venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IL TRAGUARDO
Pubblicato il 11-05-2016


unioni civiliSembrava una battaglia senza fine, ma alla fine il Governo ha incassato la fiducia ed è riuscito a dare al Paese una legge sulle coppie di fatto. La Camera ha confermato la fiducia al governo sul ddl sulle unioni civili con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. L’Aula ora passerà ad esaminare i 39 ordini del giorno a cui seguiranno le dichiarazioni di voto sul ddl. La votazione finale sul testo, per il via libera definitivo del parlamento alla legge già approvata dal Senato, dovrebbe arrivare tra le 18 e le 19 di oggi. Esulta l’Esecutivo, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha scritto: “È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi”.”Lo facciamo mettendo la fiducia – ha spiegato Renzi – perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti. Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto”, conclude Renzi. “Con l’approvazione di questa legge ci mettiamo finalmente al passo con una parte dell’Europa, con quei Paesi che hanno una legge sulle unioni civili. Si tratta però di un primo passo non di una vittoria”. Lo ha detto Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera, nel corso della dichiarazione di voto. “Noi socialisti avremmo voluto non solo la stepchild adoption, che rappresenta già un compromesso al ribasso, ma la piena possibilità adozione per le coppie etero e omo. Abbiamo presentato degli emendamenti in tal senso e una proposta di legge, sia alla Camera che al Senato che mi auguro venga discussa al più presto”.
“L’Italia – ha commentato su Twitter il segretario del PSI, Riccardo Nencini – ha la legge sulle unioni civili. Da oggi l’Italia è più libera”.

In questi ultimi due anni non sono mancati i malumori dagli stessi promotori della legge, molti dei quali hanno definito questa legge “tronca” per molti aspetti. “Non è una buona legge, perché poteva essere più precisa nell’individuare un profilo autonomo rispetto al matrimonio”. Afferma Lorenza Violini, ordinario di diritto costituzionale all’Università statale di Milano, facendo riferimento alla sentenza della Corte costituzionale n.138 del 2010, in cui si puntualizzava la differenza tra matrimonio e altre forme di unione.
“È un primo passo importante, storico, dopo 30 anni nei quali il Parlamento aveva solo rimandato, frenato, eluso”: Afferma la stessa relatrice del ddl, la senatrice pd Monica Cirinnà, che anche se ha manifestato grande soddisfazione ha ribadito: “Anche se resta quel ‘buco nel cuore’: l’assenza del riconoscimento della genitorialità e dei bambini delle famiglie arcobaleno”, dice la senatrice in un’intervista all’Unità. “So, però, che questo è solo il primo passo per far diventare l’Italia civile e per metterla al passo con l’Europa, e che dobbiamo comunque andare avanti sul riconoscimento della genitorialità e arrivare al matrimonio egualitario”, afferma la Cirinnà, vittima di molte polemiche e attacchi per via del suo impegno a favore di questa legge. “Il testo originario – spiega il Vice Presidente del Consiglio, Angelino Alfano poco prima del voto – prevedeva le adozioni per le coppie omosessuali, quello che voteremo oggi le esclude categoricamente, così come esclude la possibilità della stepchild adoption, l’adozione del figlio biologico del partner, né si parla di riconoscimento di quella pratica schiavista che è l’utero in affitto. Di tutto questo i tribunali, che finora hanno deliberato in assenza di una norma, dovranno obbligatoriamente tenere conto, perché ora una legge in materia c’è ed è chiara e non interpretabile creativamente”.
Il Guardasigilli Andrea Orlando ha invece risposto alle critiche dei vescovi, a margine del suo incontro con il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini: “Ho grandissimo rispetto per la Cei, ma ritengo che questa scelta sia necessaria e forse un po’ tardiva rispetto non solo a ciò che nella società si è sviluppato e ai diritti che attendono un riconoscimento” e anche “rispetto al fatto che da diversi anni la corte di Strasburgo ci segnala che ci sono cittadini che non hanno avuto un riconoscimento dei diritti. Questa legge arriva anche per dare una risposta a questo vuoto che segnava negativamente il nostro ordinamento”, ha concluso.
Non potevano infatti mancare le critiche della Chiesa che più di una volta era intervenuta contro il riconoscimento delle coppie di fatto, anche ieri, dopo l’annuncio del Governo di porre la fiducia sul ddl la Cei si era indispettita. “Il governo ha le sue logiche, le sue esigenze – aveva detto monsignor Nunzio Galantino – probabilmente avrà anche le sue ragioni, ma il voto di fiducia, non solo per questo governo ma anche per quelli passati, spesso rappresenta una sconfitta per tutti”.
Se molti parlamentari dell’area cattolica e centrista hanno “giustificato” il loro voto favorevole, sottolineando come in realtà persista in questa legge una notevole differenza tra il matrimonio e l’unione, restano sul piede di guerra i più intransigenti contro il riconoscimento delle coppie omosessuali. I parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, terranno una conferenza stampa per presentare iniziative per l’indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili. In una nota poi i parlamentari di Area popolare Maurizio Sacconi e Alessandro Pagano affermano: “Sappiamo tutti peraltro quanto sarebbe stato facile il voto unanime su un testo non ideologico, relativo ai diritti di mutuo soccorso materiale e morale tra conviventi. Per questo insistiamo a chiedere al Presidente della Repubblica di essere garante della coesione nazionale attraverso il rinvio alle Camere del ddl Cirinnà in relazione ai molti profili di incostituzionalità quali sono stati rilevati anche da una parte consistente della comunità dei giuristi. Fermiamo questo treno in corsa verso la disgregazione dell’Italia”.
Sullo stesso fronte la portavoce del Psi, Maria Pisani, ha risposto al Segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha invitato i sindaci della lega a ‘disobbedire’ a seguito dell’approvazione della legge sulle unioni civili: “È gravissimo incitare un amministratore pubblico alla disobbedienza. L’ennesimo  atto eversivo di Salvini & Co. Che piaccia o no le leggi vanno rispettate, a cominciare da quelle  che aspettavamo da tempo e che finalmente questo Governo ha reso possibili”.

La legge ‘regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze’. Alcuni punti più importanti:

– Le coppie di fatto etero potranno stipulare contratti di convivenza davanti a un notaio
– Le coppie dello stesso sesso potranno ufficializzare la loro unione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni e utilizzare un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi.
– Basterà manifestare, anche disgiuntamente, la volontà di separarsi davanti all’ufficiale di stato civile.
– Eliminato l’obbligo di fedeltà (il quale resta nel matrimonio), resta l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.
– In caso di morte il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa casa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa casa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.
– In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.
– Si applica il codice civile sul regime patrimoniale della famiglia e la comunione dei beni. Si regolano i diritti successori e le norme sulla reversibilità.
– Stralciato l’articolo 5 sulla stepchild adoption, ossia l’adozione del figlio del partner all’interno delle coppie omosessuali. Ma è stato inserito un comma che precisa che ‘resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti’ in modo da non impedire il pronunciamento dei giudici sui casi di adozioni per le coppie gay.

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Commenti all'articolo
  1. Nel tempo si valuteranno i risvolti sociali di questo “traguardo”. Se si tratta di diritti da mettere sulla carta come tanti altri in Italia posso passarci sopra, ma nessuno mi venga a dire che sono diritti coperti e tutelati dalla legge…i diritti costano e qui con i tagli che abbiamo fatto fino ad oggi non copriamo più i diritti primari…

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