sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ballottaggi
Pubblicato il 18-06-2016


Si decide in ventiquattr’ore la sorte dei più grandi comuni italiani, ma si misura nel contempo il livello di gradimento del governo Renzi. E’ insito nella natura dei ballotaggi lo scontro politico. Che contempla anche il voto contro. Si sceglie cioè non tanto il candidato ideale, quello cui volentieri affideresti la guida della tua città, ma quello giudicato il meno peggio. In questa valutazione ha un peso l’orientamento su chi si vuol fare perdere e perchè. Fu così a Bologna nel 1999 quando gli elettori vollero punire un partito per troppi anni al potere e ne ebbero concreta possibilità proprio grazie a un ballotaggio esercitato per la prima volta.

Renzi ha adottato la tattica del cambio di tema. Una volta, in un linguaggio sessantottesco, quando in assemblea si doveva intervenire per controbattere alle tesi di un avversario si diceva: “Il discorso è un altro”. Renzi ha gettato sul tavolo il referendum di ottobre in piena campagna elettorale per le amministrative. Sapeva dei pericoli che correva politicizzando troppo il voto di Roma, di Napoli, ma anche quello di Milano e ha anticipato l’assicurazione secondo la quale in fatto di sconfitta non si dimetterà. Per essere credibile ha però dovuto politicizzare, fin troppo, il voto referendario e scommetterci il governo.

Il discorso, oggi, non è però un altro. Perdere a Napoli è già scontato, anche a Roma la vittoria appare poco più di un miraggio. Il pareggio al primo turno a Milano non era però prevedibile e il ballotaggio apre scenari preoccupanti. Che poi anche a Torino e Bologna i risultati producano qualche brivido la dice lunga sullo stato di salute tutt’altro che esaltante del Pd. Se Renzi riuscirà a perdere, dopo Napoli, soltanto a Roma, potrà dirsi soddisfatto e tranquillamente (per modo di dire) continuare la sua navigazione. Altrimenti i giochi, nel Pd e nel governo, si riapriranno. Il discorso non è un altro. E’ solo questo.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento