sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Imbrogliato e “assicurato”
Pubblicato il 03-05-2016


Da alcuni anni, l’opinione pubblica viene bombardata da concetti di difficile comprensione. Se si guarda il viso di un telespettatore, mentre sente parlare di Derivati, di Titoli tossici o di Polizze Index-Linked, si ha l’impressione di vedere un povero disabile.
Intanto, le società stanno vivendo vere epidemie sociali, provocate dagli effetti di questi prodotti velenosi, dei quali solo i produttori hanno “l’algoritmo”.

Le masse, abituate a inseguire miraggi inventati dai poteri forti e a subire gli effetti delle scelte poste in essere dai produttori di economie reali, capiscono, sempre dopo, che i diabolici consigli dell’informazione e le bugie dei politici, le fanno diventare vulnerabili e preda dei furbi. Immaginate, come deve essere arrabbiato uno che aveva intuito che, “nelle ostie” preparate dal duo finanziario-assicurativo, è nascosto il veleno.

Nel 1996, ero agente della Wintertur Assicurazioni, che, negli anni successivi, guarda caso, è stata assorbita dall’UNIPOL. Venivo continuamente spinto a “piazzare” le polizze Index. Restavo refrattario a ogni sollecitazione, avendo capito il rischio nascosto “nell’ostia”, apparentemente, affascinante. Un giorno, l’inviato della Società mi fece notare il mio scarso impegno a “piazzare” quel tipo di prodotto. Risposi con la mia franchezza: – Se giudico rischioso questo tipo di polizza, che trasferisce sull’assicurato il rischio, non posso proporlo a un amico. Caro Ispettore, i miei clienti sono miei amici. La discussione continuò e si concluse con la mia decisione di rinunciare al Mandato di Agenzia.

Secondo me, le polizze Index–Linked sono state la mamma dei derivati e uno dei veicoli con i quali la finanza da strumento per misurare i fatti economici è diventata, essa stessa, un settore economico, più importante di quelli delle economie reali. Intanto,i miei colleghi facevano affari, come “vicari” degli assicuratori affamati del nord, mentre io venivo, anche dagli “assicurati”, considerato “fesso”. A dimostrazione del ragionamento che ho fatto, ricordo che all’Università Federico II di Napoli, facoltà di Economia e Commercio, l’Economia Bancaria era un esame complementare. Il Professore era Ventriglia, che diventò Presidente del Banco di Napoli.
Negli anni successivi l’esame complementare diventò Facoltà Universitaria. Quanto innanzi, mi serve ad ampliare il ragionamento e ad andare su un altro, non semplice, terreno. Vi chiedo pazienza e spero di riuscire a renderlo comprensibile.

Nei decenni passati, ai risparmiatori italiani veniva ricordato che nella Svizzera, i risparmi bancari non producevano interessi. Anzi, i risparmiatori dovevano sopportare un costo. Un poco alla volta, anche in Italia, si è passato da un tasso sui depositi remunerativo a un tasso vicino allo zero. Se aggiungiamo il costo dei servizi, un conto corrente rappresenta una passività, per il titolare. Da quanto è avvenuto, scaturisce la seguente considerazioni: Il Meridione, per il quale il tasso pagato dalle banche produceva un voce importante del suo bilancio, ha subito un danno notevole, non mitigato dalla possibilità di investire in loco e in modo intelligente i risparmi degli indigeni. Il settore dell’edilizia attrasse ingenti capitali e si creò la bolla, diventata, nel Sud, esplosiva. Nel corso degli anni, Banche importanti del Sud sono state assorbite dai colossi nazionali, i quali, anche grazie alle Fondazioni investono fuori dal Mezzogiorno. E, non è senza significato il fatto che a sud di Roma non ci sia nemmeno una Società di assicurazione, per cui decine di miliardi di euro vanno, annualmente, verso il Nord. Ma torniamo al paragone con la Svizzera. Sono convinto che culture diverse non possono avere leggi simili. Tra l’Italia (cattolica) e la Svizzera (Protestante) ci sono stili di vita fortemente diversi. In Italia, abbiamo le quattro centrali della delinquenza (Camorra, Mafia, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita), un sistema fiscale, colabrodo di evasione, e una religione, che prevede la confessione con relativo perdono.

La prescrizione si sposa con la lentezza dei processi. Non è un caso che per molti la ricchezza è un furto. Nella Svizzera, c’è un diverso concetto della ricchezza. Essa, per i Calvinisti, è Grazia di DIO. Ciò, fa nascere l’obbligo di restituire qualcosa alla società e spinge al rispetto degli altri e delle leggi. Secondo gli insegnamenti della loro Religione, c’è un contratto tra il cittadino e la comunità, che comporta le positività, delle quali noi italiani siamo invidiosi.
Quando, inizierà il cammino per uscire dalla furbizia, quasi levantina.

Luigi Mainolfi

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