mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Attentato di Istanbul:
da Ankara accuse a Berlino
Pubblicato il 09-06-2016


Erdogan-terrorismoBerlino, 9 -La polemica fra Turchia e Germania, nata in seguito al riconoscimento da parte del parlamento tedesco del genocidio Armeno, raggiunge un nuovo picco e si lega all’attentato di Vezneciler, nel centro di Istanbul, in cui il 7 giugno hanno perso la vita 11 poliziotti.

Il giornale gratuito Günes, il decimo per diffusione nel Paese, sostiene che la Germania sia responsabile dell’attentato compiuto da “uno stato caduto nel panico” per via della dura reazione turca alla risoluzione del Bundestag. Sempre secondo il quotidiano, la Germania avrebbe ordinato “come vecchia consuetudine, ad un’organizzazione terroristica, che usa come sua marionetta, di eseguire il sanguinario massacro di Istanbul”, ovvero il PKK, il partito indipendentista curdo contro cui punta il dito anche Erdoğan.  “Così la pensa la Turchia”, chiude Günes.

Non è la prima volta dall’inizio della crisi diplomatica che media, come il popolare giornale, vicini al governo di Ankara associano il parlamento tedesco, ed in particolare i parlamentari di origine turca, al PKK. Si tratta di una mossa tesa di descrivere un Paese ed un governo sotto il costante attacco dei “nemici della Turchia” allo scopo di consolidare il consenso attorno al presidente Erdoğan. All’interno di questa strategia rientrano anche le dichiarazioni – deliranti – del ministro degli esteri Cavusoglu, per il quale i media tedeschi sono manovrati da gruppi anti-Erdoğan ed anti-turchi come dimostra, sottolinea il ministro, il fatto che “tutti i giornali tedeschi, sia di sinistra che di destra, pubblichino articoli uguali contro la Turchia ed il suo presidente”.

Da parte sua, intanto, Erdoğan continua nei suoi attacchi contro la Germania ribadendo come chi ha votato la risoluzione per il riconoscimento del Genocidio Armeno non siano rappresentati del popolo tedesco, bensì solamente traditori di quello turco. Contro di loro ed il loro Paese, sostiene sempre l’ufficio del Presidente, arriveranno presto provvedimenti politici ovvero, per il giornale turco Sözcü,  tre denunce contro gli undici parlamentari tedeschi d’origini turche, due dai sindacati di Polizia e uno da un’associazioni di giuristi. Sotto mira nuovamente saranno il leader dei Verdi, Cem Özdemir, ed il responsabile governativo per Migranti, Profughi e l’Integrazione, Aydan Özuguz della SPD, i due politici turco-tedeschi più di spicco del parlamento.

Da Berlino risponde il presidente del Bundestag, il cristiano-democratico Lammert, che bolla come assurde insinuazioni non proprie di una democrazia il sostenere l’esistenza di possibili legami fra i parlamentari tedeschi e gruppi terroristici; allo stesso modo è assurdo che nel ventunesimo secolo si possano legare la politica ad accuse sulla purezza del sangue turco come fatto dal governo di Ankara nei confronti dei parlamentari turco-tedeschi. Anche Bruxelles si schiera con Berlino; il presidente del parlamento europeo, il social-democratico Schulz, ha recentemente dichiarato come le dichiarazioni di Erdogan “non saranno scevre di conseguenze internazionali a danno della Turchia”.

Quali queste saranno e che effetti avranno sull’Europa stessa considerando l’importanza della Turchia nel quadro del controllo degli arrivi dei profughi nell’Unione, lo sapremo presto, nel frattempo abbiamo assistito all’ennesimo atto nella prolungata svolta autoritaria e personalistica della presidenza turca.

Simone Bonzano

Simone Bonzano

Nato a Genova, ligure trapiantato prima a Torino e poi a Berlino, dove scrivo di cronaca cittadina e, per Avanti, dei fatti della politica tedesca.

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