mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

UE, ritocco al ribasso sulle stime del Governo
Pubblicato il 03-05-2016


Spread-caloChiari e scuri nelle previsioni di primavera della Commissione europea per i conti del Bel Paese. Il deficit viene rivisto al ribasso per il 2016 dal 2,5% previsto al 2,4%, ma quello del 2017 invece sale dall’1,5% all’1,9%. Più scura anche la previsione del deficit strutturale che “dopo un marginale miglioramento” nel 2015, “peggiora di oltre mezzo punto percentuale nel 2016”, portandosi a -1,7%. E resta invariato nel 2017. Il tutto ha un effetto negativo anche sul debito pubblico – e gli effetti si sentono sulla forbice tra BTP e Bund tedeschi che tende di nuovo ad allargarsi e oggi si è fermato a 125 punti base – che viene visto in rialzo per il 2016 dal 132,4% di due mesi fa al 132,7%. “Dopo il picco del 2015 – scrive la Commissione nelle nuove previsioni economiche – il debito si stabilizza nel 2016 e comincia a scendere nel 2017 grazie alla crescita nominale più alta e al surplus” quando dovrebbe fermarsi a un 131,8%.

“Nel corso del 2015 – sostiene la commissione – il passo della crescita ha rallentato portando ad un avvio del 2016 più basso del previsto” che, “insieme all’ulteriore rallentamento del commercio globale, spiega la revisione al ribasso” rispetto alle previsioni invernali, scrive Bruxelles nelle previsioni economiche. Nel 2017 confermato invece l’1,3%, grazie a “domanda esterna più dinamica e investimenti”.

“La disoccupazione in Italia – secondo la Commissione – scende solo gradualmente nel 2016 e 2017 anche perché i lavoratori precedentemente scoraggiati tornano nella forza lavoro”, scrive la Commissione. L’occupazione è infatti in aumento, “ma più in termini di ore lavorate che di posti di lavoro”. Hanno aiutato, nel 2015, gli sgravi di tre anni per chi assume a tempo indeterminato, estesi anche nel 2016 ma “con una riduzione meno generosa dei contributi sociali”.

In grigio anche le previsioni per i 28 dove la crescita economica “resterà moderata” per l’intero periodo 2015-2017 con un peggioramento del Pil che per il 2016 scende a +1,6% dal +1,7% delle stime di febbraio. Tagliato anche il dato per il 2017 all’1,8% dall’1,9%. “Alcuni dei fattori finora favorevoli – si rileva – hanno cominciato a svanire” e c’è stato un rallentamento delle economie principali. Le misure prese dalla Bce invece hanno migliorato le condizioni per gli investimenti.

Una buona notizia dai conti sulla disoccupazione che nell’Eurozona viene data in calo al 10,3% per il 2016 con un “moderato ritmo di miglioramento”, leggermente più rapido rispetto al 10,5% previsto a febbraio sulla scia della “risposta ritardata alle condizioni cicliche migliorate e alla crescita continuata dei salari”. Il tasso di disoccupazione scenderà ulteriormente al 9,9% nel 2017, ma “rimarranno differenze nel mercato del lavoro ancora per qualche tempo”.

L’Italia ritiene che – dice il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan commentando le nuove stime – ‘‘il rispetto delle regole sia fondamentale per ricostruire la fiducia reciproca in Europa’’ ma al tempo stesso continua ‘‘a promuovere l’evoluzione delle regole perché siano sempre più efficaci nel fronteggiare i problemi che abbiamo davanti, a cominciare dalla necessità di dare risposte ai cittadini in termini di benessere e di lavoro”.

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