domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Serie A, cala il sipario: ecco le pagelle
Pubblicato il 16-05-2016


buffonNella 38esima e ultima giornata sono arrivati gli ultimi verdetti del campionato: Napoli secondo e direttamente in Champions League, la Roma dovrà passare attraverso i preliminari. Sassuolo sesto e vicino a uno storico traguardo: se il Milan non vincerà la Coppa Italia sabato prossimo contro la Juventus, per gli emiliani sarà Europa League. In serie B, dopo Verona e Frosinone, va anche il Carpi, retrocesso a testa altissima. Vediamo, squadra per squadra, tutte le pagelle.

Juventus 9 – Per i bianconeri quinto scudetto consecutivo, sembra quasi una formalità. Ma chi se lo aspettava a ottobre, quando la Vecchia Signora si trovava lontanissima dalle zone alte della classifica? Poi un’entusiasmante rimonta, il record di imbattibilità di Buffon (973 minuti) e il Tricolore festeggiato in anticipo. Una finale di Coppa Italia ancora da disputare, grande rammarico per l’eliminazione in Champions subita dal Bayern. Il nuovo ciclo dopo le partenze di Tevez, Pirlo e Vidal è partito alla grande. Chapeau.

Napoli 8 – Tra le grandi è quella che ha sorpreso di più. Merito di Sarri, che in poco tempo ha spazzato via lo scetticismo intorno a lui, e soprattutto di Higuain, autentico cecchino, entrato nella storia toccando quota 36 reti in serie A (battuto il record di Nordahl, che si era fermato a 35). Male in Coppa Italia, si poteva fare di più anche in Europa League, ma la rosa era troppo corta per arrivare in fondo a tutte e tre le competizioni.

Roma 6 – Come accade da troppi anni, i giallorossi partono con grandi ambizioni, ma finiscono per fare da spettatori ai trionfi altrui. Con questa Juve è dura per tutti, ma soprattutto a inizio anno, quando i bianconeri erano in grave difficoltà, c’era la ghiotta opportunità di essere protagonisti. Invece il ciclo di Rudi Garcia era finito e qui ha sbagliato la società ad averlo capito troppo tardi. La musica infatti è cambiata con l’arrivo di Spalletti, che ha portato gioco e risultati, ma in generale il bicchiere è mezzo vuoto. Imbarazzante la figura in Coppa Italia, male anche in Champions.

Inter 5,5 – Tanti rimpianti in casa nerazzurra. Sulla carta la rosa è meno forte delle prime tre, anche per alcuni acquisti che non hanno rispettato le aspettative (Kondogbia e Jovetic su tutti), ma a Natale la squadra di Mancini era prima in classifica e l’inizio del girone di ritorno è stato un incubo. Sfortunata eliminazione in Coppa Italia ai rigori contro la Juventus, ma in generale serve qualcosa in più per tornare a vincere.

Fiorentina 6 – Storia simile a quella dell’Inter: grande avvio di stagione, poi piano piano i viola si sono spenti. Forse la squadra ha risentito delle ruggini tra Paulo Sousa e la società (nel mercato di gennaio si poteva fare di più), ma la stagione resta positiva e in linea con la qualità della rosa.

Sassuolo 8 – La grande sorpresa del campionato. Che la squadra emiliana non fosse più una Cenerentola, ma una solida realtà già si era capito nello scorso campionato. Ma qui si è alzata l’asticella ben oltre le aspettative: merito di Eusebio Di Francesco che ha gestito al meglio il gruppo, facendo crescere tanti giovani di cui si parlerà in futuro. Se sarà Europa League dipenderà dalla Juventus (deve battere il Milan in finale di Coppa Italia), ma non cambierà di una virgola un lavoro estremamente positivo.

Milan 4,5 – L’ennesimo disastro. Eppure quest’estate la società aveva investito molto (circa 90 milioni). Per quanto l’esonero sia stato ingiusto, Mihajlovic non è riuscito a dare la scossa. Di alibi ce ne sono tanti: dalle continue voci della cessione societaria ai cinesi al ritorno flop di Balotelli. I tifosi non ne possono più. E hanno ragione.

Lazio 4 – La grande delusione. Troppo poco l’ottavo posto in campionato e soprattutto pessima figura in Europa League con l’eliminazione casalinga contro lo Sparta Praga. Ci s’è messa di mezzo la sfortuna con tantissimi infortuni (pesante l’assenza di De Vrij per tutto l’anno), ma la società, come spesso capita, si è mossa malissimo sul mercato creando uno strappo sempre più profondo con la tifoseria.

Chievo 7,5 – Un’altra bellissima sorpresa: chi se lo aspettava che la squadra di Maran potesse finire nella parte sinistra della classifica? Bravo il tecnico che, senza fuoriclasse, ha creato un gruppo unito e compatto e brava la società ad affidarsi a ‘vecchietti’ dal sicuro rendimento, su tutti il portiere Bizzarri, 38 anni. Un esempio da seguire.

Empoli 7,5 – Estate 2015: via Sarri, via Rugani, via Valdifiori. Nonostante la partenza dell’allenatore e di due pilasti della squadra, il club toscano è riuscito a fare meglio, ottenendo il decimo posto, miglior piazzamento di sempre in serie A. Grande rivincita per il tecnico Giampaolo, che ha fatto meglio del suo predecessore, tanto da meritarsi le attenzioni del Milan.

Genoa 6,5 – Stagioni di alti e bassi, conclusa comunque in crescendo, grazie soprattutto alla vittoria 3-0 nel derby contro la Sampdoria nella penultima giornata. Come spesso capita, il fattore ‘Marassi’ ha fatto la differenza. Male alcune scommesse di mercato (da Pandev a Diego Capel), ma c’è stata l’esplosione di Pavoletti, oltre agli ottimi campionati di Laxalt, Ansaldi e Suso.

Atalanta 6,5 – Avvio ottimo, fino a dicembre la squadra ha retto bene. Poi ha risentito della cessione eccellente di Maxi Moralez, non vincendo più una partita per diversi mesi. Ma nel finale di campionato c’è stata la nuova accelerata e la squadra non ha mai lottato per la salvezza. Emozionante il saluto di Bellni.

Torino 5,5 – Lo ha ammesso lo stesso Ventura: è la stagione del rammarico. Dall’importante mercato estivo era lecito aspettarsi qualcosa di più. Ma la squadra è giovane e potrebbe togliersi delle soddisfazioni nel prossimo anno. Qualche innesto però sarà necessario.

Bologna 6 – Inizio negativo, poi l’arrivo di Donadoni ha cambiato tutto: salvezza ottenuta con anticipo, Destro si è svegliato e Giaccherini ha superato i problemi fisici facendo la differenza. Nel complesso bene considerando che la squadra rossoblù era una neopromossa dalla B.

Sampdoria 4,5 – Che fosse una stagione negativa si era capito dalla clamorosa eliminazione dai preliminari di Europa League contro i serbi del Vojvodina a luglio. Via Zenga, Montella non ha dato i risultati sperati. La società ha ceduto, Soriano a parte, i pezzi migliori nel mercato di gennaio e i nuovi acquisti hanno deluso. Annata da dimenticare.

Udinese 5 – L’obiettivo è stato raggiunto, la salvezza. Ma la squadra raramente ha giocato bene in questo campionato e pensare che nella prima giornata i friulani avevano espugnato lo Juventus Stadium. Una rondine non fa primavera.

Palermo 5 – La società meriterebbe un voto ancora peggiore per i continui cambi di allenatore che hanno solo creato confusione. Chiama uno, richiama un altro, alla fine Ballardini ha messo le cose a posto, ma si è rischiato un clamoroso harakiri.

Carpi 6 – Voto altissimo per Castori, la retrocessione è colpa della società. Il tecnico artefice della promozione è stato infatti cacciato troppo presto e, una volta richiamato, per un pelo non ha sfiorato il miracolo salvezza. Si torna in B a testa altissima.

Frosinone 5,5 – La rosa era quello che era, tutti sapevano che la salvezza sarebbe stata un mezzo miracolo. Lo hanno capito i tifosi, esemplari nel sostenere i ciociari anche quando è arrivato matematicamente il verdetto della retrocessione: scene a cui, purtroppo, non siamo abituati.

Verona 4 – Dopo tre stagioni, si torna in B. Il campionato perde una piazza importante e le maggiori responsabilità sono della società, che ha tenuto per troppo tempo Mandorlini (storico allenatore della doppia promozione dalla Lega Pro alla A) prima di capire che il suo ciclo era arrivato al capolinea. Delneri ha fatto il possibile, un lavoro più che buono, ma non è bastato. Arrivederci a presto, Hellas.

Francesco Carci

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