domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Anticipo pensione, rischi collaterali e “collateralizzazione”
Pubblicato il 20-06-2016


L’evoluzione del capitalismo globale finanziarizzato, soprattutto dopo la crisi del 2008 generata dal crack della Lehmann Brothers, ha assunto le caratteristiche della “collateralizzazione”, in cui l’erogazione del credito avviene con la garanzia di titoli e strumenti finanziari cosiddetti “derivati”, segnati da notevole alea e in alcuni casi definiti “tossici”, in quanto di scarsa esigibilità.
E la collateralizzazione sembra segnare la proposta del governo in materia previdenziale, che ha espresso il diniego a modificare la “Legge-Fornero”, oggetto di confronto con i sindacati invero ansiosi di tornare a sedersi a Palazzo Chigi, in cui l’Ape, l’anticipo pensionistico ipotizzato dal governo, permetterebbe l’uscita anticipata dal lavoro attraverso un meccanismo di prestito da parte delle banche, che erogherebbero l’importo finanziario della pensione netta per gli anni che mancano a raggiungere il limite della “Fornero”, con una conseguente trattenuta sui trattamenti previdenziali per pagare la rata di ammortamento del prestito di 20 anni, coperture assicurative e detrazioni fiscali sulla parte del capitale anticipato “per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela”. Ovviamente sarebbero le pensioni lo strumento di garanzia, con una vera e propria “collateralizzazione” e una lesione ad un principio costituzionale rigido e precettivo, qual è quello della natura pubblica della previdenza obbligatoria e della sua funzione sociale, a mente dell’art. 38 della nostra Carta fondamentale, il cui secondo comma secondo la migliore dottrina giuslavoristica prescrive un nesso tra Costituzione e obbligo statale alla sicurezza sociale.
In questa prospettiva, il governo potrebbe prospettare una diversa soluzione, in cui a garanzia del debito per anticipare l’uscita dal lavoro si pone il notevole patrimonio immobiliare dell’Inps, dalla cui gestione stralciare la remunerazione dell’attività creditizia svolta dalle banche, con tassi di nel limite, di quelli del Quantitative Easing, con cui la Bce eroga liquidità agli istituti di credito europei, acquistando i titoli di Stato da essi detenuti.

Maurizio Ballistreri

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