sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia, Erdogan fa cancellare l’immunità parlamentare
Pubblicato il 20-05-2016


Erdogan-terrorismoIl Parlamento turco ha cancellato l’immunità ai deputati sotto inchiesta per reati di terrorismo e subito sono già in 138 a rischiare il carcere. Il voto ha ottenuto una maggioranza di due terzi – 367 sì su 550 – e in questo modo l’emendamento costituzionale non dovrà essere sottoposto a referendum. Proteste sono giunte dal Parlamento europeo e il Pse in un comunicato afferma che “oggi la Turchia è più lontana che mai dalla possibilità di aderire all’Unione Europea in aperta rottura delle clausole sui diritti civili e la democrazia contenute nell’accordo UE-Turchia”.
La proposta di cancellazione dell’immunità è stata avanzata dall’Akp, (Giustizia e Sviluppo) il partito ilsamico al governo guidato da Recep Tayyip Erdogan e da oggi diversi deputati dell’Hdp, il partito filo-curdo, sul cui capo pendono accuse di terrorismo per sostegno al Pkk, il Partito comunista del Kurdistan, rischiano l’arresto.
Quasi tutti i parlamentari sotto inchiesta sono su posizioni filo-curde e sono comunque oppositori di Erdogan il che fa sospettare che si tratti di un’ulteriore stretta in senso autoritario del presidente turco, non a caso soprannominato il nuovo Califfo.
L’Hdp respinge le accuse di sostegno al Pkk, fuorilegge, e a sua volta accusa Erdogan di condurre un “attacco totalitario” con l’obiettivo di consolidare la propria presa sul potere.

A fianco dell’opposizione turca si è schierato il partito socialista europeo. In una dichiarazione ufficiale, il presidente del PSE Sergei Stanishev, afferma che “la revoca dell’immunità di rappresentanti democraticamente eletti del popolo costituisce un altro passo del governo turco per mettere a tacere l’opposizione. È illegale, incostituzionale e inaccettabile in qualsiasi democrazia funzionante. Oggi la Turchia è più lontana che mai dalla possibilità di aderire all’Unione Europea in aperta rottura delle clasuole sui diritti civili e la democrazia contenute nell’accordo UE-Turchia”.
Nel comunicato il Pes sottolinea come i “le modifiche alla Costituzione turca permetteranno la persecuzione di 46 deputati dell’Hdp e di 51 del Chp sulla base di deboli accuse”.

“Sappiamo molto bene per esperienza – conclude Stanishev – che i parlamentari sono stati massicciamente presi di mira dai pubblici ministeri turchi protetti dal partito di governo, l’Akp. Questa legge avrà senza dubbio un impatto negativo sulla capacità dei parlamentari di criticare il governo”.
Il comunicato ricorda che il Pes è schierato a sostegno del Chp (Partito popolare della Repubblica)e dell’Hdp, due partiti che lottano per una Turchia democratica e aperta, dove sono garantite le libertà civili e il diritto al dissenso politico.

A sua volta Selahattin Demirtas, leader dell’Hdp, su cui pendono ben 75 incriminazioni, ha fatto sapere di temere adesso per la sua libertà. Secondo quanto riferisce il quotidiano Cumhuriyet, Demirtas teme di essere arrestato. “Per Erdogan e i tribunali non c’è alcun ostacolo alla nostra detenzione”. “La magistratura è nelle sue mani”. L’Hdp ha in tutto 59 deputati e da domani ne potrebbero finire in carcere 50.

Subito dopo a rischiare è il Chp che ha anche il gruppo parlamentare più forte dell’opposizione.
La modifica costituzionale, quando non venisse utilizzata per agire direttamente contro gli oppositori – ci sono 675 inchieste aperte – consentendo l’arresto dei deputati, li metterà comunque in una condizione di perenne sudditanza e ricatto. Ci sono già fascicoli aperti dalla magistratura a carico di parlamentari che fanno parte di quattro partiti non al Governo. Lo stesso leader del Chp, che più volte si è scontrato verbalmente con Erdogan, potrebbe facilmente finire sotto accusa e rischiare l’arresto.

Domenica intanto, il partito di maggioranza designerà ufficialmente Binali Yildirim, un fedelissimo di Erdogan, alla guida del Governo dopo le dimissioni di Ahmet Davutoglu non abbbastanza ‘allineato’ sulle posizioni di Erdogan. La nomina di Yildirim dovrebbe favorire il piano di Erdogan per una serie di modifiche costituzionali per dare ulteriori poteri all’esecutivo sottraendo, o riducendo, quello essenziale di controllo del Parlamento, che comunque, grazie a una legge elettorale fortemente maggioritaria, è già diventato un docile strumento nelle mani del Presidente della Repubblica come sta a dimostrare anche il voto odierno.

Proteste stanno arrivando da numerosi parlamentari europei che accusano Erdogan di autoritarismo e lo invitano a non cancellare l’immunità parlamentare.
Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. Dimostrazione che chi vuole abolire l’immunità parlamentare altro non è che un mascalzone para fascista. Da dedicare ai vari mascalzoni, in Italia, che ancora avanzano questa proposta.

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