lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Raffica di attentati dell’Isis, oltre 100 morti
Pubblicato il 23-05-2016


siria bUna vera e propria carneficina quella che si è consumata stamattina in Siria. In un territorio già allo stremo una raffica di attentati simultanei rivendicati dall’Isis ha portato alla morte di 120 persone, secondo quanto riportano l’agenzia di stampa Sana e l’Osservatorio siriano per i diritti umani.
Il Sedicente Stato Islamico ha colpito la parte siriana in prossimità del Mar Egeo: tre attentati suicidi nella provincia di Latakia, a Tartus e nella vicina località di Jableh, sulla costa mediterranea della Siria, dove è situata una base navale russa, a Tartus un’autobomba è esplosa nei pressi di una fermata dell’autobus, un attentatore suicida si è fatto saltare in aria all’interno della stazione del bus e un terzo ha azionato la sua cintura esplosiva in una zona residenziale zona di fronte, mentre a Jableh un’autobomba guidata da un kamikaze è esplosa in un parcheggio e poi tre attentatori suicidi si sono fatti saltare in aria nella stessa area, nei pressi della società dell’energia elettrica e di un ospedale. siria attacchi
“L’aumento delle tensioni e delle attività terroristiche in Siria non può che suscitare una grande preoccupazione”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, il cui Paese è uno dei principali alleati del regime di Damasco.
Nel mirino infatti sono finite proprio le due città costiere nella provincia di Latakia: Jableh e Tartus che si trova 60 chilometri più a sud di Jableh, entrambe a maggioranza alawita e per questo considerate fedeli al regime di Assad. È la prima volta che il feudo di Assad viene colpito così duramente. Proprio nelle ultime ore la Russia aveva infatti proposto alla coalizione internazionale guidata da Washington di attaccare insieme, dal 25 maggio, i gruppi armati che non stanno rispettando il cessate il fuoco, compreso il Fronte al-Nusra. Ma il Pentagono aveva liquidato la proposta affermando: “Non collaboreremo e non ci coordineremo con i russi” sulle operazioni militari.
Gli attentati di queste ultime ore sono stati anche l’occasione per i turchi di alzare il tiro e puntare il dito contro la Comunità internazionale, e l’Europa in particolare, accusata di non fare abbastanza contro i terroristi della vicina Siria. Secondo Erdogan, la comunità internazionale ha iniziato ad occuparsi della crisi siriana quando “sono comparsi i rifugiati nelle strade dell’Europa e le organizzazioni terroristiche come lo Stato islamico hanno iniziato ad attaccare i cittadini europei. Solo allora i leader europei hanno capito di non poter più ignorare il problema”. Per il presidente turco, “si sarebbero potuti evitare molti problemi legati alla Siria se si fosse intervenuti nelle prime fasi del conflitto. Ma non è ancora troppo tardi se i leader europei oggi sono pronti a prendersi le giuste responsabilità”.

Maria Teresa Olivieri

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