giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Una Rosa per Roma: le idee di Forbice
Pubblicato il 26-05-2016


forbiceAldo Forbice, notissimo giornalista, proprio lui, quello di Zapping, che ogni sera ci accompagnava con le sue interviste e osservazioni e precisazioni, con quella voce inconfondibile e un po’ nasale, mentre eravamo in auto o casa nostra, si è trasformato in un politico? È proprio lui il candidato capolista di “Una rosa per Roma”, la lista civica laica e socialista, che con coraggio e lungimiranza è stata presentata a Roma piena zeppa di insegnanti, di medici, di imprenditori, di lavoratori, soprattutto di giovani e donne e addirittura di esponenti della comunità internazionale. Una bella lista e un bel simbolo, tratto addirittura, mi ricorda lo stesso Forbice, da un vecchio manifesto della gioventù socialista europea del 1903. Aldo Forbice si è gettato a pieno corpo nella mischia. A volte le elezioni trasformano le persone. Ricordo che un medico della provincia di Parma che riuscimmo a convincere a entrare in lista, e pareva controvoglia, lo trovai in piena campagna elettorale su un auto con gli altoparlanti montati da lui mentre girovagava per il collegio. Forbice, però, non è affatto un neofita della politica. Socialista, nella sua nativa Catania, lo diventa quando ha appena 16 anni e a scuola era intento già ad anticipare la sua futura carriera approntando giornalini e opuscoli. Non c’è un Forbice due. Un taglio di forbice nella sua vita, sempre ispirata agli ideali socialisti, in Sicilia, a Milano (dove è emigrato giovanissimo), a Roma, dove risiede ormai da quarant’anni. Così gli chiedo di illustrare, per chi ne conosce solo i successi radiofonici, la sua vita precedente:

Forbice: A soli 18 anni mi trasferisco a Milano e vengo assunto all’Avanti!, nella redazione economia e sindacato. Allora di redazioni il giornale ne aveva due, una a Roma e una a Milano e solo l’edizione di Milano vendeva oltre duecentomila copie. Era l’Avanti! di Nenni, Lombardi, Pieraccini. Erano i primi anni sessanta. Con me iniziò anche il giovassimo Ugo Intini. Il direttore dell‘edizione milanese era Carlo Bonetti, poi corrispondente della Rai da Parigi. Il mio punto di riferimento era Fidia Sassano, padre di Marco, già redattore de “L’Ordine nuovo” di Antonio Gramsci, poi passato al Psi.

Una rosa per Roma Lista PsiPoi ti trasferisci a Roma, dove lavori sempre come giornalista, ma per il movimento sindacale
Nella mia vita ho scritto per almeno trenta testate di quotidiani e settimanali, ma ho cominciato, dopo l’Avanti!, anche nei media del sindacato. A quei tempi segretario generale aggiunto della Cgil era il socialista Giovanni Mosca (in seguito diventato il vice di Francesco De Martino, segretario del Psi). Diventai il direttore responsabile dell’agenzia ufficiosa dalla Cgil, Adis. In seguito venni nominato anche capo dell’Ufficio stampa della confederazione e redattore del settimanale “Rassegna sindacale”. Dopo l’autunno caldo del 1969 la Rai decise di dar vita a una rubrica sulla condizione operaia, “Turno C”. Venni chiamato, insieme al capo ufficio stampa della Cisl, come curatore del programma. Realizzai numerose inchieste nelle fabbriche del Nord e del Mezzogiorno contribuendo anche, con le denunce e l’informazione capillare, all’approvazione dello “Statuto dei lavoratori che il ministro del Lavoro Giacomo Brodolini e il giurista del lavoro Gino Giugni stavano approntando. Dopo l’elezione di Giorgio Benvenuto a segretario generale della Uil, siamo nel 1977, lo stesso Benvenuto mi chiamò a dirigere il settimanale storico del suo sindacato “Lavoro italiano”. Dopo qualche anno progettai anche un nuovo strumento editoriale che diressi per quasi 15 anni. Si chiamava “Lavoro società”. Era un mensile rivolto al mondo culturale, con particolare riferimento alle università, centri di ricerca e poli economici e scientifici, nella prospettiva del progetto, ideato da Benvenuto, del sindacato dei cittadini. Nel frattempo continuavo a lavorare in televisione, realizzando reportage, inchieste, documentari. E non trascuravo la carta stampata (ero vice direttore di una rivista mensile di politica ed economia, “Adesso”, e scrivevo su l’Europeo, Critica Sociale, Mondoperaio e una serie di altre riviste politiche e culturali).

Lista Roma La conferenza stampa di presentazione della Lista

La conferenza stampa di presentazione della Lista

Come facevi a fare tante cose insieme?
Sono sempre stato superproduttivo, mi annoiavo se mi occupavo solo di una cosa. Mi piaceva diversificare. Non a caso ho scritto nella mia vita più di 60 libri di storia, economia, diritti umani, ambiente. Il mio primo saggio aveva questo titolo: “I socialisti e il sindacato”. In seguito ho scritto libri su Giacomo Brodolini, Bruno Buozzi, Ignazio Silone. Questo per limitarmi ai personaggi del movimento operaio e socialista. A Rai 2 (direttore Massimo Fichera) ero responsabile di un settimanale di seconda serata, “Primo Piano “. Realizzavo e coordinavo inchieste, interviste, anche sulla mafia e il terrorismo durante gli “anni di piombo”. In seguito venni nominato capo redattore del Tg 1, poi passai alla radio. Dovevo rimanerci solo dei mesi … E invece vi restai, come vice direttore del Giornale radio, e poi con Zapping, che durò dal 1994 per circa vent’anni con la mia direzione. Un programma di politica, che affrontava problemi sociali, culturali, con campagne umanitarie (contro la pena di morte, la tortura, la violenza sui minori e le donne,ecc.), con la partecipazione diretta dei radioascoltatori. Per alcune campagne (ad esempio quella per salvare la vita della giovane musulmana Safiyia, sono state superate cinque milioni di firme).

E oggi sei capolista di “Una rosa per Roma “. Cosa ti è venuto in mente…
Del mio impegno politico, sia pure filtrato dalla dimensione del giornalismo, ti ho detto. Ma c’è di più. C’è la voglia di fornire alcune idee per contribuire ad affrontare la grave crisi di Roma, che si chiama traffico, rifiuti, aria inquinata, patrimonio artistico e culturale da tutelare, anche per venire incontro al turismo culturale internazionale che, da qualche anno, preferisce a Roma Parigi, Londra, Madrid e Berlino. In passato ho rifiutato due offerte di candidatura per il Parlamento perché preferivo continuare a fare il giornalista. Ma qualche settimana fa non me la sono sentita di dire di “no” a Riccardo Nencini quando mi ha prospettato il ruolo di capolista di “Una rosa per Roma”, l’unica lista veramente laica, riformista, aperta, libertaria nello scenario delle liste di queste amministrative . Con questa lista i socialisti possono ora tornare a votare socialista, Sono anche contento di correre per Roberto Giachetti sindaco, che è un radicale senza una storia di comunista.

Qual è la proposta prioritaria della tua lista, quella che vorresti pubblicizzare se avessi solo un minuto di tempo?
Noi ci presentiamo con questo simbolo al Comune di Roma e in due municipi, quello numero 1, cioè del centro storico, e quello numero 14, della zona di Trionfale-Monte Mario. Ma abbiamo una proposta per tutti i municipi, che vorremmo trasformare in Comuni urbani, nell’ambito della Città metropolitana. Con tanto di bilancio e di risorse finanziarie autonome. Roma è una città immensa. È stata calcolata la sua intera superficie: circa 1285 chilometri quadrati, l’equivalente di Napoli, Torino, Milano e Palermo messe insieme. Solo un decentramento vero, cioè con i Comuni Urbani, si potrà realizzare un autentico decentramento. Pensate che solo il Municipio 1 (cioè il centro storico) conta oltre 200mila abitanti, tanto come una città come Verona. Poi non vorrei dimenticare altre tre questioni. Innanzitutto quella relativa alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico (salvaguardando anche le librerie storiche, le botteghe d’arte, i laboratori di artigianato, gli studi degli artisti). Roma in questo è la capitale del mondo, eppure siamo in ritardo, sicuramente veniamo sorpassati, per investimenti e interventi specifici, da Parigi e Londra. Poi uno sguardo alla mobilità. Come non accorgersi che il traffico a Roma è un’emergenza? E noi vogliamo affrontare la questione in tempi brevi. In prospettiva rimane l’obiettivo di dotare la città di nuove linee metropolitane e il potenziamento di quelle esistenti. È noto però che per le metropolitane sono necessarie ingenti risorse finanziarie e tempi molto lunghi. Allora forse è necessario concentrarsi nei tempi brevi sul potenziamento degli attuali mezzi pubblici (costruendo nuove linee tranviarie e filoviarie) e disincentivando l’uso dei mezzi privati, promuovendo l’uso dei mezzi ecologici (taxi solo elettrici, percorsi protetti per le bici) e recuperando l’evasione (attualmente di almeno cento milioni di euro l’anno, anche col ricorso alla figura dell’autista-bigliettaio, così come esiste in tutte le capitali europee). Infine, proponiamo la valorizzazione del volontariato e della partecipazione dei cittadini alla gestione dei servizi pubblici. Di un unica cosa sono sicuro. Senza la partecipazione dei cittadini romani e il loro pieno coinvolgimento, senza la collaborazione attiva dei romani, i problemi di Roma non sono risolvibili. Noi ci crediamo. D’altronde siamo una lista civica, una lista di cittadini…


La Lista Una Rosa per Roma

 Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Bravissimo Mauro per avere condotto Aldo Forbice ad offrire il suo contributo sull’Avanti.
    Dopo averlo apprezzato assieme a tantissimi italiani nel suo Zapping, ora, che da questo vostro dialogo vengo a conoscenza del suo percorso professionale e di impegno civico, risalta ancora maggiormente il suo valore di spirito libero e privo di faziosità che esprimeva nel suo colloquio con i radioascoltatori. Che differenza con il servilismo e il conformismo degli attuali professionisti della RAI !!!
    Carissimo Aldo: anche i romani hanno bisogno di servitori del bene pubblico come te. Ci auguriamo tutti (anche chi non si dichiara socialista) per un tuo successo nel voto per Roma.
    Je suis socialiste

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