domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Condanna CEDU per aver violato diritti di coppia gay
Pubblicato il 30-06-2016


gay corteLa Corte europea dei diritti dell’Uomo condanna di nuovo l’Italia. Questa volta perché il nostro Paese ha negato il ricongiungimento familiare a una coppia gay. Per i giudici di Strasburgo, rifiutando di rilasciare il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare a un cittadino neozelandese che voleva vivere con il suo compagno italiano, l’Italia ha violato il diritto della coppia a non essere discriminata. La condanna consta di un risarcimento di 20mila euro per danni morali al cittadino neozelandese, che si era vista rifiutata la domanda dal tribunale di Livorno e dal Ministero degli Interni in appello.

Roberto e Douglas sono una coppia dal 1999: i due hanno vissuto in Nuova Zelanda fino al 2003, quando hanno deciso di tornare in Italia a causa di problemi di salute di Roberto. Douglas ha chiesto un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, rifiutato nel 2004 dal Tribunale di Livorno. I due fecero ricorso, sostenendo di essere state vittime di discriminazioni basate sull’orientamento sessuale: il caso arrivò fino in Cassazione, dove l’appello era stato definitivamente respinto sulla base dell’articolo 29 del ddl 286 del 1998, che afferma che “il concetto familiare include solo gli sposi e i figli minorenni o non ancora indipendenti“.
La decisione dei giudici di Strasburgo, presa per sei voti contro uno, contesta all’Italia la violazione degli articoli 14 e 8 della Convenzione europea dei diritti umani: il primo proibisce la discriminazione, il secondo sancisce il diritto al rispetto per la vita familiare e privata. Per negare l’atto le autorità italiane avevano trattato i ricorrenti come fossero una coppia eterosessuale non sposata. Tuttavia, secondo la Corte, la situazione della coppia omosessuale non poteva essere equiparata a quella di una eterosessuale non sposata in quanto, proprio non potendo contrarre le nozze, non avrebbero potuto ottenere le tutele che la legge italiana accorda alle coppie unite in matrimonio. E infatti la Corte ha punito l’Italia proprio per aver trattato la coppia omosessuale come avrebbe fatto con una coppia eterosessuale.

Non è la prima condanna europea che l’Italia subisce per la discriminazione delle coppie omosessuali. Un anno fa il nostro Paese è stato condannato per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione dei diritti umani: “La corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile e che dunque un’unione civile o una partnership registrata sarebbe il modo più adeguato per riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso”.

Liberato Ricciardi

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