domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Mosca:
Le contraddizioni dei Balcani
Pubblicato il 30-05-2016


Caro Direttore,
reduce, per motivi di lavoro, da un giro nei Balcani, invio qualche impressione, naturalmente superficiale, basata su quel che ho visto e che ho sentito da persone del posto, persone, per lo più guide locali, insegnanti, operatori di turismo, e anche gente di strada. Con alcune di queste persone in pochi anni di sporadiche frequentazioni ho instaurato rapporti di conoscenza e, in alcuni casi, amicizia.
Slovenia e soprattutto Croazia sembrano godere ottima salute. La Croazia in particolare approfitta della crisi del turismo che colpisce Turchia e, in parte, Grecia. Tenore della vita alto, qualità dei servizi anche. Zagabria sempre più bella, sempre più viva. Dalmazia più affollata che mai, e non siamo che a maggio.

La Bosnia-Erzegovina continua a vivere in un limbo. Da ventuno anni la particolare situazione di divisione “etnica” e de facto politica, e lo status di protettorato delle Nazioni Unite fa si che non si muova foglia: qualche chilometro di autostrada in più, bazzecole, qualche turista in più. Per il resto, tutto uguale, tutto all’insegna della tradizionale lentezza e ingenuità che nasconde nuove tensioni e vecchi rancori. La nuova guerra, ed è questione di pochi anni, si dice, inizierà a Mostar, e la combatteranno i croati dell’Erzegovina da un lato contro bosgnacchi e serbi alleati dall’altro. A Sarajevo, sempre più moschee arabe, sempre più donne velate, sempre più turisti turchi, sempre più mullah fanatici. Ma gli arabi portano soldi, quindi… In genere, una frase che si sente spesso è : presidente Tito, dove sei?

Il Montenegro, da colonia russa vuol diventare membro della Nato. Niente di nuovo. Ma stavolta ci siamo quasi, e se i montenegrini ne fanno una questione di principio, dimenticando che senza i rubli la loro economia crollerebbe, qualcuno mormora: a che pro? Perchè irritare Putin senza vantaggi all’orizzonte?
In Albania, il capitalismo selvaggio avanza a gran velocità, e così l’assimilazione degli albanesi kosovari. L’unificazione, in termini pratici, si avvicina, e gli albanesi celebrano gli “eroi martiri” dell’ UCK che per i serbi erano terroristi… Altro fuoco sotto la cenere. Per il resto, sempre più investimenti stranieri, telefonia, internet, benzina…
Nella ex repubblica iugoslava di macedonia appare evidente la nuova strategia della lobby di potere: cercare una pacificazione e una convivenza con la minoranza albanese per contrastare l’opposizione interna. Le orribili statue di cartapesta della nuova Skopje, parte di un progetto megalomane costato decine di volte più del previsto, vengono imbrattate dai manifestanti. Protesta pacifica contro una lobby corrotta e senza vergogna. Dalla strage di stato dell’anno scorso a Kumanovo all’ ultimo capitolo del progetto urbanistico della capitale: una statua gigantesca di Madre Teresa che presto sarà Santa. Un ramo di ulivo agli albanesi, un pugno nello stomaco a una suora di carità e a una popolazione che ha disperato bisogno invece di scuole, ospedali, assistenza sanitaria, pensioni. E c’è chi dice, statue di qui, statue di lì, le guerre nei Balcani iniziano anche così…

Sofia migliora ogni anno: più verde, più zone pedonali, meno borseggiatori, più vini di qualità.
In Grecia si sorride e ci si gode la vita. I greci non si arrendono. Ma la visita di Putin spaventa e c’è chi dice: nuove svendite in arrivo…
I Balcani restano terra di contrasti, contraddizioni, e qualcosa bolle in pentola. È una sensazione palpabile, qualcosa non va. E quando qualcosa non va nei Balcani…
Speriamo bene.

Mario Mosca

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