domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Consultazioni elettorali. Come funzionano i congedi previsti per i lavoratori
Pubblicato il 03-06-2016


I congedi previsti per i lavoratori impegnati nella prossima consultazione elettorale

LE ASSENZE PER ELEZIONI
E’ un vero e proprio esercito abbastanza numeroso formato da presidenti, da scrutatori e da rappresentanti di lista dei partiti quello che sarà formalmente impegnato nei seggi elettorali per le elezioni amministrative che si svolgeranno il 5 giugno 2016. Tra questi ci saranno anche tanti lavoratori dipendenti, che, volentieri o meno, dovranno lasciare aziende e uffici per espletare di tutte le operazioni legate a questo delicatissimo e irrinunciabile compito. L’occasione è quanto mai opportuna per ricapitolare che cosa deve fare chi, ritornato alla consueta attività, si appresta alla solita querelle con il reparto personale della propria ditta per stabilire i diritti nel caso di mancata presenza al lavoro motivata dall’importante incarico svolto presso l’urna di assegnazione. Circa il titolo ad assentarsi dal lavoro e il trattamento spettante in tema di riposi compensativi, è fuor di dubbio che i giorni dedicati agli adempimenti previsti di cui si tratta, siano considerati a tutti gli effetti periodi di attività lavorativa secondo quanto dispone l’articolo 119 del Testo Unico n. 361/57, modificato dalla legge n. 53/90. Ciò comporta il conseguente obbligo per il datore di lavoro, non solo di permettere l’assenza, ma di retribuirla. Per di più, la stessa legge n. 53 del 1990 ha precisato che il diritto ai riposi compensativi e alle assenze retribuite compete anche ai rappresentanti di lista.

Poiché le funzioni di presidente e scrutatore dei seggi sono del tutto equiparate all’espletamento dell’attività lavorativa, non è consentito alle aziende di richiedere prestazioni professionali nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, pure se l’eventuale turno di lavoro fosse collocato in orario diverso da quello di presenza disposto per la nomina ricevuta. Per quanto attiene i riposi compensativi la Corte Costituzionale ha riaffermato il principio secondo cui il lavoratore ha titolo al recupero delle giornate festive (la domenica) o non lavorative (il sabato, nel caso di settimana corta) destinate alle operazioni elettorali, nel periodo immediatamente successivo ad esse. In altre parole, i soggetti interessati hanno diritto a restare a casa, ovviamente pagati, nei due giorni successivi all’effettuazione del mandato ricevuto (se il sabato è lavorativo), o nel giorno successivo (se non viene osservata la settimana corta) in forza della parificazione legislativa tra attività al seggio elettorale e prestazione professionale, rispetto alla quale la garanzia del congedo è precetto costituzionale. Ove gli adempimenti connessi all’ufficio ricoperto per designazione abbiano termine di lunedì, come è stato durante le ultime consultazioni politiche, le giornate di diritto al riposo dovrebbero essere il martedì (ed eventualmente il mercoledì, se il sabato non è lavorativo).

Per avere titolo ai riposi o, in sostituzione, alla retribuzione e ai benefici di cui si è accennato, il lavoratore dovrà produrre all’azienda l’attestazione del presidente del seggio elettorale, regolarmente timbrata con il bollo della sezione e dalla quale risulti la data e l’ora di inizio e di conclusione delle funzioni.

Sulla materia delle assenze dei lavoratori per elezioni, anche la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro ha recentemente approntato un utile vademecum per gestire al meglio le assenze dei lavoratori impegnati nella ‘macchina’ elettorale: presidenti di seggio, segretari e scrutatori, nonché rappresentanti di lista o gruppo e rappresentanti dei partiti o gruppi politici (o promotori dei referendum). I giorni di assenza sono considerati dalla legge, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa. “Ciò significa – spiega la Fondazione Studi – che i lavoratori hanno diritto al pagamento di specifiche quote retributive, in aggiunta all’ordinaria retribuzione mensile, ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali. Per i giorni in cui non era prevista prestazione lavorativa, invece, l’interessato avrà diritto a tante ulteriori quote giornaliere di retribuzione che si andranno ad aggiungere a quelle normalmente spettanti”. “Per tali giornate di mancato riposo, tuttavia, il lavoratore potrà optare per il godimento di giornate di riposo compensativo – si precisa – al posto della retribuzione aggiuntiva”.

Il titolo alla retribuzione compete per le singole giornate di partecipazione al seggio, a prescindere dal numero di ore di impegno. “I giorni festivi e quelli non lavorativi (ad esempio il sabato nella settimana corta) – proseguono i consulenti del lavoro – sono compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla retribuzione normalmente percepita o, in alternativa, recuperati con una giornata di riposo compensativo”. La legge in proposito non chiarisce le modalità di scelta tra riposo compensativo e retribuzione. “Per quanto riguarda invece i riposi compensativi, secondo l’orientamento della Corte Costituzionale, il lavoratore ha diritto al recupero delle giornate festive (la domenica), o non lavorative (il sabato, nel caso di settimana corta), destinate alle operazioni elettorali – puntualizza la Fondazione Studi – nel periodo immediatamente successivo ad esse”. In altri termini, gli interessati avranno diritto a restare a casa e ad essere retribuiti nei due giorni successivi alle operazioni elettorali (se il sabato è non lavorativo), o nel giorno successivo (se il sabato è lavorativo). “In base ai principi in tema di riposo settimanale – si ricorda – il riposo compensativo deve essere goduto con immediatezza, cioè subito dopo la fine delle operazioni al seggio. La rinuncia al congedo in questione deve comunque essere validamente accettata dal lavoratore”.

Per la cronaca ricordiamo infine che domenica 5 giugno 2016 dalle ore 7.00 alle 23.00 in oltre 1.300 comuni si voterà per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. L’eventuale ballottaggio, nei comuni con oltre 15.000 abitanti, si svolgerà il 19 giugno. Curiosità particolare, Il comune più piccolo interessato alle elezioni è Morterone (LC), un borgo locale che conta soltanto 38 abitanti al 31 dicembre 2014, data dell’ultimo bilancio demografico annuale Istat.

Carlo Pareto

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento