venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Michele Pascale: subalterni al Vaticano
Pubblicato il 13-05-2016


 

Molti giubilano per la presunta apertura alle donne del capo della chiesa cattolica. Io mi astengo. E’ una faccenda privata, interna alla struttura gerarchica ed organizzativa di una particolare religione. Che è una religione tra le tante. Duole che questa apertura sia figlia, anche, della scarsità di vocazioni e che sia ascrivibile, più che da una riflessione teologica, che non c’è stata, ad un problema di forza lavoro. Dubito che il “lavoro femminile” all’interno della chiesa cattolica andrà di pari passo con l’allargamento dei diritti delle donne. Nel mondo reale c’è voluto mezzo secolo di scioperi e di violente contrapposizioni economiche e sociali per raggiungere obiettivi concreti. E non siamo che all’inizio.

Comunque i rapporti interni alla chiesa cattolica sono, per così dire, fatti loro.

Faccio sommessamente notare, però, che l’ennesima “operazione simpatia” messa su anche bene dalla sala stampa vaticana, non può porre in ombra le sacche reazionarie e l’eccessivo peso che il san Pietro ha sulla città di Roma. Il vaticano è ancora il luogo in cui dichiarare la propria omosessualità porta alla perdita del posto di lavoro, ultimo in ordine di tempo il caso di monsignor Charasma, che, secondo la congregazione della dottrina della santa fede “non potrà più svolgere i compiti precedenti presso la congregazione per la dottrina della fede e le università”. Tradotto vuol dire “licenziato in tronco perché gay”.

È anche il luogo in cui il clero non paga le tasse. Le strutture non adibite esclusivamente al culto, quindi di natura commerciale di proprietà di san Pietro, tra cui alberghi, case per ferie, uffici, etc., devono al comune di Roma, in termini di Imu, Tasi e Tari, un’infinità di soldi. Soldi che il clero ed i suoi sodali fanno in gran quantità vendendo servizi e commerciando sul territorio italiano.

Anche nel caso dell’Imu venne, a suo tempo, lanciata una “operazione simpatia”, con il Papa in persona che diceva che era giusto pagare. Eppure le casse di Roma Capitale non hanno visto un centesimo e nessuno ha chiesto ragione di quell’impegno preso da Bergoglio in persona. Eppure il Vaticano grava su Roma: per esso si fanno opere gigantesche, stanziando fondi pubblici cui il clero non concorre minimamente, opere pagate dai cittadini. Senza contare le continue intromissioni della Cei nella vita politica italiana e nei lavori parlamentari. Se il Vaticano vuole complicare la vita dei Parlamenti potrebbe dotarsi di una Camera propria, invece di indottrinare quelle altrui. Ma si sa, la democrazia non è ben vista negli Stati basati sulla teocrazia.

Insomma, una politica dei due forni dove le “operazioni simpatia” sono la carota e le attività di Bagnasco e soci sono il bastone. E sotto, ma neanche tanto sotto, l’appoggio dato ai movimenti reazionari come quelli del “family day” dove le suore, immortalate anche dalle telecamere, avevano parole molto poco carine nei confronti dei peccatori gay e di tutti quelli che non la pensavano come loro.

Esiste, a sinistra, una forma di subalternità nei confronti del Vaticano. Il compromesso storico si basava su quello, una fusione tra apparati comunisti e democristiani benedetto con l’acqua santa e su di una forma di servaggio nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche. Esistono poi gli opportunisti, modello Marchini, per cui ingoiare un’ostia val bene qualche voto in più. Da cui la sua improvvisa “obiezione di coscienza” sulle unioni civili. Attenzione: ingoiare ostie di fretta comporta il pericolo di strozzarsi …

Compromesso storico e opportunismo sono due forme di brutalità che vanno interrotte. Per il bene della città di Roma e per il bene della chiesa cattolica, che merita di ritornare alla sua evangelica purezza. Una purezza che passa per la non intromissione nella faccende che riguardano i diritti civili individuali e collettivi e per il pagamento di quanto dovuto.

Date a Cesare quel che è di Cesare. Una purezza che può essere garantita solo da una sinistra laica e socialista.

Il mio impegno andrà in questa direzione.

Mario Michele Pascale

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento