martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Pierfederico Tedeschini:
Referendum apopolare
Pubblicato il 04-05-2016


Negli ultimi giorni due sono gli argomenti più trattati dalle rubriche storico sociali, l’ultimo referendum e la festa della liberazione. Che la politica sia cosa ormai inesistente e che non esista più persona che, oltre al circense carisma attrattivo, abbia la minima capacità necessaria per essere uno statista, è pensiero banale per la troppa evidenza. Quello che è raccapricciante è il popolo inerme e fermo ai brontolii da bar.

Che i partigiani fossero legati ad ideologie di sinistra è vero ma è anche vero che l’ideologia sfumava al fastidio di una dittatura che il popolo voleva abbattere. Il referendum è un momento in cui il popolo è veramente padrone e, nonostante le lamentele popolari, non ci scomodiamo neppure per andare a votare e far grande la nostra voce. Applaudiamo qualche politico che, forse ignaro dei diritti umani, vorrebbe sparare ai gommoni extracomunitari che invadono le nostre coste, e ci giustifichiamo dicendo che lo facciamo per sfinimento. Poi però applaudiamo un presidente del consiglio che dice che hanno vinto i no ad un referendum in cui l’astensionismo ha fatto legge.

Alcuni giornali di rara natura, andavano riportando le statistiche di afflusso alle urne tra oggi e la brutta repubblica passata. Ideologie a parte, gli italiani votavano e volevano manifestare il loro pensiero indipendentemente dai risultati. Ancor più triste poi è l’analisi dell’età dei votanti che, visti i numeri anagrafici, sembra quasi siano andati a votare nostalgici dei referendum passati. Molte su Facebook sono state le frasi con tono ironico riguardo le nuove generazioni, tipo: “Se avessimo votato sulla riforma del fuori gioco il quorum sarebbe stato stracciato”.

Certo è che, visti gli ultimi progetti politici dell’attuale governo, il Parlamento, ormai teorica voce del popolo, non avrebbe più alcun potere che verrebbe centralizzato tutto sul governo. Forse, questa chiave politica presa a spunto dai racconti fascisti, potrebbe rianimare qualche ideologia e qualche sprazzo di rivolta o forse ci piace essere “un paese di nani e ballerine”

Pierfederico Tedeschini

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