciano proprio a chiare e alte lettere.
Se é sbagliato, ti prego: spiegami perché.
Fraterni saluti.
Ferdinando Leonzio

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Commenti all'articolo
  1. Renzi lo conosciamo, un formidabile capo del governo che in due anni ha risolto i problemi sociali, l’occupazione, il debito pubblico, gli investimenti, ha promosso la bellezza ecc.
    Ma se poi perde, come a Parma o a Livorno, a chi andiamo in mano?
    Dai, vota NO, piuttosto.

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