mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ballottaggi, Nencini: “Fronte comune tra Lega e M5S”
Pubblicato il 13-06-2016


Comunali BallottaggioTra una settimana si voterà per i ballottaggi. Un appuntamento che appassiona poco il presidente del Consiglio che lo ritiene poco indicativo sullo stato di salute del governo e quindi irrilevante per la legislatura. In realtà non si tratta di un voto qualsiasi. Il carico politico che viene dato dalle opposizioni è forte.  “L’elettorato del Movimento Cinque Stelle e della Lega – ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini ospite della trasmissione ‘Agorà’, rispondendo a Gianluca Pini, deputato della Lega Nord, che avrebbe ammesso l’esistenza di un fronte comune tra Lega e M5S – non hanno solo una forma di compatibilità pubblica comune. Da oggi è pubblico: si incontrano ufficialmente per accordarsi nei ballottaggi di domenica prossima”. “C’è solo una posizione ‘contro’ che non si lega ad un’idea condivisa di governo dell’Italia” – ha aggiunto. “Contro Matteo Renzi e contro il Governo. La volontà di grillini e leghisti è quella di andare alle elezioni anticipate nel 2017”.

Il vice ministro delle infrastrutture e trasporti ha poi specificato: “Esiste un fronte populista molto largo formato dalla Lega fino alla Meloni al fine di formare un governo di transizione – immagino con una sorta di ‘governo balneare’ sostenuto da una maggioranza diversa – che approverà un sistema elettorale e istituzionale diverso da quello attuale e una Legge di Stabilità da discutere, da presentare ed approvare entro fine anno”. Per Nencini, “la Repubblica Italiana andrebbe incontro ad un caos politico-istituzionale terribile se prevalessero i ‘no’ anziché i ‘sì’” – ha concluso riferendosi al Referendum del prossimo autunno. Parlando del ballottaggio di Milano Nencini ha aggiunto che “i socialisti sosterranno nel ballottaggio il candidato della sinistra riformista milanese Sala, in continuità con una lunga tradizione di buongoverno della città e per evitare che una delle grandi capitali europee cada nelle mani di una coalizione che nella Lega di Salvini vede uno dei suoi protagonisti”. “Senza Milano – ha concluso – l’Europa sarebbe più povera. Senza respiro europeo e con assessori leghisti nei posti chiave, Milano subirebbe una pesante penalizzazione”

Sulle elezione comunali è intervenuto anche Federico Parea, della segreteria nazionale del Psi. “È una decisione giusta e naturale, non c’è nulla di più vicino alla sensibilità dei socialisti dello slogan elettorale di Sala in base al quale nessuno, nella sua Milano, debba essere lasciato indietro”. “Decisione giusta – ha proseguito Parea, tra i primi a sostenere la candidatura del manager Expo – perché la proposta di Sala è condita di ideali comuni, ottime ragioni e programmi condivisibili in grandissima parte. Naturale perché solo chi non avesse a cuore il futuro di Milano potrebbe considerare, anche solo lontanamente, la possibilità di una riedizione del centrodestra anni ’90, con Albertini, De Corato, Salvini, Gelmini etc, che l’affermazione di Parisi nei fatti produrrebbe. Salvo che qualcuno, ovviamente, non intenda sposare la linea del tanto peggio tanto meglio. Ma costoro – ha concluso Parea – abbiano almeno il pudore di non farlo in nome della tradizione socialista e riformista”.

Il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda è tornato a parlare di legge elettorale. Forse preoccupato dai sondaggi e a una sistema a doppio turno che potrebbe avvantaggiare il Movimento 5 Stelle. La linea del Pd sarà più chiara solamente dopo il referendum e i ballottai. Fatto sta che Zanda in un’intervista a Repubblica, ha sostenuto che avrebbe preferito che la designazione dei parlamentari avvenisse attraverso i collegi uninominali a un turno come nel Mattarellum, o a due turni, come nel sistema francese. “Diteci – ha affermato – con quale maggioranza parlamentare cambiare l’Italicum e ne parliamo. L’Italicum è il frutto del compromesso migliore”. Zanda ha poi aggiunto: “Io non ho mai chiuso e non chiudo a modifiche migliorative ma chiedo a chi le propone di indicare le forze parlamentari con cui possono essere approvate”.

Ginevra Matiz

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