domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

BISOGNA SCEGLIERE
Pubblicato il 06-06-2016


Elezioni amministrative seggioNelle città più importanti interessate dal voto di ieri, sarà il ballottaggio (tra due settimane) a decretare il vincitore. Roma, Milano, Napoli, Torino e altre grandi città dovranno aspettare il 19 giugno. Intanto i risultati, in attesa di analizzare nel dettaglio lista per lista i risultati in termini di voti e non di percentuali, segnalano il successo dei pentastellati nella Capitale, qualche difficoltà per il Pd, il partito che regge l’attuale coalizione di governo e la divisione nel centrodestra, con Forza Italia che a Milano però doppia la Lega Nord. Indicano anche il consolidarsi di un tripolarismo che si era già affacciato alle politiche del 2013 e che ora si sta dispiegando anche nei turni amministrativi.

Complessivamente ieri sono andati al voto oltre 1.300 Comuni. L’affluenza è stata del 62,14%, un dato inferiore di oltre il 5% alle precedenti elezioni con l’eccezione di Roma dove invece l’affluenza è cresciuta di quasi 4 punti e mezzo.

In una conferenza stampa di questa mattina il presidente del Consiglio e segretario nazionale del Partito democratico Matteo Renzi soi è detto ‘non contento’ del risultato del voto di ieri soprattutto se messo in relazione al voto in alcune grandi città, ma soddisfatto in generale per il risultato complessivo nella stragrande parte dei Comuni; non c’è un giudizio nazionale uniforme insomma e comunque, ha voluto sottolineare, non si tratta di un campanello d’allarme per il referendum costituzionale di ottobre. “Noi del Pd abituati a vincerle tutte o molte (le elezioni locali), oggi non siamo tra coloro che dicono ‘abbiamo vinto’”, ha detto Renzi nel corso della conferenza stampa alla sede del Pd, aggiungendo che comunque “è un dato molto difficile da commentare a livello nazionale, i numeri lo dimostrano”. “Sono partite profondamente diverse. La questione del referendum costituzionale impatterà molto fortemente sull’azione del governo”, ha detto ancora Renzi, escludendo anche che abbia pesato il voto di protesta a livello nazionale, ma solo in alcuni casi specifici, come a Roma, dove si votava anticipatamente per il fallimento della giunta di centrosinistra.

Vignetta Raggi Roma

di Pierfrancesco Uva

Di segno diverso l’umore in casa Cinque stelle dove si esulta per il successo di Virginia Raggi che ha preso quasi 454 mila voti, il 35,25%, 40 mila voti in più della sua Lista. La vittoria al secondo turno non è scontata, ma probabile e sarà molto interessante vedere come si dividerà l’elettorato non di centrosinistra al momento del ballottaggio. Il secondo turno sarà importante anche a Torino e a Savona. Capovolta la situazione invece per Milano, dove il peso dei voti grillini sarà determinante nella sfida tra Stefano Parisi (centrosinistra, 41,7%) e Giuseppe Sala (centrodestra, 40,8%), un testa a testa che vede il primo in vantaggio per appena 4 mila voti. Qui gli elettori M5s potrebbero davvero fare la differenza. Comunque Beppe Grillo, sul sito web del Movimento parla di “risultato storico” e per il ballottaggio lancia lo slogan #CambiamoTutto, rifiutando apparentamenti e alleanze.

“Due fattori negativi nella profonda diversità che si evidenzia nelle città al voto: mediocre partecipazione e tenuta robusta dei partiti populisti. Al ballottaggio – ha commentato commento il Segretario del Psi, Riccardo Nencini – saranno decisivi i risultati di Milano, Bologna e Torino. La sinistra riformista, i verdi e i radicali devono unirsi nel voto del 19 giugno a sostegno dei candidati di centrosinistra. Rivolgo lo stesso appello alle forze di governo che in alcune città si sono orientate in altro modo. Sono in campo due differenti idee dell’Italia. Bisogna scegliere. Bisogna scegliere e offrire una prospettiva strategica ai riformisti italiani. Quanto ai socialisti, con l’eccezione di Trieste, resta il nodo delle città metropolitane dove le nostre liste faticano dal 1993 ad affermarsi. Del tutto diverso il risultato elettorale nei comuni medio-piccoli e in molte città capoluogo di provincia: eleggiamo una decina di sindaci – da Città di Castello a Montefiascone, da Cassano allo Ionio a Caprarica, da Montegrotto a Stella, città natale di Pertini – e siamo al ballottaggio a Melfi e Finale Emilia. Nel sud che sceglie la sinistra, dalla Calabria alla Campania, alla Basilicata, il Psi – conclude – elegge un numero di consiglieri comunali inferiore solo al PD. Salerno in testa”.

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Commenti all'articolo
  1. Le elezioni sono sempre un CHECK POINT per controllare lo stato degli elettori riguardo al proprio partito.
    Altri Check Point non ci sono.
    Quindi bisogna prendere atto che serve la coalizione dei partiti Laico/Riformisit/Liberali/Socialisti/Centristi o comunque la migliore coalizione dove riconoscersi come Socialisti e dove poter mettere a capo le persone giuste che siano in grado di “bucare” il video e l’elettorato.
    A questo sono arrivati anche i Grillini (Fico, Di Maio, Virginia Raggi….)

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