giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Una rosa per Roma”
Pubblicato il 10-05-2016


Ce l’abbiamo fatta. Le firme per la lista sono state regolarmente raccolte, anche se con molte difficoltà: la lista civica, socialista e laica, “Una rosa per Roma”, è stata presentata. Non abbiamo fatto la fine di quella di Stefano Fassina. Ma siamo convinti che in questo caso non vi sia stato alcun complotto, come qualcuno ha denunciato, senza alcuna prova, né da parte del Pd o del M5Stelle, né da parte di altre forze politiche. Semplicemente, per trascuratezza e cattiva organizzazione, non sono state rispettate le regole formali (forse troppo burocratiche) nella presentazione degli elenchi delle firme. Non è ancora chiaro come siano andate esattamente le cose e comunque speriamo che il ricorso presentato al Tar possa avere un esito positivo.
La lista “La R. per R.” è stata fin’ora accolta bene dai media e dall’opinione pubblica, almeno in quei settori dove comincia ad essere conosciuta. La curiosità è grande, l’interesse per “il ritorno dei socialisti” nelle competizioni elettorali, sia pure con le liste civiche, è molto vivo. Perché la rosa? È una domanda che in molti ci hanno fatto, soprattutto coloro che conoscono poco la storia del partito socialista. E ci sembra inutile richiamare alla memoria la grande vittoria socialista in Francia, ai tempi del presidente Francois Mitterand, inutile ricordare che, prima del garofano (un altro simbolo glorioso), la rosa multicolore è stata sempre rappresentata nelle battaglie civili e libertarie del movimento socialista internazionale.
Nel salone delle riunioni della direzione socialista vi è un grande manifesto dei giovani socialisti che documenta in modo inconfutabile la storicità socialista del fiore “politico”: una rosa cubista. La data riprodotta con grande evidenza è quella del 1903, oltre un secolo fa. Si tratta della stessa rosa ora riprodotta nella lista civica per Roma.
La “Rosa “condivide pienamente il programma elettorale di Roberto Giachetti, ma abbiamo voluto contribuirvi elaborando alcune idee e proposte per cambiare profondamente l’amministrazione del Campidoglio e dei Municipi. Ci soffermiamo adesso solo su due, dei dieci punti, elaborati da “Una rosa per Roma”, su cui ci farebbe piacere ricevere contributi di riflessioni e proposte.
Innanzitutto la riforma degli assetti amministrativi, su cui ha fatto riferimento anche Giachetti. “Non si può – egli ha detto in una intervista – conoscere ogni angolo di una città di 1285 chilometri quadrati (equivalente a quella di Napoli, Torino, Milano e Palermo messe insieme)”. È necessario dunque il pieno decentramento amministrativo, trasformando gli attuali (e in buona parte inutili) municipi in Comuni Urbani, con autonomia di bilancio ,proprie risorse finanziarie e personalità giuridica. Ad esempio, il Municipio 1 (centro storico) ha una popolazione di oltre 200 mila abitanti, altri Municipi superano le 400 mila persone, mentre molti comuni della ex provincia hanno poche migliaia di abitanti, ma partecipano all’amministrazione di Roma Metropolitana. Perché anche i Comuni Urbani non dovrebbero essere attivamente coinvolti nell’amministrazione del territorio metropolitano e della gestione delle risorse previste dalla nuova legge speciale per Roma Capitale?
L’altro punto riguarda i beni culturali e ambientali. È noto che Roma continua a perdere colpi nel turismo culturale internazionale: nel 2014 gli arrivi di turisti sono stati 13,3 milioni, contro i 22,4 di Parigi e i 17,6 di Londra. C’è da aggiungere che la permanenza media dei turisti è la più bassa d’Europa (tre giorni). Il 90 % dei visitatori si concentra in soli cinque luoghi (con il Colosseo e i Fori, che da soli coinvolgono oltre 6 milioni di turisti). Il restante 10% risulta spalmato sugli altri 65 siti artistici e culturali. Se poi aggiungiamo i Musei vaticani e la Cappella Sistina, il dato risulta ancora più preoccupante: il 97 per cento dei turisti nella capitale visita appena 6 siti su 70. Da qui la necessità di una strategia che favorisca una migliore conoscenza dei nostri beni artistici e culturali, favorendone, con strumenti idonei (anche tecnologici), il “consumo turistico”. In questo disegno la nostra lista civica propone la tutela delle botteghe storiche e dei laboratori artigiani, delle antiche librerie, delle gallerie d’arte, degli studi dei pittori e degli scultori. Si potrebbe intervenire con misure di sostegno (contributi per gli affitti, defiscalizzazione ecc.) per sostenere tutte quelle attività di rilievo culturale e di interesse pubblico che rischiano di essere definitivamente cancellate e sostituite da bar, negozi di abbigliamento, trattorie e mini market. Delle altre proposte avremo modo di parlarne nelle prossime puntate.

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Aldo tanti socialisti viviamo il altre località italiane però molti abbiamo parenti ed amici residenti a Roma.Potremo contattarli conoscendo i nominativi di lista.Ti prego di pubblicare nei tuoi prossimi interventi una rosa di compagni fedeli iscritti al PSI della Federazione di Roma capitale e città metropolitana.Ti abbraccio. Manfredi

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