martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IL VOTO SULL’EUROPA
Pubblicato il 23-06-2016


Remain referndum 23 giugno 2016I giochi sono chiusi, il futuro dell’Europa è ora affidato agli umori e ai malumori dei britannici. Oggi oltre 46 milioni dei cittadini di “Sua Maestà” sono chiamati alle urne per rispondere ‘Leave’ o ‘Remain’ al referendum sull’Ue. I seggi si sono aperti oggi alle 7 ora locale (le 8 in Italia) e chiuderanno alle 22 (23 in Italia). Non sono previsti exit poll, ma nel frattempo pare che a guadagnare punti sia il “remain”, dove non poco ha influito la triste vicenda dell’omicidio della deputata Jo Cox.
La deputata laburista paladina dei migranti e dell’integrazione europea che proprio stasera, nel giorno in cui avrebbe dovuto compiere 42 anni, è stata commemorata a Trafalgar square, nello Yorkshire e in varie città del mondo in un clima di commosso omaggio alla sua figura e alle sue idee. Nonostante la campagna elettorale sia stata “sospesa”, da più parti i sostenitori della Brexit hanno accusato i commentatori filo-Bruxelles di strumentalizzare la morte di Cox contro il “no” alla Ue. “Non crediamo – si legge in un editoriale del DailyMail– che la signora Cox, che difendeva appassionatamente la democrazia, avrebbe voluto questo”.

Riassunto sondaggi delle ultime due settimane
Nonostante siano state sparate tutte le cartucce di una campagna elettorale al veleno, più emotiva che ragionata, l’eventualità di una brexit riguarda il futuro economico del Regno Unito. In caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea l’agenzia Standard & Poor’s toglierà rapidamente la tripla A all’Inghilterra, lo afferma – a urne ancora ben aperte – Moritz Kramer, numero uno di S&P per i rating sovrani, secondo quanto riporta la stampa americana. “Se la Gran Bretagna dovesse decidere per una Brexit” il rating sarà tagliato “in un breve periodo di tempo”. A pesare sul rating la situazione politica britannica, che sarebbe meno prevedibile e razionale in assenza di un piano reale post Brexit.

La notizia ha rinvigorito ancora le borse europee che hanno “scommesso” tutte sul “remain” del Regno Unito in Ue. Sulla scia dell’apertura in verde a Wall Street, fra le piazze finanziarie europee, Parigi registra un +1,96%, Francoforte guadagna l’1,85%, mentre Londra avanza dell’1,23%, infine Milano vola a +3,7%. L’attenuarsi del rischio Brexit ha spinto la sterlina a toccare i massimi annui contro il dollaro sopra quota 1,49.

Tuttavia ad essere in gioco è anche la politica inglese, nonostante il primo ministro David Cameron abbia affermato di non lasciare l’incarico in caso di Brexit, la sua campagna a favore della permanenza nell’Unione lo ha molto esposto e avrà sicuramente delle conseguenze. Cameron ha promosso il referendum sotto la pressione dell’ala più conservatrice del suo partito e di un sempre più popolare partito anti-Ue, sperando di porre fine a decenni di dibattito sul ruolo della Gran Bretagna in Europa e sui legami tra Londra e Bruxelles. Ma è riuscito nei mesi scorsi a ottenere una serie di concessioni dall’Europa in senso favorevole al proprio Paese. Il risultato del referendum non è vincolante e in caso di vittoria del Leave il parlamento britannico dovrà respingere l’European Communities Act del 1972, che incorpora il diritto europeo nella legislazione britannica, e ratificare il ritiro dell’accordo. I parlamentari tecnicamente possono scegliere d’ignorare l’esito del referendum, ma sarebbe quanto meno bizzarro andare contro la volontà popolare.

Da parte europea se tutte le precauzioni sono state già prese e nonostante oggi i riflettori siano tutti puntati sulla Brexit, per l’Europa ci sono in agenda molti eventi che potrebbero avere ripercussioni importanti sul futuro dell’UE. Dietro l’angolo, il 26 giugno, si aspettano le elezioni legislative in Spagna, visto che dalle precedenti, del dicembre 2015, non è scaturito un governo. Ad aprile del prossimo anno sarà la Francia che dovrà scegliere il Presidente della Repubblica e a fine estate, la Germania eleggerà il suo Parlamento e il Cancelliere. Sempre nel 2017, scadrà il mandato dei presidenti del Consiglio europeo, Donald Tusk, e del Parlamento europeo, Martin Schulz. Dall’altra parte dell’oceano, a novembre di quest’anno invece, sarà eletto il nuovo presidente degli USA che avrà il volto del repubblicano Trump o della democratica Clinton.
Visto in questa prospettiva il voto inglese non è che l’inizio per l’Europa.

Redazione Avanti!

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