venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Venezuela. Crisi, proteste
e stato di emergenza
Pubblicato il 16-05-2016


venezuelaIl Venezuela è ormai sull’orlo del baratro, non si ferma la crisi arrivata ormai al punto più alto, nonostante le misure attuate da Presidente Maduro che riguardano però un’ulteriore proroga dello ‘stato di emergenza economica’ di 60 giorni, unita a una nuova direttiva all’esercito: occupare le fabbriche che sono paralizzate a causa della crisi e di mandare in carcere gli imprenditori che “stanno boicottando il paese”. Di fronte ad una crisi economica che ha messo in ginocchio la popolazione, il presidente Maduro non sa come invertire la rotta, ma non vuole lasciare a nessun costo il timone della nave che sta palesemente affondando. Il Paese infatti vive una vera e propria depressione economica, con un Pil in caduta libera (-5,7% nel 2015), un’inflazione al 700 per cento.
Il crollo dei prezzi del petrolio è la prima causa della crisi in corso e dell’impossibilità di procedere con la produzione e la distribuzione di beni e servizi. Il greggio è stato infatti la pietra angolare dell’economia del Venezuela e la fonte principale di sussistenza e di finanziamento per il Paese che ora si trova però a dover fronteggiare la carenza cronica di beni, medicine ed energia, il governo ha infatti annunciato un programma di risparmio che prevede black-out e interruzioni di corrente per almeno 40 giorni. L’economia del Venezuela ha subìto una contrazione del 5,7% nel 2015 e si prevde ulteriore -8% quest’anno, secondo il Fondo monetario internazionale.
Cresce il mercato nero e il malcontento popolare che è sfociato in alcune proteste in piazza nel week end fermate dalla polizia. Maduro ha risposto prendendo parte ieri in una piazza di Caracas ad una manifestazione organizzata dal ‘chavismo’, nella quale si è tra l’altro riferito alla necessità di “radicalizzare la rivoluzione” in campo economico. Maduro si è anche rivolto alle forze armate, alle quali ha ordinato di essere pronte ad “esercitazioni militari”, sottolineando la necessità di prepararsi a “qualsiasi scenario” di fronte alle “minacce di intervento” nel paese.

Redazione Avanti!

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