domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Brexit. I leader Ue lasciano Cameron fuori dalla porta
Pubblicato il 29-06-2016


consiglio ueLa partita europea è ormai persa per il Regno Unito, ma l’Inghilterra continua a voler giocare e a tentare tutto il possibile prima che venga invocato l’articolo 50 del trattato che menziona la procedura d’uscita. Da parte europea il divorzio è ormai consumato e si tenta il possibile per una fine rapida, il Presidente Jean-Claude Junker auspica infatti che il prossimo esecutivo cominci la procedura d’uscita prima possibile. Con i leader dei ventisette Stati membri dell’Ue “abbiamo deciso che non è questo il momento per modificare i trattati”, quanto di completare il processo di riforme. “Dobbiamo attuare, non innovare”, ha precisato il presidente dell’esecutivo comunitario Juncker, al termine del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue nel formato a ventisette senza il premier britannico. Tuttavia pare che la preoccupazione principale in questi due giorni in Europa sia stata quella di capire a chi spetti il compito di negoziare i termini di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Un vera e propria lotta tra Commissione e Consiglio europeo conclusa grazie al Parlamento europeo che ha votato ieri per far condurre alla Commissione i colloqui.

A dirigere il tavolo dei 27 è come sempre la Germania, Angela Merkel ha fatto sapere a Consiglio concluso che tutti i leader sono d’accordo sul fatto che sarebbe “un errore” aprire adesso un dibattito sulla modifica dei trattati. Per cui questa posizione non è legata al “timore” che possano tenersi referendum simili in altri Paesi. Secondo la Merkel, per gestire la Brexit, esiste già una base giuridica sufficiente per rispondere alle necessità e alle inquietudini dei diversi paesi membri.
“È pronta un’agenda strategica: tutte le istituzioni sono impegnate per promuovere la crescita dell’occupazione. Dobbiamo creare occupazione, creare crescita e aumentare la competitività”, ha detto la Cancelliera tedesca che ha poi avvertito: “La situazione è molto grave: è la prima volta che uno Stato membro decide di partire, e non ci facciamo nessuna illusione, questo è un compito abbastanza diverso dal punto di vista qualitativo” rispetto alla risoluzione delle altre crisi affrontate finora dall’Ue. Stamattina al primo vertice a 27 “la gente era preoccupata”.

“L’Ue ha preso una sberla e quando si prende una sberla si è sotto shock: o l’Ue si rende conto che è arrivato il momento di rilanciare sulle cose che valgono davvero o avremmo perso una occasione”. Ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa al termine della riunione informale dei capi di Stato e di governo dei 27 Paesi Ue a Bruxelles. “Possiamo perdere le battaglie – ha aggiunto – ma non le opportunità e sono convinto che nei prossimi mesi saremo in condizione di rilanciare con grande forza. L’Europa è grande sogno e io ci credo profondamente”.
Ora l’Europa punta a voltare pagina prima del prossimo vertice che si terrà il 16-17 settembre prossimi a Bratislava.

Redazione Avanti!

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