lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Anticipo pensioni. Incontro governo sindacati
Pubblicato il 15-06-2016


Pensioni-InpsIl governo si è incontrato con i sindacati. Sul tavolo la proposta dell’esecutivo sulla flessibilità in uscita: la possibilità di andare in pensione in anticipo con qualche penalizzazione. La proposta di Anticipo pensionistico (Ape) riguarda i nati fra il ’51 e il ’55, quindi coloro a cui mancano al massimo tre anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia. In pratica, l’opzione per la flessibilità in uscita sarà esercitabile da lavoratori con almeno 63 anni e 7 mesi (62 anni e 7 mesi per le donne del settore privato) a partire dal 1 gennaio 2017.

Nella proposta del governo si prevede che i contributi mancanti possono essere anticipati con un prestito che dovrà essere poi restituito mediante una rateizzazione che potrà essere diluita nel tempo. Fino a 20 anni. Per l’operazione è previste una copertura assicurativa e, “per alcune fasce di cittadini che necessitano di tutela”, una detrazione fiscale sulla quota di capitale che verrà anticipato. Il costo sarà invece diverso per chi perde il lavoro prima di ottenere i requisiti minimi per l’accesso alla pensione e per chi decide di abbandonare l’impiego. L’Inps gestirà il rapporto tra banche e lavoratori.

Tale proposta per la flessibilità lavorativa in uscita, è stata sottoposta all’analisi dei Sindacati, durante un incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Stefano Nannicini e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. Secondo Nannicini, “l’anticipo Pensionistico è uno schema di intervento strutturale. Si parte con una fase sperimentale delle generazioni ’51-’55”. “La rata del prestito pensionistico per chi dovesse anticipare volontariamente l’uscita dal lavoro di 3 anni rispetto all’età di vecchiaia potrebbe arrivare al 15% della pensione per i vent’anni nei quali si ripaga il prestito”. Il sottosegretario ha poi annunciato che “naturalmente la penalizzazione sulla pensione sarà molto più bassa per chi ha perso il lavoro”. Secondo Nannicini “la cosa importante è permettere la libertà di scelta alle persone”. “Il problema dell’uscita flessibile è molto importante in Italia, il fatto che si discuta in modo approfondito è positivo. Noi daremo tutto il nostro contributo per sostenere questa misura quando andrà in vigore”.

Il Presidente dell’Inps Tito Boeri ha invece affermato che “l’importante è permettere la libertà di scelta”. Critico il M5s. Per Luigi Di Maio siamo davanti a “uno dei tanti annunci di Matteo Renzi”. Secondo i deputati pentasellati è una follia chiedere a un 65enne di indebitarsi per andare in pensione. Siamo di fronte al solito regalo alle banche travestito da artificio finanziario in nome della flessibilità”, si legge nella nota congiunta dei deputati 5 Stelle. “E’ assurdo chiedere una cosa del genere a chi ha 40 anni di contributi e magari ha svolto lavori usuranti”.

Critiche anche dai deputati di Possibile, Civati, Maestri, Brignone, Pastorino, Matarrelli e l’eurodeputata Elly Schlein. Una operazione che, secondo loro, si trasforma in un bell’affarone per Banche, assicurazioni e istituti finanziari che gestiranno il tutto, con tassi di interesse vantaggiosissimi e a rischio quasi zero.

Alessandro Nardelli

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