sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Antonio Venturino
Prove generali
per una “spaghetti Brexit”?
Pubblicato il 20-06-2016


Al netto di tutte le valutazioni ed analisi politiche che si stanno susseguendo sui vari canali televisivi e social network, il dato sul quale vale veramente la pena di soffermarsi è quello relativo all’astensionismo, in questa tornata ulteriormente aumentato.
Credo che sia chiaro a tutti i compagni socialisti e non, che diventa non più prorogabile un progetto serio di ristrutturazione del centrosinistra che non può più identificarsi con un Pd troppo lacerato da correnti (per usare un eufemismo) che hanno prodotto un separazione da un corpo elettorale che decide appunto di non recarsi più alle urne.
Questo da una parte. Dall’altra l’affermazione di un Movimento 5 stelle che con largo anticipo, utilizzando il web, intuendone le potenzialità, riesce meglio ad attecchire su un malcontento diffuso, grazie anche ad un continuo bombardamento che produce una sorta di brain washing!
Preoccupante però risulta la ormai evidente convergenza tra 5 stelle da un lato e destra dall’altro. Sottolineo destra e non centro destra come si vuol fare credere da una stampa che troppo velocemente scende da un carro per salire su un altro!
Non credo infatti che l’elettorato moderato abbia votato un movimento/partito che in Europa fa l’occhiolino a Farage ed in Italia prende i voti della Meloni e di un certo Salvini.
Mi chiedo a questo punto quanto tempo dovrà passare prima di avere un caso Cox anche in Italia.
Dobbiamo prepararci dunque ad una “spaghetti Brexit”?
Se non vogliamo arrivare a vivere le stesse tensioni che stanno travagliando in questi giorni il Regno Unito, e con esso tutta l’Europa, invito i compagni che in questi giorni si sono scatenati in analisi irrazionali ed accuse ingiustificate al limite dell’offesa personale a fare una pacata e seria riflessione. Un appello da parte mia a tutti i compagni per unirci attorno un pensiero comune di rilancio di quei valori fondanti del pensiero socialista, democratico, riformista.
Insomma non ridimensionare al voto locale segnali di una tendenza che ci riporterebbe a scenari precedenti la seconda guerra mondiale.

Antonio Venturino

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