lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

UN PASSO PER VOLTA
Pubblicato il 31-05-2016


Lavoro-PsiNonostante si continui a parlare di fine della crisi, la forte disoccupazione resta una costante per l’Italia, ma qualche segno di miglioramento sta arrivando. Lo dice l’Istat che registra come ad aprile sia tornato a salire il tasso di disoccupazione, ma nello stesso tempo sono aumentati anche gli occupati. La spiegazione per l’Istituto nazionale di statistica è dovuto all’aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Sono diminuiti infatti gli inattivi, cioè quelli che non hanno un lavoro e non lo cercano, e aumentano quanti hanno un impiego (occupati) oppure sono alla ricerca (disoccupati).
Il tasso di disoccupazione nel mese sale dello 0,1%, arrivando all’11,7%, Nello stesso tempo l’occupazione cresce dello 0,2% rispetto a marzo: in Italia ora lavorano 22,6 milioni di persone. L’aumento riguarda sia i dipendenti (+35 mila i permanenti, stabili quelli a termine) sia gli indipendenti (+16 mila). La crescita dell’occupazione coinvolge uomini e donne e riguarda tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni.

L’Istat fa sapere poi che il tasso di occupazione, pari al 56,9%, aumenta di 0,2 punti percentuali sul mese precedente: si tratta del livello massimo da aprile 2011, tuttavia resta il problema della disoccupazione giovanile, il cui tasso risale ad aprile, di 0,2 punti percentuali al 36,9%. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani è del 9,8% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a marzo. Nell’ultimo mese anche tra i 15-24enni cresce di 0,2 punti percentuali il tasso di occupazione, mentre diminuisce di 0,4 punti quello di inattività.

Per quanto incoraggianti questi dati bisogna tener conto che nel calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.
Proprio sui giovani arrivano le affermazioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che intervenendo a una manifestazione elettorale ha detto: “I dati sul lavoro resi noti oggi sono i più alti in assoluto degli ultimi 4 anni ma sono ancora bassi rispetto a quanto vogliamo ottenere”.”Non ci basta aver migliorato rispetto agli ultimi 4 anni dobbiamo andare ancora meglio”.
Sempre a Milano, intervenendo alla cerimonia dei 100 giovani talenti selezionati tra 25 Università da “The Boston Consulting”, ha aggiunto che “la classe dirigente ora deve fare la sua parte e la classe politica deve smettere di sparare addosso al Paese”. “Noi stiamo facendo una serie di interventi, da quelli istituzionali con le riforme, a quelli economici con il jobs act, a quelli della scuola dove abbiamo introdotto il requisito del merito. Stiamo facendo le riforme per avere un Paese più veloce e più giusto. Noi la nostra parte la stiamo facendo, ora – ha detto – abbiamo bisogno che ci sia l’impegno anche del gruppo dirigente del Paese”.
Inoltre Renzi, che è anche il segretario del Pd, nell’ultima settimana prima delle amministrative, scrive nella sua Enews: “Il vero nemico da battere è il pessimismo. Giro come una trottola l’Italia, partecipo a inaugurazioni, cerco di trasmettere energia e entusiasmo perché sono assolutamente certo che il mondo di domani può vedere l’Italia protagonista. Mi accusano di essere un dispensatore di ottimismo. Ma in realtà io vorrei soltanto recuperare la fiducia degli italiani nell’Italia”. “Dobbiamo avere consapevolezza che questo Paese non è un Paese tra i tanti, ma ha le potenzialità per essere leader, non follower. Il mio quotidiano assillo è questo: restituire autostima all’Italia”, prosegue Renzi. “Ci sono molte cose che non vanno, certo. Chi le può negare? Ma se ce la mettiamo tutta, le cose possono cambiare e noi lo stiamo dimostrando”.

Liberato Ricciardi

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